Scale mobili: l'Anticorruzione boccia i bandi di Atac a cinque stelle per le manutenzioni

"Nel 2016 gara che non garantì un'offerta di qualità". La delibera di Anac verrà trasmessa a Procura e Corte dei Conti per la valutazione di eventuali profili penali ed erariali

Guasto a un impianto di scale mobili (immagine d'archivio)

Il bando, quello madre, "non era pienamente idoneo a selezionare un'offerta di qualità". E le successive operazioni di subappalto mancherebbero di trasparenza. Senza contare le procedure di affidamenti diretti in via emergenziale che hanno portato poi a extracosti notevoli per Atac: otto milioni di euro in un anno. L'Autorità anticorruzione bacchetta l'azienda dei trasporti capitolina per i continui disservizi su scale mobili e ascensori nelle metropolitane, ma soprattutto boccia gli appalti per le operazioni di manutenzione. 

Il primo su tutti, quello del 2016. Quattro anni fa Atac indisse una procedura per l'affidamento del servizio triennale di manutenzione, per un importo di circa 23 milioni di euro. Vinse un'Ati, associazione temporanea di imprese, composta dalla Del Vecchio srl e dalla Grivan Group srl, che offrì un ribasso del 49,73% sulla cifra base. Andarono poi a costituire la Metroroma Scarl. 

Per Anac però quell'affidamento non garantì "un'offerta di qualità", perché appunto si attribuì una "schiacciante prevalenza all'offerta economica". E la domanda sui requisiti necessari per individuare gli operatori "dotati della capacità più adeguata" è stata giudicata carente dall'Anticorruzione, "non idonea a garantire la partecipazione di imprese dotate di effettiva esperienza nel settore". Il criterio del massimo ribasso quindi avrebbe inevitabilmente sacrificato esperienza e competenza. 

Secondo rilievo riguarda la "poca chiarezza circa l'attribuzione, successiva all'aggiudicazione, di una quota percentuale dell’esecuzione in subappalto alla Schindler S.p.A., in precedenza concorrente in gara e non indicata nella terna dei subappaltatori dal RTI Del Vecchio s.r.l. - Grivan Group s.r.l"

E infine nel mirino di Anac anche l'iter più recente, quello iniziato quando nel 2019, a seguito dei noti incidenti sulle scale delle stazioni Repubblica, Barberini e Spagna la sindaca Raggi decise per la revoca dell'appalto. "E' stato chiesto alla stazione appaltante di chiarire le ragioni per le quali si è proceduto con affidamenti diretti in via d’urgenza e non ai sensi dell’art. 110, comma 1, d.lgs. 50/2016 mediante interpello in relazione alla gestione dell’intero servizio" si legge nella delibera. Un susseguirsi di affidamenti in via transitoria ed emergenziali per la prosecuzione del servizio che "ha comportato, dalla risoluzione dell’originario contratto ad oggi, un impegno di spesa per Atac pari a più di otto milioni e mezzo di euro per un solo anno". Da qui la richiesta di chiarimenti circa i tempi di avvio della nuova gara. 

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Anac ha consegnato le carte con i rilievi in Procura e alla Corte dei Conti, perché i giudici valutino "eventuali profili penali ed erariali". Ricordiamo che in Procura c'è già un fascicolo, aperto a seguito dei continui guasti, che lo scorso settembre ha portato all'interdizione cautelativa dai pubblici uffici per tre dirigenti Atac e un quarto della Metroroma Scarl.

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