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Quando su via la Spezia Raggi diceva: "Sarà un esempio concreto della nostra idea di mobilità virtuosa"

Post su post per incensare un progetto che oggi la sindaca stessa rinnega perché sbagliato. Le proteste e la limpidezza della realtà piegano anni di propaganda

Doveva essere “un esempio concreto della nostra idea di mobilità virtuosa”. Una “piccola rivoluzione”. Era così che la Sindaca aveva definito le modifiche alla viabilità di San Giovanni. Ne avrebbero dovuto beneficiare tutti. Salvo poi ripensarci. Ora non va più bene. Per quasi due anni Virginia Raggi ha usato i canali social per incensare un progetto che sommersa dalle proteste e dalla limpidezza della realtà, il 22 febbraio ha finito per rinnegare.

Un esempio di mobilità virtuosa

“San Giovanni, quartiere centrale e strategico per la nostra città, avrà un nuovo volto grazie a un corposo intervento di riqualificazione e riorganizzazione della viabilità in chiave sostenibile voluto da questa Amministrazione” scriveva la Sindaca il 21 gennaio del 2019. “Abbiamo bandito la gara per il restyling della zona che – si legge nello stesso post - diventerà un esempio concreto della nostra idea di mobilità virtuosa”. Un paradigma, insomma, che per San Giovanni prevede “una trasformazione completa che presto sarà visibile a tutti”. E che porta in dote “maggiore decoro e sicurezza per cittadini e residenti”.

L'amministrazione ridisegna gli spazi

Il 15 maggio 2020 la Sindaca era tornata sul tema. Mancavano pochi giorni dalla partenza dei cantieri. Con quei lavori, aveva dichiarato Raggi “ridisegnamo gli spazi, dando respiro al quartiere, rendendolo più vivibile per tutti, residenti e cittadini che lo frequentano ogni giorno. È un progetto – aveva sottolineato per la  seconda volta di seguito la Sindaca  –  fortemente voluto da questa Amministrazione” che avrebbe finito per  “trasformare una zona centrale e strategica della Capitale, favorendo il trasporto pubblico e la mobilità ciclabile e pedonale.

La piccola rivoluzione di San Giovanni

Passano cinque giorni e nuovo post. Questa volta corredato dalle “prime immagini del cantiere che porterà una piccola rivoluzione nel quartiere San Giovanni con la riorganizzazione della viabilità e la riqualificazione dell’asse via La Spezia, via Taranto largo Brindisi, a vantaggio di residenti e cittadini”. Un progetto “che darà respiro a tutta l’area” su cui, notare sempre l’uso della prima persona plurale “abbiamo lavorato sin dall’inizio del mandato, condividendolo con il territorio e i cittadini”. Era così convinta la Sindaca di questa operazione, rilanciata continuamente a mezzo social, da utilizzarla per ribadire che “La mobilità sostenibile rappresenta il futuro della nostra città”. Pertanto  “una volta completato, questo progetto potrà migliorare la qualità della vita di tantissime persone che vivono e frequentano il quartiere”.

Il piano per rendere il quartiere più vivibile

I cantieri intanto proseguono, l’estate si avvicina al termine, ed arriva un nuovo post. Solo per ribadire che “Siamo all’inizio dello scorso settembre, che “nel quartiere di San Giovanni sta prendendo forma il nostro piano per rendere più vivibile l’area compresa tra viale Castrense, via La Spezia, via Taranto e Largo Brindisi”. Seguono altre immagini e la sotolineatura che, grazie a quell’importante intervento,  “procederemo alla riqualificazione e alla riorganizzazione della viabilità”.

I cambiamenti che valorizzano la zona

L’ultimo annuncio dell’anno risale a novembre. Serve per ricordare che  “Nel quartiere San Giovanni vanno avanti i lavori per riqualificare e riorganizzare l'area compresa tra viale Castrense, via La Spezia, via Taranto e Largo Brindisi”. Si tratta di cambiamenti che valorizzeranno tutta la zona, rendendola più vivibile e accessibile per residenti e cittadini”. Il post del 2 novembre non è solo l’ultimo del 2020. E’ anche quello che chiude la narrazione a favore di questo progetto che, fino a quel momento, era stato descritto come un risultato importante, rivendicato da tutta l’amministrazione e destinato a migliorare la vita dei romani.

Dalla rivoluzione all'incubo 

Poi arrivano le critiche che, nel corso delle ultime due settimane, si fanno sentire. E diventano serrato nel corso del week end. Il risultato? Lunedì 22 febbraio la sindaca fa un sopralluogo e si accorge che, “la piccola rivoluzione”, l’ “esempio concreto di mobilità virtuosa” è diventato un incubo. “Il cambio di viabilità ha messo a dura prova la pazienza di molti residenti e lavoratori della zona che percorrono ogni giorno queste strade”, riconosce improvvisamente la Sindaca con un ultimo sorprendente post. Quindi che si fa? Repentina marcia indietro e scarico di responsabilità verso chi, invece, quella trasformazione l’ ha sempre difesa.

Lo scarico di responsabilità

“È fuor di dubbio che il progetto voluto dalla Commissione mobilità e realizzato da Roma servizi per la mobilità - ha concluso Raggi -  debba essere rivisto”. Insomma se fosse andato bene, i meriti erano di tutti. Ma soprattutto di chi guidava la squadra. Visto che vanno male, è colpa di chi ha sbagliato il progetto. Con coda polemica di chi, tra le righe, viene chiamato in causa.  Così infatti vengono “calpestati mesi e mesi di riunioni, sedute di commissione e atti di indirizzo alla presenza del Municipio VII, della Polizia Locale, di Roma Servizi per la Mobilità, del Dipartimento Mobilità e Trasporti e Atac” protesta Enrico Stefàno, il grillino che presiede la commissione Mobilità di Roma Capitale.

La coda polemica

Un’inversione di marcia che arriva “dopo aver sbandierato il progetto per mesi in pompa magna con post e contro post su Facebook” e che instilla un dubbio nel consigliere pentastellato: “la Sindaca non legge ed approfondisce le delibere e i progetti prima di approvarli”. La rivoluzione è saltata. Restano le polemiche.
 

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