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Sicurezza, Santori (Pdl): "Vademecum sia megafono contro violenze"

Il presidente della commissione Sicurezza di Roma Capitale, Fabrizio Santori, dichiara che "servono più controlli, più uomini in divisa, più mezzi e strumenti per le forze dell’ordine e più coordinamento negli interventi e nei pattugliamenti del territorio"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

“Confidiamo nell’incontro tra il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, affinché le decisioni che verranno prese in quella sede, attraverso un confronto diretto sulle esigenze dei romani, siano presto tramutate in fatti concreti. Servono più controlli, più uomini in divisa, più mezzi e strumenti per le forze dell’ordine e più coordinamento negli interventi e nei pattugliamenti del territorio. L’amministrazione capitolina sta facendo la sua parte nella realizzazione di progetti sulla sicurezza urbana e la presentazione odierna del Vademecum  per la sicurezza delle donne ne è l’ulteriore dimostrazione, un esempio che non nasce nelle stanze del potere ma dall’esperienza di vita, dalle esigenze e dalle difficoltà proprie del gentil sesso. L’attivazione del numero verde h24 SOS donna e la realizzazione del progetto Mille occhi sulla città sono solo altre tangibili iniziative messe in campo da Roma Capitale”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, presidente della commissione Sicurezza di Roma Capitale, che ha partecipato alla presentazione del Vademecum sulla sicurezza delle donne nell’ambito del progetto "Vivere sicure si può", promosso dall’associazione Omniares Communication.

“La fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine è una condizione imprescindibile senza la quale risulterebbe difficile arrestare comportamenti violenti nei riguardi delle donne, sia tra le mura domestiche, che in strada o nei luoghi di lavoro. Le leggi a tutela delle donne ci sono, ma per essere applicate è fondamentale la collaborazione di tutte coloro che sono vittime di prevaricazioni e spesso per paura preferiscono celarsi dietro comportamenti omertosi che ne impediscono la protezione o la salvezza. L’obiettivo del progetto – conclude Santori - è proprio quello di consentire a tutte le donne di sapere a chi rivolgersi e come comportarsi in caso di pericolo”.
 

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