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M5S, lo scontro nel feudo di Raggi allarga la spaccatura interna al partito romano

A Monte Mario Sandro Chinni ha chiesto di diventare capogruppo. La capitolina Meleo sarebbe intervenuta imponendo un passo indietro a Michele Menna, fedelissimo dell'ex Sindaca, ma questi rifiuta: "Ho preso più preferenze, non cambio"

Il 30 maggio scorso il consigliere pentastellato del XIV municipio, Sandro Chinni, aveva protocollato una richiesta, diretta al direttore dell'ente, nella quale rimangiandosi il voto a favore della nomina a capogruppo del collega portavoce Michele Menna, si autocandidava per ricoprire egli stesso il ruolo. Una evidente spaccatura tra i due unici rappresentanti del M5S nel parlamentino di Monte Mario, nel municipio d'elezione e residenza dell'ex sindaca Virginia Raggi. A distanza di due mesi la situazione non solo non si è ricucita, ma ogni tentativo di intermediazione sarebbe ad oggi fallito. Dietro questo scontro sembra esserci la faida tra chi fa parte del "cerchio magico" di Virginia Raggi e chi, invece, da quel cerchio è gradualmente uscito e anzi, non ha perso occasione di criticare l'operato dell'ex prima cittadina. 

Lo scontro tra grillini nel municipio di Monte Mario

Riepiloghiamo: il 30 maggio al direttore del XIV municipio arriva una lettera firmata da Sandro Chinni, infermiere: "Il sottoscritto revoca la volontà manifestata a inizio consiliatura e comunicata il 24 novembre 2021 di nominare Michele Menna quale capogruppo". Una pratica insolita, sicuramente inusuale. Anche perché Menna, vicepresidente durante i cinque anni della giunta Campagna, era candidato minisindaco alle amministrative del 2021 dove ha ottenuto quasi 1.300 preferenze. La coordinatrice romana del Movimento, Linda Meleo (consigliera capitolina, ex assessora della giunta Raggi) ha provato a mettere pace tra i due ed evitare brutte figure, ma non c'è riuscita.

L'intervento di Meleo e la richiesta di scambiarsi i ruoli

Secondo quanto risulta a RomaToday, infatti, Meleo avrebbe inviato una mail ai due contendenti, provando a risolvere la questione così: Menna deve fare un passo indietro, Chinni diventa capogruppo del M5S in XIV municipio e poi i due si scambiano anche i posti nelle rispettive commissioni di appartenenza. Chinni deve lasciare la commissione trasparenza in favore di Menna e questi deve cedere il suo posto in quella politiche sociali al collega. E' questo, grosso modo, il contenuto della missiva che ha rappresentato l'ultimo atto (a meno nelle intenzioni di Meleo) dopo incontri di persona con entrambi in Campidoglio, riunioni a distanza e anche assemblee con tutti gli eletti di Roma. Entro il 25 luglio avrebbero dovuto comunicare la messa in atto ufficiale delle disposizioni, ma così non è stato. 

Menna: "Le cose non cambieranno, c'è qualcuno che fa opposizione interna"

Se da una parte Linda Meleo, raggiunta da RomaToday, non ha voluto commentare quanto sta accadendo da mesi a Monte Mario, uno dei due diretti interessati invece è stato chiaro e ha confermato che l'avvicendamento nel ruolo di capogruppo non ci sarà: "Chinni vuole a tutti i costi ricoprire questo ruolo - spiega al nostro giornale - e ha inoltrato la richiesta al direttore del municipio, citando un regolamento che prevederebbe questo incarico a chi ha più preferenze, senza però che si consideri i voti presi dal candidato presidente. Ma il riferimento è sbagliato, noi non applichiamo il regolamento che cita il consigliere, quindi probabilmente il direttore nemmeno gli risponderà. Prima che Chinni scrivesse questa lettera, da parte mia c'era stata una disponibilità a invertirci nelle commissioni e a lasciargli il ruolo di capogruppo, ma all'epoca non ha accettato e adesso le cose restano così. Parliamo poi di un ruolo ben poco influente, essendo noi una forza di minoranza. Le sue sono scelte politiche, non so perché faccia così, forse mentre c'è chi preferisce fare opposizione alla maggioranza Pd, c'è chi agisce facendola all'interno del partito. Non è un modo che mi appartiene". Chinni, dal canto suo, non ha voluto dichiarare alcunché rispetto alla diatriba con Menna. 

L'attacco a Raggi e ai suoi fedelissimi

Qualcuno, dall'interno del Movimento, paventa che dietro le pressanti richieste di Chinni ci sia un attacco a Virginia Raggi. Michele Menna, infatti, è da considerare vicinissimo all'ex sindaca. E non è un segreto che nel M5S da un bel po' di tempo non ci sia proprio una linea politica univoca su alcuni temi. Intanto a livello di alleanze, durante la campagna elettorale per le regionali è arrivato all'apice lo scontro tra Roberta Lombardi, ex assessora della giunta mista di Zingaretti e l'ex Sindaca. Per la prima mantenere il campo largo era un dovere e una responsabilità, per la seconda non c'erano margini per colloquiare con il Pd. Una posizione politica che solo apparentemente metteva dalla stessa parte Raggi e il presidente del Movimento, Giuseppe Conte. Perché in realtà i due rappresentano anime differenti, soprattutto sui temi del sociale e del diritto all'abitare. Raggi non ha perso occasione per attaccare l'attuale giunta di centrosinistra, chiedendo tutela per chi è regolarmente in graduatoria Erp e maggiore severità nei confronti degli occupanti abusivi, tema sul quale Conte è più vicino all'area che si trova a sinistra del Pd, quella di Sinistra Italiana e del Coordinamento 2050 di Fassina. Anche sul tema dei diritti per la comunità Lgbtqia+ di Roma sembra esserci uno scollamento, quantomeno un differente approccio, stavolta più limitato al gruppo capitolino:

Raggi non ha mai partecipato al Pride quando indossava la fascia tricolore e non l'ha fatto nemmeno per l'edizione 2023, quella del patrocinio prima dato e poi ritirato dalla Regione Lazio. Ultimamente si è anche scagliata contro la pratica della Gestazione per Altri, dichiarata reato universale alla Camera: "Aberrante", l'ha definita Raggi. Paolo Ferrara, per quanto si possa sicuramente annoverare tra i più fedeli alla consigliera - dopo essere stato un pretoriano di Roberta Lombardi - sui diritti di gay, lesbiche e trans è molto più coraggioso e si è fatto immortalare durante la parata di giugno scorso, mentre provocatoriamente bacia un portavoce grillino del VII municipio. 

"Forse anche nel Movimento è arrivata la stagione delle correnti"

Insomma, c'è qualcosa che non va proprio come dovrebbe andare nelle dinamiche interne al M5S di Roma e non solo e le successive parole di Michele Menna sembrano parzialmente confermarlo.  "Per me è fantapolitica - premette l'ex vicepresidente del XIV - ma potrebbe anche essere che ci sia una parte del Movimento che si sta organizzando diversamente." Molti, infatti, si sono espressi negativamente nei confronti di Raggi e del suo mandato. Vogliamo dire che c'è uno schieramento più vicino a lei e uno meno? "Beh, ci sono stati pareri manifestati pubblicamente - specifica il consigliere -. Io non pratico le correnti, questa è un'ipotesi che ci può stare, magari è arrivato il momento delle correnti anche da noi. Io ho sempre espresso apprezzamento per l'ex sindaca e per l'ex presidente Campagna, è stato fatto un lavoro storico su bilancio, assunzione di personale, lavori pubblici, implementazione informatica e digitalizzazione, anche qui nel territorio si è fatto molto. Nonostante tutto questo, c'è chi ancora la critica". E che, forse, prova a mandarle messaggi con qualche piccola scaramuccia municipale. 

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