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Mercoledì, 22 Maggio 2024
La protesta / San Lorenzo / Piazzale Aldo Moro, 5

Dalla lotta contro il caro-affitti a quella per la Palestina: alla Sapienza tornano le tende

Gli attivisti di Cambiare Rotta hanno passato la notte in tenda, in piazzale Aldo Moro, in occasione della riunione del Senato accademico del 16 aprile. Cori contro la rettrice: "Fabbrica bombe"

In difesa della Palestina gli attivisti dell'organizzazione giovanile comunista Cambiare Rotta “rispolverano” il simbolo per eccellenza della lotta contro il caro-affitti: le tende. Le hanno utilizzate per passare la notte davanti alla Sapienza, in piazzale Aldo Moro. E poi, al mattino, le hanno trasferite al pratone, all’interno della Città universitaria. L’obiettivo è trascorrere anche questa notte in università, in attesa della prossima riunione del Senato accademico, in programma domani, 16 aprile.

Le motivazioni della protesta 

Se in occasione della scorsa riunione del Senato accademico, il 25 marzo gli attivisti avevano occupato il Rettorato, senza riuscire a ottenere un confronto con la rettrice, Antonella Polimeni, stavolta hanno cambiato le modalità della protesta. Ma l’obiettivo è rimasto lo stesso: “Fermare le collaborazioni tra la Sapienza e Israele – spiegano gli studenti -.  La rettrice Polimeni e il Senato Accademico della Sapienza finora hanno rifiutato il confronto nonostante la recente occupazione del rettorato, i cortei e le iniziative che hanno visto studenti e studentesse, insieme a docenti, personale, ricercatori e ricercatrici uniti. Per questo abbiamo deciso di rilanciare la lotta: in vista del Senato Accademico di martedì 16, presidieremo la nostra città universitaria con le stesse tende che hanno segnato in questo Paese la ripresa delle lotte degli studenti universitari. E rimarremo qui a oltranza finché il nostro ateneo non metterà fine a ogni accordo con Israele e industria militare e la rettrice non si dimetterà dalla Fondazione Med-Or della Leonardo spa”.

Tende alla Sapienza (foto da Cambiare Rotta)

Le richieste degli studenti 

“Il Senato e la rettrice sappiano che la Sapienza e tutta la città aspettano una loro risposta e non accetteranno di essere ignorare ancora” sottolineano gli studenti. Nella riunione del Senato accademico è prevista anche la presentazione “della petizione congiunta tra studenti, studentesse e docenti che sintetizza le nostre posizioni e ha già raccolto migliaia di adesioni – spiega Leonardo, attivista di Cambiare Rotta -. La rettrice finora ha ignorato le nostre richieste di confronto e ha risposto in modo muscolare alle nostre iniziative. Ora vogliamo risposte, e rimarremo qui finché non le avremo”. Gli studenti contestano anche conferenza internazionale per i 75 anni della Nato, che si tiene a Roma il 15 e 16 aprile. E che il collettivo definisce “uno schiaffo in faccia a tutti gli studenti, lavoratori e precari che pagano quotidianamente un aumento delle spese militari che riduce le già esigue spese sociali e non può che inasprire le conseguenze della guerra”. Riuniti sotto al Rettorato, con striscioni e bandiere della Palestina, gli studenti hanno lanciato cori contro la rettrice: “Polimeni progetta bombe e lo fa con le tue tasse”. In occasione dell’occupazione di fine marzo, che aveva visto anche alcuni momenti di tensione tra gli studenti e la polizia, la rettrice aveva risposto alle proteste con un comunicato ufficiale: “L’ateneo è disponibile, come sempre è stato, a portare in discussione eventuali istanze della Comunità studentesca, purché queste giungano in modo condiviso attraverso la propria rappresentanza negli Organi e non ledano i principi democratici e i diritti e le libertà altrui”. 

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