Venerdì Roma si ferma: "Sciopero generale per il bene della città"

"Game Over - Insert Coin to continue" lo slogan scelto per la protesta di venerdì. In 24.000 scenderanno in piazza per difendere le buste paga da tagli che vanno dai 380 ai 438 euro

I sindacati nel corso della conferenza stampa

Roma Capitale si ferma. Accadrà venerdì prossimo quando i 24mila dipendenti del Comune di Roma, tutti insieme e per tutta la giornata incroceranno le braccia per protestare contro l'assenza di una politica di sviluppo della città, esplosa in tutta la sua drammaticità nelle ultime settimane nella vicenda del salario accessorio che rischia di impoverire le tasche di dipendenti che guadagnano cifre tra i 1200 e i 1300 euro.

VENERDì - "Game Over - Insert Coin to continue" lo slogan scelto da Cgil, Cisl, Uil e Csa per portare avanti uno sciopero che è storico. "E' la prima volta in 40 anni", afferma Natale Di Cola, "che i lavoratori del Comune si fermano tutti insieme". Un corteo attraverserà il centro di Roma a partire dalle 8.30 per raggiungere piazza Venezia. Una cartolina che si annuncia ben più 'colorata' e partecipata di quella recapitata al sindaco il 9 maggio scorso, allorquando 15.000 dipendenti, riuniti in assemblea, riuscirono a strappare una circolare governativa che impose ai dirigenti di firmare le buste paga di giugno.

LA CIRCOLARE DISATTESA - E proprio l'interpretazione di questa circolare è uno dei punti che preoccupa i sindacati: "Non possiamo accettare", spiega Roberto Chierchia della Cisl, "che dopo aver invocato a gran voce la nota interministeriale poi si ritenga il provvedimento annullato perchè la Giunta il giorno stesso aveva fissato il termine perentorio dal 31 luglio". Quindi un appello a Marino: "Ripensi quel termine, presenti dei progetti con una riprogrammazione effettiva, non come fatto sul tema scolastico in modo unilaterale, e rispetti la nota interministeriale. Vanno ritirate tutte le questioni che la nota e il Salva Roma non comprendevano, come il conguaglio e la data del 31 luglio".

IL TAGLIO SALARIALE - Il pericolo è concreto e rischia di gettare nella disperazione 24.000 famiglie. Spiega Bernardini della Uil: "Nonostante le sollecitazione dell'Anci e del Governo ad una soluzione praticabile, i lavoratori capitolini rischiano di perdere un terzo della retribuzione: 380 euro medi per un operatore di polizia locale, 418 per un docente del settore educativo scolastico, addirittura 438 per un amministrativo dell'anagrafe. Questo è inaccettabile e lo impediremo con ogni mezzo".

TUTTO SULLE SPALLE DEI LAVORATORI - "I lavoratori non ne possono più di sopportare tutto sulle loro spalle e non vogliono essere corresponsabili del blocco dei servizi: il taglio del salario accessorio sarebbe la paralisi", ha detto Natale Di Cola, segretario della Fp Cgil di Roma e del Lazio, nella conferenza stampa indetta oggi dai sindacati per spiegare le ragioni dello sciopero. I dipendenti "si sentono traditi dopo le promesse elettorali di partecipazione e valorizzazione, e non vorremmo che il Comune stesse pensando a un contratto integrativo con cui parte dei soldi invece che essere corrisposta ai lavoratori venga messa invece a bilancio".

Il problema vero secondo i sindacati è il "rischio conguaglio" e la data di scadenza del 31 luglio per il nuovo contratto decentrato: "Marino usa il termine conguaglio per i suoi lavoratori nonostante il salvagente del Mef", continua Di Cola, "e poi nelle società lascia superminimi e retribuzioni mostruose", mentre riguardo ai tempi "una nuova contrattazione in due mesi è infattibile. Con la Regione ci siamo trovati in una situazione simile, ma molto meno complessa, perchè offre servizi ai cittadini diversi e non diretti, e per trovare una soluzione per i 4mila dipendenti ci sono voluti 6 mesi di confronto, libero da condizionamenti e inutili tagliole".

SCIOPERO STORICO - "Per la prima volta nella storia a Roma si vede lo sciopero generale di tutti i dipendenti", spiega Giancarlo Cosentino della Cisl. "Non lo abbiamo fatto a cuor leggero, sentiamo forte la responsabilità, ma dopo un anno di proclami e di mancanze lamentiamo l'assenza di una visione generale dei servizi e di una visione politica di come la città si debba sviluppare", ha continuano, spiegando che "il nostro messaggio è un cartellino giallo molto forte nei confronti dell'amministrazione: le scuole stanno già avvertendo i genitori che venerdì non apriranno, ma questo è solo per l'interesse della città e dei lavoratori. Forse l'assenza dei dipendenti farà notare quanto siano importanti per la vita della città".

Nella relazione del Mef, ha aggiunto il sindacalista Rsu, "si parla di disordini di bilancio per 300 pagine ma poi si usa il salario accessorio come ombrello rispetto a tutto quello che gli ispettori hanno rilevato". E sul fondo da 72 milioni assicurato dall'amministrazione "ancora non c'e' alcun atto formale di certificazione, e comunque Torino con 11mila dipendenti stanzia 82 milioni e Milano 92 milioni, ed e' una citta' 8 volte piu' piccola della nostra".

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