Sanatoria casa popolari, Lombardi replica ai suoi 'colleghi' M5S: "Chi non la capisce vive in un mondo di favole"

I consiglieri regionali M5S, 'colleghi' dell'ex deputata, ma anche i pentastellati capitolini l'hanno definita "un regalo ai clan"

"Chi non capisce la sanatoria vive in un mondo di favole". Replica così, Roberta Lombardi, capogruppo del M5S alla Regione Lazio, alle critiche che le sono state rivolte all'interno del suo stesso movimento in merito alla regolarizzazione delle famiglie occupanti nelle case popolari. Un provvedimento che molti esponenti pentastellati, sia i consiglieri regionali nel gruppo della stessa Lombardi, sia in Campidoglio hanno definito "un regalo ai clan".

L'ex deputata pentastellata però replica così: "Non è un argomento dove ci sono ‘buoni e cattivi’, la realtà non è bianca o nera. Chi vive la vita e soprattutto chi fa politica, amministra e fa le leggi dovrebbe saperlo e, in questo parterre di sfumature, dovrebbe confrontarsi non con il mondo delle favole ma con le persone, disperazione, la povertà, l’esclusione e l’ingiustizia sociale”. Una critica forte che va ad aggiungersi ai toni altrettanto decisi dei colleghi di movimento nel gruppo regionale che, da Valentina Corrado passando per Davide Barillari e Francesca De Vito, non solo hanno criticato la sua posizione in merito ma chiesto l'espulsione dal gruppo di Marco Cacciatore, pentastellato, presidente della commissione Politiche abitative, che ha votato a favore della legge sul collegato al Bilancio che conteneva il provvedimento.

"Noi ci siamo voluti sporcare le mani in questi anni di lavoro, sia a livello parlamentare che regionale", ha affermato nel corso di una diretta Facebook. "Con questo Collegato in particolare siamo intervenuti con una serie di norme, non tutte perfette ma abbiamo portato la maggioranza di centro sinistra a misurarsi finalmente con il tema dell’emergenza abitativa ignorato per anni sia dal centro sinistra che dal centro destra, sia in Regione che, in un altro recente passato, nel Comune di Roma, fino a portarlo alle dimensioni emergenziali attuali non censite e non gestite".

Lombardi è poi entrata nei particolari della regolarizzazione. Non una "sanatoria tout court" ha spiegato ma "solo per chi ha i requisiti". Spiega ancora: "Viene innanzitutto escluso dalla regolarizzazione chi ha occupato un alloggio popolare sottraendolo così al suo legittimo assegnatario". E ancora: "Il protrarsi dell’occupazione da parte dello stesso nucleo famigliare la cui data di inizio deve essere comprovata esclusivamente tramite censimento reddituale, certificazione anagrafica o verbale di accertamento della polizia municipale in data anteriore al 23 maggio 2014, data dell’entrata in vigore del Decreto Lupi sull’emergenza abitativa, che comporta tutta una serie di conseguenze che spero saranno affrontate a livello nazionale".

Altro elemento "è il possesso dei requisiti previsti dalla legge regionale 12/1999", dalla residenza anagrafica al reddito non superiore ai 18 mila euro annui passando per la cittadinanza o il permesso di soggiorno. Per Lombardi "esiste anche il racket delle occupazioni, un fenomeno che esiste e che va sradicato proprio attraverso provvedimenti complessi di regolarizzazioni”. “

L'ex deputata ha poi ricordato che nel provvedimento sono state introdotte anche altri provvedimenti per chi vive in emergenza abitativa: "Spesso ci viene detto che aiutiamo chi ha occupato, e avrebbe i titoli per accedere alle graduatorie delle case popolari, ma non coloro che non hanno occupato ma vivono in auto o in roulotte. Nel Collegato al Bilancio abbiamo affrontato anche questa categoria prevedendo di destinare delle riserve immobiliari delle Aziende di Servizi alla Persona, le cosiddette ASP (ex-Ipab) per casi specifici e documentati di emergenza abitativa, a cui si aggiunge un ulteriore riserva che possono assegnare i Comuni e le Ater per far fronte alle situazioni più gravi di emergenza abitativa, anche oggetto di esame del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, che decide appunto gli sgomberi e a seguito dei quali è necessario trovare una soluzione”. In merito ha aggiunto: "Avrei evitato di includere in questa riserva anche chi non hai requisiti di cittadinanza e residenza previsti dalla legge regionale, non perché non voglia ricomprenderli ma proprio perché la valutazione di questi soggetti va fatta nel Comitato preposto per l’ordine e la sicurezza pubblica".

Per quanto riguarda gli articoli che vanno a modificare il piano di vendita degli alloggi pubblici Lombardi ha commentato: "Io invece non venderei ma recupererei anche perché siamo per il consumo di suolo zero, e una norma, targata totalmente 5stelle, per il riuso di immobili dei privati per fronteggiare l’emergenza abitativa e per rivedere gli affitti di 20mila alloggi di edilizia agevolata lievitati negli anni e divenuti più alti rispetto a quanto previsto dalla legge”.

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Sempre in tema di politiche abitative poi conclude: "Abbiamo poi lavorato anche fuori dal Collegato al Bilancio, a livello nazionale ad esempio con il blocco degli sgomberi con un emendamento al Milleproroghe o sempre in Regione Lazio con la Commissione Speciale sui Piani di Zona, con la quale abbiamo revocato fondi e diritto di superficie ai costruttori disonesti che hanno beffato i cittadini onesti".

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