Sardine a Roma, maxi scenografia per San Giovanni. Piazza chiusa a Casapound, ma le tartarughe ci saranno

Il 14 dicembre la manifestazione delle sardine a Roma: “Siamo antifascisti. Difendiamo valori democrazia e uguaglianza”. I fascisti del terzo millennio: “Porteremo temi, non bandiere”

foto Facebook: 6000 sardine - Manifestazione a Torino

Sardine a Roma il 14 dicembre. Ad un mese dalla sorprendente piazza di Bologna, il movimento anti-salvini è pronto ad affrontare il banco di prova della Capitale. 

Sardine a Roma il 14 dicembre

L’appuntamento delle sardine a Roma è alle ore 15 davanti alla Basilica di San Giovanni in Laterano. Per le sardine, dopo aver invaso le cittadine di provincia e i maggiori capoluoghi d’Italia, la piazza di Roma: una delle più importanti. 

San Giovanni è quella del “concertOne” dei sindacati, ma anche lo scenario che a metà ottobre ha ospitato la grande manifestazione del centrodestra. Sabato toccherà alle sardine non essere da meno. 

Puntano a 100mila sardine a Roma i giovani, e meno, che sono dietro al movimento popolare e spontaneo: nato sui social e concretizzatosi nelle numerose manifestazioni di piazza in tutta Italia. 

La manifestazione delle sardine a Roma

“La ricetta è sempre la stessa: crea la tua sardina e scendi in piazza per difendere i valori di democrazia e uguaglianza. Unisciti a banco. La piazza ci aspetta. E ci spetta!” – dicono gli organizzatori.

Intanto intorno alla manifestazione delle sardine a Roma fervono i preparativi. La raccolta fondi online lanciata per affrontare le spese di piazza, tra palco e impianti, è arrivata a quasi 12mila euro: molto vicina all’obiettivo indicato dei quindicimila. 

Una maxi sardina per piazza San Giovanni

Ma si lavora anche al servizio d’ordine e alla scenografia. Intorno alle sardine di carta, stoffa, portachiavi venduti per l’autofinanziamento e creazioni varie fai da te, ad accogliere le sardine a Roma ci sarà una maxi sardina da 40 metri disegnata su un telo. Ci stanno lavorando decine di volontari in un capannone di Roma nord. Nella Capitale i manifestanti arriveranno con ogni mezzo: voli, treni e pullman in partenza dalle maggiori città d’Italia. Il raduno di Roma non ammette fallimenti. 

Le sardine chiudono alle tartarughe di Casapound: “Siamo antifascisti”

Nei giorni scorsi il primo “scivolone”. Piazza aperta anche a Casapound e rivolta “ittica” sui social. "Un mero fraintendimento", si sono sbrigati a rettificare i vertici delle Sardine. 

"Le piazze delle sardine si sono fin da subito dichiarate antifasciste e intendono rimanerlo. Nessuna apertura a CasaPound, né a Forza Nuova. Nè ora né mai" – così sul profilo facebook '6000 sardine'. 

"Dal 14 novembre scorso centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza proprio contro quei partiti che con le idee e il linguaggio dei gruppi neofascisti e neonazisti flirtano in maniera neanche troppo nascosta. Stephen Ogongo (colui che aveva parlato di apertura della piazza a tutti ndr.) ha commesso un'ingenuità. Ci dispiace – hanno scritto le sardine - che il concetto di apertura delle piazze sia stato travisato e strumentalizzato, ma non stupisce. In questo momento le piazze fanno gola a molti, lo avevamo già detto e lo ripetiamo. Rammarica che questo fraintendimento sia cavalcato da più parti. Ma è giusto dare una risposta netta".

Casapound in piazza con le sardine

Seppur non invitati e un po’ scettici sul movimento si affacceranno eccome alla piazza i “fascisti del terzo millennio” di Casapound, anche solo per curiosità. Niente bandiere con tartarughe frecciate al seguito. 

“Ci andiamo, ma non canteremo di certo 'Bella Ciao'. Parliamo di idee: Mutuo Sociale, una nuova IRI, come aumentare i salari, come mettere le banche sotto il controllo dello Stato, come far circolare e aumentare la ricchezza della nostra nazione” – ha scritto su Twitter Simone Di Stefano, leader di Casapound.

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“Una cosa che c'è di buono delle sardine è voler cambiare la narrazione, in una nazione in cui si parla solo di odio, di immigrati, di razzismo, antirazzismo. Bisogna spostare l'attenzione sui veri problemi. Qui serve un lavoro stabile, una casa di proprietà, potersi fare una famiglia. Di queste cose non si parla, speriamo che con questa iniziativa se ne possa parlare. Vediamo se vogliono davvero cambiare le cose queste sardine anche se – ha specificato Di Stefano ai microfoni di Radio Cusano Campus - ho i miei dubbi”. 
 

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