Roma si ferma per lo sciopero dei suoi dipendenti: uffici e asili chiusi, strade senza vigili

I vigili non saranno per le strade, gli asili e gli uffici rimarranno chiusi e 24mila dipendenti scenderanno in piazza contro il taglio del salario accessorio

Venerdì 6 giugno, Roma chiude per sciopero. E tutta la città rischia di cadere nel caos totale. I vigili non saranno per le strade a gestire il flusso di automobili. Perciò traffico prevedibilmente impazzito e sosta selvaggia potrebbero diventare protagoniste delle strade cittadine. Gli uffici comunali resteranno chiusi, generando ritardi e disagi per gli utenti. I servizi anagrafici si fermeranno, salvo che per atti giudiziari non rinviabili.

Le mamme dovranno invece trovare un'alternativa per i figli: anche gli asili infatti chiuderanno i battenti per la mancanza delle educatrici e per l'intera giornata. A tutto questo si aggiungerà il corteo di 24mila dipendenti capitolini che si mobiliteranno contro il taglio del salario accessorio. Partiranno alle 8.30 da piazza della Bocca della Verità e arriveranno fino in Campidoglio.

SERVIZI ESSENZIALI GARANTITI - Lo scenario si prospetta dunque apocalittico. Tuttavia, le persone che domani dovranno affrontare il venerdì nero della Capirale, possono tirare un piccolo sospiro di sollievo. Nonostante la protesta che occuperà l'intero turno di ogni lavoratore, i Sindacati assicurano infatti che almeno i servizi essenziali saranno garantiti.

I MOTIVI DELLO SCIOPERO

LO SBIGOTTIMENTO DEL SINDACO - Se questo può tranquillizzare qualche cittadino, la notizia non è però bastata a Ignazio Marino. Insieme al suo vice Luigi Niero, il Sindaco ha infatti espresso apertamente il suo sbigottimento davanti alla decisione di manifestare. "Il sindaco e il vicesindaco hanno detto questa mattina", ha dichiarato Sandro Bernardini, segretario generale di Uil-Fp, "che 'i sindacati sono impazziti, e di conseguenza anche i lavoratori', hanno detto che 'non capiscono le motivazioni di questo sciopero', ma non vedo perché la gente dovrebbe scioperare in un momento così difficile rinunciando ad una parte della retribuzione".

LE RISPOSTE DEI SINDACATI - Non è mancata la risposta dei sindacati al primo cittadino. Dopo le repliche arrivate da Di Cola e Chierchia, Bernardini, segretario della Uil, ha ricordato a Marino le ragioni dello sciopero. "Siamo stupiti da dichiarazioni di questo genere", ha aggiunto, "noi facciamo questo sciopero perché c'è il rischio per il personale capitolino di rimetterci dai 300 ai 400 euro di media al mese, se si va avanti con questa politica dei tagli e del non confronto con le organizzazioni sindacali in materia di efficienza, efficacia e organizzazione".

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Ragioni a parte, manifestazione e chiusure domani invaderanno la Capitale come uno tsunami. Ai cittadini dunque non resta che preparsi alla giornata e annullare, se possibile, qualche impegno.

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