Domenica, 14 Luglio 2024
Politica San Giovanni / Via di S. Croce in Gerusalemme

Sardine a Roma, dopo la piazza la riunione nazionale: "congresso" a porte chiuse nello stabile occupato

Allo Spin Time di San Giovanni la prima riunione nazionale dei rappresentanti delle sardine: "Ecco cosa è successo: dialogo. Noi alternativa a sovranismo e pensiero facile"

Dopo la manifestazione delle sardine a Roma i promotori dei raduni che nell’ultimo mese, a partire da Bologna, hanno attraversato l’Italia si sono ritrovati a San Giovanni per la prima riunione nazionale delle sardine. 

Sardine a Roma: il primo “congresso” a San Giovanni

L’incontro, a porte chiuse, allo Spin Time di via Santa Croce in Gerusalemme: il palazzone occupato che da sede degli uffici dell’Inpdap dal 2013 è diventato la casa di oltre 400 persone. Uno stabile salito alla ribalta delle cronache per essere rimasto al buio per giorni  con la corrente elettrica riattaccata dell’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, che si è calato nel pozzo del contatore e ha staccato i sigilli per ridare elettricità all’intero immobile. Era il maggio 2019. 

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Sardine a Roma: riunione a porte chiuse nel palazzo occupato

Li la riunione delle sardine a Roma. Quasi quattro ore di dibattito e confronto serrato: dopo le mobilitazioni in tutta Italia e il banco di prova, ampiamente superato, nella piazza di Roma, l’apertura della “nuova fase” del movimento nato su idea di quattro giovani e veicolato attraverso i social. 

Un meeting chiuso. Poco o nulla trapela da San Giovanni. Sono le stesse Sardine, attraverso il profilo Facebook ‘6000 sardine’, a dire qualcosa. 

“Dialogo”, le sardine alternativa a “sovranismo e pensiero facile”

“Dialogo. Per riassumere in una parola cosa è successo nel primo ‘congresso’ delle Sardine basta una parola. Che passa dall'ascolto, dall'empatia, dalla non violenza, dall'accettazione delle diversità. E da un obiettivo comune: tornare sui territori subito. Continuare a presentare un'alternativa alla bestia del sovranismo e alle facili promesse del pensiero semplice. Continueremo a difendere la complessità. E lo faremo in maniera semplice, gratuita, creativa. L'obiettivo delle persone che vedete in questa foto – scrivono - non è decidere o comandare. Ma coinvolgere. Se lo vorrete ci rivedremo presto. Basterà accettare ancora una volta l'invito. Basterà uscire dal mondo digitale. Basterà decidere chi volete ascoltare. Noi siamo qui. Ci saremo sempre. Non ci lasciate soli. Non ci lasciamo soli”. 

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Le sardine frenano su incontro con premier Conte

Nessun accenno a documenti programmatici ufficiali o proposte da portare nell’immediato nei palazzi delle istituzioni. D’altronde, nonostante l’apertura del premier Giuseppe Conte al movimento delle sardine, era stato lo stesso leader Mattia Santori a frenare sull’idea di un incontro: “E’ ancora presto”. 

Le sardine devono ancora “sintetizzare i contenuti e presentare proposte vere e proprie". Succederà dopo le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, al voto il prossimo 26 gennaio. 

Il programma delle sardine in sei punti 

Tuttavia le idee sono in parte già chiare ed emerse dal palco di San Giovanni. Queste le richieste delle sardine, sei punti programmatici elencati da Santori: “1. Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzioni a lavorare. 2. Che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente nei canali istituzionali. 3. Pretendiamo trasparenza dell’uso che la politica fa dei social network. 4. Pretendiamo che il mondo dell’informazione traduca tutto questo nostro sforzo in messaggi fedeli ai fatti. 5. Che la violenza venga esclusa dai toni della politica in ogni sua forma. La violenza verbale venga equiparata a quella fisica. 6. Ripensare il decreto sicurezza".
 

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