A Roma e nel Lazio scuole senza internet per la didattica a distanza. La Regione: "Se ministero non batte un colpo interveniamo noi"

"Ci segnalano difficoltà soprattutto gli istituti che si trovano oltre il Raccordo" denuncia Mario Rusconi, dell'associazione nazionale presidi del Lazio

Studentessa alle prese con lezioni on line (foto Ansa)

Servono tablet, computer, rete internet. Altrimenti la didattica a distanza per i licei romani resterà lettera morta. Sull'insegnamento e apprendimento on line si punta per scongiurare il dilagare del contagio da coronavirus tra gli studenti. Il premier Giuseppe Conte lo ha inserito nell'ultimo Dpcm del 24 ottobre: la Dad dovrà svolgersi per gli istituti superiori come minimo per il 75% degli alunni. Ma c'è chi lancia l'allarme. 

Difficoltà nelle scuole fuori dal Gra

"C'è un problema legato alle connessioni internet" ha spiegato Mario Rusconi, presidente dell'Associazione Nazionale Presidi del Lazio. "Ci segnalano difficoltà soprattutto gli istituti che si trovano oltre il Grande raccordo anulare. In molti casi questi problemi riguardano gli studenti, in altri gli istituti". Senza contare le famiglie dove i figli adolescenti sono più di uno e i computer non bastano per tutti.  

L'attacco al ministero

All'allerta però la Regione Lazio risponde difendendo quanto fatto fin'ora, senza risparmiare critiche all'operato del ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina. "Siamo pronti a intervenire entro 48 ore sul fabbisogno di computer e rete internet, per garantire la didattica a distanza a tutti gli studenti" ha assicurato durante una seduta della commissione Scuola regionale sul tema dad. "Lo faremo se entro domani il ministero dell'Istruzione, che ha avocato a sè questo compito, non farà pervenire risposte". 

"Non resteremo a guardare"

"Già venerdì avevamo chiesto al direttore dell'Ufficio scolastico regionale di attivare un monitoraggio nelle scuole e darci una risposta tra stasera e domattina sulle necessità ulteriori degli istituti sia dal punto di vista della strumentazione che della rete, in modo che si potesse avere chiaro dove e quando intervenire e con quali quantità". Tuttavia "ieri l'Ufficio scolastico ci ha comunicato che non aveva dato corso a questa richiesta perchè il ministero dell'Istruzione aveva detto 'ci occupiamo direttamente noi di fare questo monitoraggio e vi forniremo le risposte' - ha proseguito Di Berardino - certamente come Regione non staremo a guardare e se entro domani non avremo le risposte dal ministero o dall'ufficio scolastico regionale faremo partire la nostra richiesta a tutte le scuole per avere il nuovo fabbisogno di cui necessitano i ragazzi e gli istituti". 

Di Berardino ha ricordato anche che nell'immediatezza del lockdown di marzo "la Regione aveva varato il bando 'Classe virtuale' destinato a tutte le scuole superiori, perchè per le medie ed elementari aveva provveduto il ministero, tutte le risorse erano arrivate ed erano state spese e tutte le richieste erano state soddisfatte. Inoltre, in questi mesi abbiamo anche trasferito risorse anche ai comuni per l'acquisito di dispositivi per la didattica a distanza, qualora le scuole o gli stessi lo avessero richiesto. Insomma, non è che non si è fatto nulla".

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