Housing sociale nelle costruzioni private, la Giunta Raggi approva lo schema di convenzione per la gestione di queste case

Il provvedimento disciplina le modalità di locazione, fruizione e gestione degli alloggi e dei servizi comuni relativi alla realizzazione di tali alloggi

La Giunta Raggi ha dato il via libera a uno schema di convenzione che i costruttori privati che realizzeranno interventi urbanistici che prevedono alloggi in housing sociale dovranno sottoscrivere per la loro gestione. Il provvedimento, infatti, disciplina le modalità di locazione, fruizione e gestione degli alloggi e dei servizi comuni relativi alla realizzazione di tali alloggi. Obiettivo: "Sviluppare nuove forme integrate di abitare con quote destinate anche all’emergenza abitativa".

I target a cui si riferisce il provvedimento è quello delle famiglie che non sono in grado di accedere ad alloggi sul libero mercato ma allo stesso tempo non hanno diritto a una casa popolare. "L’interesse dell’amministrazione", si legge nella nota "è incrementare, nel proprio territorio, la disponibilità di alloggi a canone agevolato" destinato a "giovani coppie, particolari categorie di lavoratori, forme di coabitazione" favorendo "la gestione in comune di servizi, spazi e pratiche innovative dell’abitare". 

La convenzione vuole inoltre "rendere efficace e trasparente la gestione di questo patrimonio abitativo pubblicizzandone, a carico dei soggetti privati, la disponibilità e gli elenchi degli alloggi disponibili; individuare forme di gestione sociale che contribuiscano a creare comunità; garantire la durata effettiva del vincolo locatizio dotandosi degli strumenti necessari per vigilare sul corretto adempimento da parte dei proponenti dei patti convenzionali; acquisire nella disponibilità di Roma Capitale alloggi da destinare all’emergenza abitativa ricchi di nuove tipologie di servizi e integrati in mix sociali articolati".

Lo schema di convenzione "che il soggetto attuatore dovrà sottoscrivere con Roma Capitale prima del rilascio dei titoli abilitativi, prende spunto dall’applicazione del Regolamento regionale del 2012, poi aggiornato nel 2015, (Determinazione dei criteri e modalità per la definizione del canone calmierato per l'edilizia sociale in base al Piano casa regionale del 2009 e successive modifiche, ndr) a favore del perseguimento delle finalità sociali degli interventi in housing sociale per estendere la tutela anche al patrimonio prodotto da altri strumenti urbanistici".

In particolare: fissa la durata della convenzione a 15 anni,  le tipologie abitative offerte; la tipologia dei servizi all’abitare offerti; i criteri e le modalità per la definizione dei canoni di locazione degli alloggi sociali; la durata dei vincoli di locazione;  i requisiti e gli obblighi dei destinatari degli alloggi sociali; le modalità di gestione sociale dell’intervento e gli obblighi del soggetto gestore.

Al fine di sperimentare modalità innovative di gestione sociale degli alloggi, il soggetto attuatore potrà affidare la gestione sociale ad un Gestore Sociale che avrà il compito di: curare gli aspetti legati all’attivazione e gestione della comunità come coinvolgere gli abitanti nella cura degli spazi comuni, promuovere e sostenere i processi decisionali della comunità, promuovere iniziative rivolte alla comunità con il coinvolgimento del mondo dell’associazionismo e delle realtà attive sul territorio, prevedere l’assistenza per le persone in difficoltà nella gestione delle proprie economie attraverso percorsi dedicati.

Diverse le tipologie di offerta abitativa previste: locazione a lungo termine, locazione con facoltà di riscatto a favore del conduttore per una quota non superiore al 30% della SUL residenziale destinata a housing sociale, alienazione con vincolo di locazione di lunga durata per una quota non superiore al 15% della SUL residenziale destinata a housing sociale prima della scadenza del termine ad un fondo immobiliare o altro soggetto privato. Il prezzo di vendita dell’alloggio non può essere superiore alle quotazioni minime OMI della microzona di riferimento del semestre precedente il trasferimento di proprietà.

Inoltre: per quanto riguarda la locazione a lungo termine, una quota non inferiore al 50% dovrà essere riservata a soggetti appartenenti a particolari categorie sociali. Una quota non inferiore al 10% della SUL residenziale destinata ad alloggi sociali deve essere riservata a Roma Capitale per tutta la durata della convenzione sociale al fine di sostenere nuclei in emergenza abitativa; ancora sempre per lo stesso scopo, per gli interventi la cui realizzazione derivi da cessione o trasferimento di diritti edificatori precedentemente di proprietà di Roma Capitale una quota non inferiore al 30% della SUL residenziale destinata ad alloggi sociali deve essere riservata a favore di Roma Capitale per tutta la durata della convenzione. L’individuazione dei destinatari degli alloggi avverrà esclusivamente tra coloro che abbiano presentato la manifestazione di interesse.

La convenzione prevede anche l’individuazione di unità immobiliari aventi destinazioni non residenziali, le “Unità Immobiliari per Servizi”, destinate ad ospitare servizi integrativi urbani, locali e per l’abitare.

Il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica avrà quindi il compito di produrre e sottoscrivere la Convenzione sociale con i soggetti attuatori dei comparti edilizi e il Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative di vigilare sulla corretta applicazione delle prescrizioni contenute nella convenzione e di pubblicare gli avvisi di offerta alloggi sociali.

Soddisfatta la sindaca Virginia Raggi, che ha commentato: "La città torna a pianificare anche sull'abitare per rispondere ai bisogni reali. Mettiamo in campo nuovi strumenti che ci permettono di attuare diverse soluzioni: l'acquisto di nuovi immobili da acquisire al patrimonio di Roma Capitale, il Piano Strategico che delinea i criteri generali e i diversi atti per il superamento della condizione di emergenza abitativa in un percorso strutturato. In questo lavoro il rapporto tra pubblico e privato è fondamentale". 

L'assessore all'Urbanistica Luca Monutori ha spiegato che il provvedimento "si inserisce nel solco delineato nelle linee guida e negli indirizzi dati dal Programma strategico sul tema dell’abitare che l’Amministrazione ha da poco approvato. Diamo una prima attuazione attraverso un dialogo sano tra pubblico e privato favorendo la realizzazione di abitazioni che abbiano al loro interno mix funzionali articolati e capaci di integrare soggetti diversi e che rendano i luoghi comunità". 

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Aggiunge l'assessora alle Politiche abitative, Valentina Vivarelli: "Entra nel vivo la nostra strategia per dare risposte strutturali all’emergenza abitativa nella Capitale. Dopo la recente decisione di acquistare immobili esistenti e riconvertirli in alloggi popolari, abbiamo ora approvato lo schema di Convenzione Sociale con cui, per la prima volta, definiamo la gestione e i controlli per gli alloggi in housing sociale, compresi i servizi connessi ai progetti e alla comunità legata a queste nuove abitazioni. Non solo, con la Convenzione Sociale costruiamo un percorso per avere la disponibilità di una quota di alloggi da destinare ai soggetti e alle famiglie più deboli".

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