Campidoglio, Usb in piazza contro l'amministrazione: "Solo soluzioni temporanee"

Circa cinquecento dipendenti capitolini hanno manifestato in occasione della giornata di sciopero indetta in tutta Italia dall'Unione sindacale di base. Tra loro molte educatrici "contro la riorganizzazione del settore"

Non è servita la delibera comunale che assicura l'erogazione del salario accessorio fino alla fine di luglio a placare la rabbia dei lavoratori comunali aderenti all'Unione sindacale di base. Questa mattina circa cinquecento persone hanno manifestato in occasione dello sciopero di 24 ore proclamato per il settore del pubblico impiego dal sindacato di base in tutte le regioni italiane. La giornata di protesta è iniziata in piazza Madonna di Loreto. I lavoratori poi si sono spostati in corteo nella vicina piazza del Campidoglio dove per le undici era in programma una seduta della commissione Statuto Personale e Sport presieduta dal consigliere Svetlana Celli proprio sul tema del salario accessorio.

LO SCIOPERO - Tra fischietti, bandiere dell'Usb e dell'Usi, e striscioni i lavoratori si sono mossi dietro lo striscione 'Congelano i salari, congeliamo il lavoro'. Tra i presenti in piazza numerose educatrici comunali alle prese “con una riorganizzazione del lavoro penalizzante per le dipendenti e anche per la qualità del servizio” spiega un'insegnante. Nel mirino della protesta non solo le politiche del governo Renzi ma anche quelle dell'amministrazione Marino e dell'assessore alla Scuola Alessandra Cattoi.

LA PROTESTA - “La delibera comunale e la circolare a cui si riferisce sono solo una soluzione temporanea per tre mesi che non ci tranquillizza” spiega Roberto Betti dell'esecutivo nazionale Usb. A far paura “è il contratto decentrato che verrà fuori dalla contrattazione dei prossimi mesi che potrebbe peggiorare la nostra condizione” conclude Betti che comunica di aver chiesto ufficialmente un incontro al sindaco Marino. “Ci ha risposto che questo è uno sciopero politico” urla Betti dal megafono a cui la piazza risponde con urla e fischi. Betti ha poi riferito di aver ricevuto "una denuncia dall'amministrazione comunale di Roma per quanto accaduto il 6 maggio” quando, in occasione dell'assemblea generale, oltre diecimila dipendenti capitolini protestarono contro il taglio del salario accessorio.

LE EDUCATRICI - La prima avvisaglia per Jessica, educatrice precaria presente in piazza “è il nuovo contratto che ci è stato proposto da questa amministrazione che prevede un aumento dell'orario di lavoro, indebolisce il salario accessorio, non garantisce le supplenze lasciando a casa migliaia di precarie come me mentre aumenta le figure che occupano posizioni organizzative”.  Ma non solo il lavoro. “Secondo noi il nuovo contratto peggiora anche la qualità del servizio introducendo la figura della 'super' maestra che non deve i pensare solo ai bambini ma anche a fare da segretaria e tappabuchi dal momento che le colleghe precarie non ci sono più” conclude.

LA COMMISSIONE - Intanto sulla piazza del Campidoglio attorno a un tavolo si è riunita la commissione Statuto Personale e Sport presieduta da Svetlana Celli. Presenti i consiglieri Valentina Grippo (Pd), Gemma Azuni (Sel), Franco Marino (Lcm), Daniele Frongia (M5S), Marco Pomarici. “Ho deciso di convocare questa seduta all'aperto, davanti a palazzo Senatorio, per dare un segnale importante anche se non si tratta di un'assemblea ma di una normale seduta di commissione” ha spiegato Celli.

CELLI - “Vogliamo sostenere questa amministrazione che insieme al governo non solo deve garantire l'erogazione del salario accessorio ma è l'intero istituto che va rivisto”. Al termine della commissione i consiglieri presenti hanno deciso di “elaborare un atto di indirizzo da portare in Aula Giulio Cesare” spiega Celli che aggiunge: “Chiederò la convocazione di un tavolo tecnico permanente per seguire i lavori attorno all'elaborazione del nuovo contratto decentrato”.

CONTESTAZIONI - Come spiega la presidente di commissione al tavolo erano stati invitati tutti i sindacati. “Hanno partecipato il direttore dell'assemblea capitolina Vitaliano Taccioli e alcuni rappresentanti sindacali ma non l'Usb presente qui in piazza”. Infatti una volta che il corteo dei lavoratori è arrivato sulla piazza del Campidoglio il tavolo della commissione è stato accerchiato dai manifestanti che non hanno risparmiato le loro critiche verso i consiglieri comunali. Dal grido di 'buffoni buffoni' ai fischi verso una “manifestazione di finta democrazia” fino ad arrivare alle educatrici che hanno riempito il tavolo di bambole per simboleggiare “il peggioramento della qualità dei servizi a danno dei più piccoli”.  

FRONGIA - La circolare governativa per Daniele Frongia, consigliere del Movimento cinque stelle “non ci deve far abbassare la guardia anche perché il salario accessorio non è poi così accessorio dal momento che gli stipendi medi e bassi sono fermi dal 2008” ha spiegato nel corso del suo intervento in commissione. Il consigliere ha poi cercato di identificare le responsabilità politiche che hanno portato alla situazione attuale: “La questione era già nota dal 2008 e Alemanno cosa ha fatto? Nulla. E i sindacati confederali? Nulla. In questi 6 anni avrebbero dovuto costruire una concreta alternativa. E tutte le forze politiche durante la consiliatura Alemanno? Nulla” afferma Frongia. Non sono mancate critiche nemmeno verso l'amministrazione Marino “ha riconfermato il direttore preposto alla trattativa sul salario accessorio”. Da qui la richiesta del gruppo pentastellato  di ridiscutere il contratto decentrato e “rendere immediatamente fattiva la partecipazione al costituendo comitato temporaneo con governo ed enti locali”.

GRIPPO - Per Valentina Grippo, tra i consiglieri Pd presenti, invece “l'ottimo lavoro del ministro Madia, del sottosegretario Rughetti e del Governo, è la prova che affrontando con serietà i nodi procedurali e inserendo gli interventi in un indirizzo politico ampio e innovativo volto all'efficienza, è possibile sfatare il mito che la tutela del lavoro e la qualità dei servizi della pubblica amministrazione debbano per forza essere antagonisti" ha affermato nel corso del suo intervento. “E' necessario che si intervenga subito sul contratto decentrato fermo dal 2009, ritengo che si debba contestualmente dare un segnale di saper governare i processi di cambiamento in corso nella Pubblica amministrazione”.

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