Roma Tpl, in 1800 senza stipendio da 2 mesi. Da lunedì bus fermi ad oltranza?

L'azienda lancia un appello al senso di responsibilità dei lavoratori. Domani la decisione nel corso delle assemblee convocate ai depositi. A rischio 104 linee periferiche

Un'assemblea convocata per le 4 davanti ai depositi di via Raffaele Costi e della Maglianella. Potrebbe partire da qui, domani, la rivolta dei lavoratori della Roma Tpl, l'azienda privata che gestisce il 25% delle linee di superficie della Capitale. Da due mesi senza stipendio, 1800 padri di famiglia potrebbero far scattare il blocco dei depositi, fermando 104 linee che servono i romani in periferia. Una situazione esplosiva, precipitata dopo l'esito dell'incontro di giovedì scorso quando il Campidoglio e l'azienda non sono riusciti a garantire il pagamento immediato dei salari arretrati. A bloccare gli stipendi c'è il mancato trasferimento di fondi da palazzo Senatorio all'azienda. 

Dall'azienda parlano di problemi burocratici che per i lavoratori si trasformano in veri e propri drammi. Famiglie, spesso monoreddito, in difficoltà nel pagare mutui, nel fare la spesa, nel fare benzina per i propri mezzi privati, costretti a chiedere soldi in prestito a parenti e amici; situazioni drammatiche che da settimane stanno innescando una vera e propria bomba ad orologeria. Un dramma, non nuovo, che nelle scorse settimane ha portato le mogli degli autisti a protestare per chiedere il versamento dei salari. 

Stanchi delle rassicurazioni ed esasperati da queste situazioni, domani gli autisti potrebbero decidere di dire basta, bloccando ad oltranza i bus. Una situazione già vissuta a novembre, con le periferie a piedi per 8 giorni, fino alla soluzione tampone e al pagamento degli stipendi. Stavolta, secondo quanto filtra dai lavoratori, non ci si accontenterà di una soluzione ponte, ma si punta alla risoluzione definitiva della vicenda, chiedendo al Campidoglio di farsi carico degli stipendi per conto dell'azienda.

Che la situazione sia sul punto di esplodere lo dimostra un documento firmato dall'azienda che ieri ha lanciato un appello disperato agli autisti: "Si comunica a tutto il personale che è in corso con Roma Capitale un intenso confronto finalizzato a risolvere la situazione di difficoltà che ha interessato nelle ultime settimane l'azienda e la sua operatività. E' ormai certo, sulla base dei riscontri avuti, che nella prima decade di maggio la società possa ricevere risorse economiche adeguate e sufficienti a soddisfare e garantire tutti gli obblighi verso il personale. A tal fine è indispensabile evitare situazioni e contesti che possano compromettere le regolarità dell'esercizio e ragionevolemnte pregiudicare il buon esito di quanto sopra esposto". 

In calce l'invito agli autisti: "Si invita e richiama tutto il personale al senso di responsabilità necessariamente richiesta in questo frangente, evitando di cedere ad iniziative e strumentalizzazioni che potrebbero pregiudicare gli stessi diritti ed aspettative dei lavoratori tutti".

I sindacati non parlano. Tra i lavoratori c'è nervosismo e le stesse sigle, tanto quelle autonome, quanto la triplice, riescono a stento a tenere a bada la rabbia dei singoli autisti. Per domani il Prefetto ha convocato le parti, ma pesa l'incognita di quanto accadrà domattina. All'incontro si è giunti dopo la manifestazione, organizzata da Fast Ferrovie Confsal,  di giovedì a piazza Santi Apostoli. Il segretario dell'organizzazione sindacale, Paolo Ventura si appella agli altri sindacati: "E' arrivato il momento da parte di tutte le sigle sindacali di metterci la faccia e di assumersi le responsabilità per risolvere una vicenda assurda, in cui un privato non si assume di fatto il rischio di impresa. Ci sono 1800 famiglie che vivono un vero e proprio dramma e nessuno sembra in grado di trovare una soluzione".

Gli autisti, sui social, hanno già diffuso una comunicazione, senza firma, in cui chiedono scusa agli utenti: "Chiediamo scusa dei disagi causati ma non per nostra volontà a voi utenti ! Ma purtroppo si sta innescando una rabbia tra di noi che presto non sarà più controllabile! Chiediamo a voi utenti delle periferie che ogni giorno viaggiate sulle linee periferiche "gestite da noi", di aiutarci in questa lotta e di capire la nostra situazione attuale ! Vi ringraziamo anticipatamente 1800 padri di famiglia senza stipendio". Un messaggio che non fa riferimento al blocco, ma al fatto che in periferia molte linee viaggiano già a singhiozzo per il rifiuto, da parte di singoli lavoratori, di guidare senza aver percepito gli stipendi. Insomma la bomba sociale è già innescata. Domani mattina bisogna capire se scoppierà definitivamente. 

L'ELENCO COMPLETO DELLE LINEE CHE DOMANI POTREBBERO SUBIRE DEI DISAGI

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