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Sciopero metro A: "Caos premeditato. Ecco le sette bugie raccontate da Atac"

E' la tesi sostenuta dagli esponenti Ncd Piso e Augello che denunciano: "E' stato un agguato alla città e ai macchinisti". Tra le 'prove': "Due dipendenti non in sciopero, quella mattina sono stati allontanati da Anagnina"

Ci sarebbe una regia dietro il caos nella metro A scaturito dallo sciopero dello scorso venerdì 17 aprile. Lo sostengono gli esponenti di Area Popolare (Ncd-Ucd), il senatore Andrea Augello e il deputato Vincenzo Piso che questa mattina, nel corso di una conferenza stampa di via delle Vergini a cui era presente anche il capogruppo capitolino Roberto Cantiani, hanno presentato “una serie di fatti che, messi in fila, dimostrano che non ci troviamo di fronte a uno sciopero selvaggio ma un vero e proprio agguato alla città e ai macchinisti”. Dal “sabotaggio della scatola nera” alla diffusione di dati “distorti” sulle adesioni allo sciopero e sul numero dei lavoratori malati. Fino ad arrivare ad affermare “che i macchinisti disponibili erano insufficienti quando invece ben due persone sono state allontanate dal capolinea Anagnina”. Fatti su cui, non solo la Procura, ma anche Atac e il Campidoglio hanno aperto un'indagine interna, presentata alla stampa lo scorso 22 aprile, che individua una serie di responsabili, nove in tutto tra cui quattro Dirigenti della Centrale del Traffico. 

Per Augello e Piso però non si tratta di una serie di eventi casuali ma un “complotto premeditato” di cui però è difficile individuare i mandanti e il preciso movente. C'è però una conseguenza: “Per la prima volta nella storia della metro A è stato dato l'ordine di evacuazione della linea”. E c'è un effetto mediatico: “L'intera categoria dei macchinisti è stata discreditata di fronte agli occhi dei cittadini, proprio come accaduto con i vigili a Capodanno”. Ne sono testimonianza per gli esponenti Ncd le dichiarazioni, a caldo, del sindaco Marino: “Non escludo licenziamenti già da martedì”. E ancora sulle retribuzioni: “Hanno sostenuto che un macchinista prende 3 mila euro al mese di media”. Nel fascicolo c'è una busta paga: “Importo netto: 1.692 euro”. Anche l'assessore Improta “è stato deliberatamente tenuto all'oscuro su quanto stava accadendo”. Sotto inchiesta principalmente la “disinformazione” con cui è stato raccontato l'accaduto che ha dato luogo al rincorrersi di una serie di “contraddizioni” e “bugie”. Sette in particolare. 

Per esempio “non è vero che quella mattina i treni e i macchinisti disponibili ad Anagnina erano insufficienti”. E nel fascicolo consegnato alla stampa “ci sono anche le prove: le dichiarazioni, protocollate da Atac e inserite nel suo dossier, ma mai divulgate”. Spiegano Augello e Piso: “Due macchinisti regolarmente in servizio alle 8:05 ad Anagnina, che non avevano aderito allo sciopero, sono stati dirottati a Ottaviano lasciando così scoperte le partenze delle 8:16 e delle 8:22, le ultime nella fascia di garanzia, per mancanza di personale”. Continuano: “Una volta a Ottaviano sono stati mandati a Cinecittà quando ormai la metro è stata evacuata e messa fuori esercizio. Se quei due macchinisti fossero stati utilizzati, con due treni in più, il disagio sarebbe stato ridotto al minimo”. 

Tra le “bugie” anche quelle relative alla cosiddetta 'scatola nera' oggetto di un vero e proprio “sabotaggio”. Tutto parte con il file diffuso in rete con la registrazione dell'ordine di evacuazione della metro A. “In merito Atac ha chiesto un perito fonico per valutarne l'autenticità perché sapeva già di non disporre della registrazione dei propri sistemi” spiegano. “Solo successivamente, inoltre, si scopre che la macchina era stata manipolata mediante il distacco doloso di un cavo la notte precedente dello sciopero”. Questo fatto “è stato tenuto nascosto, anche allo stesso assessore che ha ipotizzato invece che la registrazione era stata cancellata”.

E ancora. A sostegno della propria tesi i due esponenti Ncd portano i numeri delle adesioni allo sciopero: “Nelle prime ore il caos è stato giustificato sostenendo che le adesioni alla mobilitazione erano ben superiori alle aspettative e in seguito, grazie alla nostra denuncia, sono stati costretti ad ammettere che invece erano solo sei”. Stessa linea sulle malattie: “Atac ha suggerito a Improta di giustificare il caos con un elevato numero di malattie e permessi ex legge 104 nel giorno dello sciopero”. Ma i “19 malati di quel tragico venerdì 17 erano un numero inferiore rispetto agli altri scioperi degli ultimi mesi”. 

“Per diversi giorni sono state raccontate bugie e inesattezze. Anche l'assessore è stato sistematicamente disinformato su quanto stava accadendo” denunciano. “Abbiamo già presentato due interrogazioni al ministero dei Trasporti per chiedere un'ispezione perché crediamo che l'Atac non abbia svolto il suo lavoro nell'indagare in merito a quanto è successo” continuano. “Speriamo che la magistratura faccia luce su quanto accaduto. Crediamo che qualcuno debba assumersi la responsabilità politica. Questa amministrazione deve chiedere scusa alla città e ai macchinisti”.

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