Scuola, sciopero degli studenti l'11 gennaio: "Restiamo a casa. Vogliamo una ripartenza sicura"

Studenti e docenti chiedono da giorni un rinvio della data di riapertura. Non convincono il piano trasporti e i doppi turni d'ingresso

Protesta a Montecitorio il 7 gennaio 2020 (foto Ansa)

Se Governo e Regione non faranno slittare il rientro in classe saranno gli studenti, a Roma e nel Lazio, a restare a casa. Durante le proteste di ieri, giovedì 7 gennaio, con sit in davanti a Montecitorio e al ministero dell'Istruzione, hanno lanciato lo sciopero per lunedì 11 gennaio invitando tutti gli alunni ad astenersi dalle lezioni sia in presenza che a distanza per la giornata. 

Rientro a scuola, il piano del Prefetto

La ripartenza della scuola, specie alla luce dell'aumento di contagi sul territorio, spaventa, soprattutto per la mancanza, è l'accusa, di un piano di trasporti efficace a garantire la sicurezza e di un sistema di tracciamento dei positivi. Senza contare i doppi orari d'ingresso che rendono difficile l'organizzazione della giornata sia per gli alunni che per i docenti. Anche insegnanti e sindacati sono in protesta da giorni.

"Scioperiamo perché vogliamo tornare in una scuola in presenza e la vogliamo ora e in sicurezza" scrive in una nota la rete degli studenti medi. "Vogliamo essere messi nelle condizioni di tornare nelle nostre aule, fra i nostri banchi, con i nostri compagni e le nostre compagne. Abbiamo bisogno di un piano che risolva le enormi problematiche causate da decenni di tagli e di disinvestimenti". 

Denunciano di essere stati, ancora una volta, tagliati fuori dai processi decisionali e dal dibattito pubblico. "Soprattutto negli ultimi giorni abbiamo visto ripresentarsi lo schema che ormai va avanti da troppo tempo - scrivono - ci siamo stancati di essere messi in secondo piano, ci siamo stancati di non essere consultati quando si parla del nostro futuro e ci siamo stancati della poca serietà con cui si sta affrontando il rientro. Vogliamo essere coinvolti nei processi decisionali che riguardano la riapertura delle scuole. È necessario che gli studenti e le studentesse possano esprimere le loro priorità, e che la loro voce venga ascoltata". 

Per il momento non ci sono passi indietro ufficiali sulla data di ripartenza fissata dal Governo centrale. Non è escluso però, alla luce dei bollettini medici delle prossime ore, che si opti per un ulteriore slittamento al 18 gennaio se non direttamente al 31, come hanno chiesto molti docenti e come consigliato anche dalle Autorità sanitarie. 

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