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Nella fase 2 restano chiuse sale scommesse e bingo: “A rischio oltre 3mila lavoratori”

Il settore del gaming ripartirà probabilmente a metà giugno, la Cisl-Fisascat: “Oltre a danno la beffa, con ‘salva sport’ tassa su comparto chiuso”

foto PerugiaToday

Mentre con l’avvio della fase 2 “bis”, quella della convivenza con il Coronavirus, riaprono seppur con regole rigide da seguire e qualche difficoltà bar, ristoranti e negozi, restano sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo. Sarà così probabilmente fino a metà giugno.

Coronavirus, nella fase2 restano sospese scommesse

Un comparto, quello del gaming, che a Roma occupa più di 3mila lavoratori diretti delle concessionarie di gioco, oltre ad esercenti e loro dipendenti. Così "condannare il comparto alla chiusura fino a data da destinarsi significa mettere in ginocchio oltre tremila lavoratrici, lavoratori e famiglie a Roma, e decine di migliaia sul territorio nazionale (circa 78mila ndr.)"  - denuncia Stefano Diociaiuti, segretario generale della Fisascat-Cisl di Roma Capitale e Rieti. 

"Oltre al danno, oltretutto, un’inaccettabile beffa: non soltanto queste attività non potranno riaprire, ma il cosiddetto ‘salva sport’ prevede  un prelievo sulla raccolta delle scommesse sportive dello 0,3%. Come si può pensare di alzare le tasse a un comparto fermo e chiuso?”

Scommesse, giochi e bingo non ripartono: "A rischio oltre 3mila lavoratori"

Il sindacato punta il dito contro l’esclusione del settore dalla ripartenza, soprattutto in virtù del fatto che la maggior parte delle sale e dei punti vendita hanno spazi adeguati per i distanziamenti. Uno stop alle attività che dunque mette a rischio migliaia di posti di lavoro

“Non è possibile che sia messo in ginocchio un intero comparto di persone, di realtà aziendali e commerciali che hanno regolarmente pagato le tasse, e che adesso guardano al futuro con estrema preoccupazione in quanto esclusi da ogni progetto di ripartenza. Moltissimi esercenti del settore sono allo stremo, sull’orlo della chiusura definitiva: se loro non riapriranno - avverte la Fisascat-Cisl - l’effetto domino sarà devastante sotto il profilo sociale. E’ assurdo e paradossale che la risposta a tutto ciò sia rappresentata da un vero e proprio ‘accanimento’, ovvero da un ulteriore prelievo sulle scommesse”.
 

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