Ama, è scontro tra i sindacati e l'amministrazione Raggi: "Il 22 ottobre sarà sciopero"

Presidio dei lavoratori in piazza Santi Apostoli contro la mancata approvazione del bilancio

“Questa amministrazione non merita più la nostra pazienza”. È scontro aperto tra i lavoratori Ama, organizzati dai sindacati Cgil, Cisl e Fiadel, e l’amministrazione a Cinque Stelle guidata da Virginia Raggi. Di fronte a una piazza Santi Apostoli piena di dipendenti della municipalizzata capitolina, è stato il segretario della Fp Cgil di Roma e del Lazio, Natale di Cola, ad annunciare: “Il 22 ottobre saremo in Campidoglio per lo sciopero generale dei lavoratori dell’Ama”.

A sollevare la protesta, a pochi giorni dalla trattativa arrivata all’accordo sulla ripresa del turnover, è la mancata approvazione del bilancio della municipalizzata che l’assessore capitolino Gianni Lemmetti ha bloccato perché intenzionato sondare nei documenti la legittimità di 18 milioni di euro derivanti dai servizi cimiteriali svolti negli anni passati e iscritti a bilancio. Soldi senza i quali il documento economico di Ama chiuderebbe in rosso.

Un quadro che i sindacati hanno definito “allarmante” di fronte al quale le parole pronunciate ieri da Lemmetti, “gli stipendi sono garantiti fino a dicembre”, hanno avuto l’effetto della benzina sul fuoco. “Gli stipendi non si toccano”, hanno scritto i lavoratori su un lungo striscione srotolato durante l’assemblea. Le testimonianze dei rappresentanti sindacali dei lavoratori si susseguono al microfono: c’è chi denuncia che “mancano i mezzi per poter svolgere il servizio”, chi racconta la difficoltà di “dover raccogliere i rifiuti che restano attorno ai cassonetti” e poi c’è il confronto continuo con i cittadini “che troppo spesso addossano ai lavoratori la colpa dei disservizi”. Come accaduto a San Lorenzo dove degli operatori sono stati oggetto di un lancio di uova.

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“Ci domandiamo se il Comune di Roma miri a far fallire la partecipata e a mandare a casa 7 mila persone” le parole di Angelo Curcio, Coordinatore nazionale della Fit-Cisl per l'Igiene Ambientale. “Il ritardo nell'approvazione del bilancio rischia di affossare ogni speranza di salvare un'azienda già in serie difficoltà per l'assenza di un concreto piano industriale”. Massimo Cicco, segretario della Fiadel di Roma e Lazio, punta il dito contro Lemmetti: “L’assessore deve sapere che questa è Roma, la capitale d’Italia, non Livorno. In due anni e mezzo in Ama hanno cambiato due direttori del personale, tre amministratori delegati e un direttore operativo: dobbiamo mandare via un altro amministratore?”. Marino Masucci, segretario della Fit Cisl di Roma e Lazio, si appella alle forze politiche locali e nazionali: “Mentre al Governo dicono che i numeri non contano, questa città è invece in mano ai contabili. Stanno rovinando Ama e Atac”.

Diversi gli esponenti politici presenti in piazza. “Chiediamo alla sindaca di uscire dall’ambiguità e di dare certezze ai lavoratori” le parole dei consiglieri del gruppo capitolino del Pd. Con loro anche il segretario romano Andrea Casu e Daniele Parrucci responsabile Politiche del Lavoro, l'europarlamentare Silvia Costa e i parlamentari dem Claudio Mancini e Roberto Morassut. Andrea De Priamo, capogruppo di Fdi denuncia: “La discussione interna alla maggioranza grillina rischia di produrre gravi conseguenze su questi lavoratori e sul servizio”. Presenti anche il deputato e consigliere capitolino di Leu Stefano Fassina, l’ex consigliere municipale Gianluca Peciola e il capogruppo di Fdi in Regione Fabrizio Ghera.

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La mobilitazione è stata avviata. Il tempo è scaduto. O quasi. “La sindaca può presentarsi anche nel pomeriggio all’assemblea dei soci, che è stata sospesa e non chiusa, per firmare il bilancio" le parole di Di Cola. "Siamo venuti a parlare con il prefetto per chiedergli di intervenire. Noi ci scusiamo già da adesso per i disagi che ci saranno ma andremo zona per zona a parlare con i lavoratori per spiegargli che è a rischio il loro futuro”. 

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