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Sassat, pubblicate le graduatorie definitive: 533 famiglie dovranno lasciare i residence nei prossimi 3 mesi

L'elenco provvisorio aveva fatto scattare 581 richieste di revisione. Solo 139 sono stati ripescati

Uno dei residence per l'emergenza abitativa (Immagine di repertorio)

663 ammessi. 533 esclusi. È questo il bilancio finale che emerge dagli elenchi definitivi per l’accesso al nuovo servizio di assistenza sociale e alloggiativa del comune di Roma. Delle 1196 famiglie che hanno avanzato richiesta di accesso al nuovo servizio che nei piani del Comune sostituirà i residence, 533 dovranno lasciare gli alloggi nei quali risiedono entro i prossimi 90 giorni. Il 44,5 per cento del totale delle famiglie attualmente ospitate nei centri di assistenza alloggiativa temporanea dovranno uscire dalle strutture. Tranne i 154 assegnatari oggetto di revoca del diritto all’assistenza, le altre famiglie potranno richiedere, sempre entro tre mesi, il ‘buono casa’, un contributo fino a 800 euro al mese per l’affitto che però in tre anni è stato utilizzato solo da circa 200 famiglie. 

Come si appende dalle motivazioni riportate negli elenchi pubblicati dal dipartimento alle Politiche Abitative, solo 15 famiglie usciranno per esubero di reddito, pari 12 mila euro di Isee (più basso di quello che permette l’accesso a una casa popolare). Altre cento famiglie sono state escluse per aver presentato “documentazione reddituale irregolare non sanabile”.

Solo 139 famiglie sono state ‘ripescate’ da quelle 581 richieste di integrazione che erano state avanzate in seguito alla pubblicazione delle liste provvisorie. I residenti nei Caat, infatti, avevano denunciato una valanga di esclusioni per mere motivazioni burocratiche. Parte di queste sono state trasformate definitivamente in esclusioni. Come i 65 ‘rifiuti a partecipare al progetto del servizio sociale’, la cosiddetta ‘flag’ a una delle condizioni obbligatorie che però molti denunciano di non aver barrato per errore. Tra gli altri motivi, figurano le irregolarità amministrative e anagrafiche giudicate ‘non sanabili’, le ‘domande irricevibili’ e le ‘dichiarazioni mendaci’. 

“L’unica nota positiva che emerge da questi elenchi” commenta Massimo Pasquini, segretario dell’Unione Inquilini “è rappresentata dalle 139 ‘salvate’ sui 530 ricorsi avanzati. Il fulcro di questa vicenda resta però una sovrapposizione di situazioni che non si capisce come andrà a finire. Queste 533 famiglie che a vario titolo presentano posizioni irregolari che fine faranno? I 663 aventi diritto, invece, dal momento che i Sassat ancora non ci sono, dove andranno? Ricordo che i ‘buoni casa’ erogati in tre anni sono meno di 200 e che l’impiego della misura è stato molto difficoltoso. Anche l’individuazione delle abitazioni da destinare a Sassat nelle case popolari di Armellini a Ostia complica le cose. Non si capisce dove andrà a finire questa situazione. Quel che è certo è che di scrocconi ce n’erano pochi”. 

“Con l’esclusione di oltre 500 famiglie dai residence stanno per produrre una nuova ondata di poveri lasciati per strada per motivi che non riguardano il reddito” denuncia Elisa Ferri del coordinamento dei residence. "Un paradosso perché ci saranno famiglie che diventeranno invisibili e che saranno spinte a tornare nell’illegalità proprio da un’amministrazione che ha fatto della legalità una sua bandiera”. 

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