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Ama, i sindacati congelano lo sciopero: "Ma la situazione del bilancio resta grave"

Il prossimo incontro in Campidoglio si terrà il 26 novembre

Lo sciopero, almeno per il momento, è stato “congelato” in attesa “di un riscontro in tempi brevi” sullo sblocco delle assunzioni. Ma “lo scontro tra Comune e Ama” sul bilancio della partecipata dei rifiuti lascia tutte le preoccupazioni dei sindacati sul tavolo. Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro di questa mattina tra Cgil, Cisl Fit e Fiadel Roma e Lazio, il vicesindaco Luca Bergamo e il delegato per la sindaca delle Relazioni sindacali Antonio De Santis, la linea dell’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti resta confermata: Roma Capitale non ha intenzione di riconoscere all’azienda quei 18 milioni di euro iscritti a bilancio come crediti, legati a opere cimiteriali realizzate tra il 2008 e il 2012. Il bilancio di Ama, quindi, rischia di chiudere in rosso.

“La posizione di Roma capitale sui crediti a bilancio di Ama resta la stessa” scrivono in una nota. “E non verifichiamo sostanziali passi in avanti. Come sempre non entriamo nel merito ma sottolineiamo la gravità di una situazione che sui famosi 18 milioni di crediti sulla gestione dei servizi cimiteriali andava risolta molto prima e in modo responsabile” spiegano i sindacati. “Una situazione affrontata solo grazie alla nostra mobilitazione”.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Dire, nelle ultime ore il Campidoglio ha scritto una lettera all’Ama nella quale si difendono le motivazioni di tale scelta tra cui il fatto che il contratto di servizi allora vigente non riconosceva costi superiori ai 10 milioni annuali per servizi resi. Nella missiva verrebbe inoltre verrebbe contestata la congruità del prezzo delle opere. Tuttavia, e questo è il terreno di scontro tra le parti, ci sarebbe una nota firmata tra Ama e Roma Capitale che autorizzerebbe la prima a sforare quel tetto e in secondo luogo non ci sarebbe una perizia a sostegno delle contestazioni del Comune sul conto presentato dalla municipalizzata per le opere sostenute.

Il Campidoglio però ha ribadito la propria intenzione di superare le cosiddette delibere 52 e 58 ereditate dall'era Marino con al centro il blocco del turnover e l'apertura alle esternalizzazioni. Lo sciopero ipotizzato per il 6 e il 7 dicembre è stato congelato. Il prossimo incontro è in programma per il 26 novembre. “Dovrà essere l'azienda a dirci se, come ci è stato garantito, con il trattenimento della Tari sia davvero in grado di coprire gli stipendi da qui a fine anno e quale sia la sua posizione sulla richiesta del Comune di chiudere il bilancio in passivo, fatto di per sè grave e che configura rischi futuri non sottovalutabili”. Per i sindacati, “è del tutto evidente che non siamo di fronte a una disputa non solo contabile, perché i problemi sono noti da tempo, ma che Ama è oggetto di uno scontro politico. Verificheremo in questa settimana se gli impegni sono concreti”.

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