Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Salva-Roma, dopo il ritiro Capitale a rischio default: entro venerdì un nuovo decreto

Il ritiro del decreto Salva-Roma preoccupa il Campidoglio. Il Governo pensa a un nuovo provvedimento per mettere in sicurezza solo il bilancio 2013. Vertice a Palazzo Chigi

Sono ore decisive per il Campidoglio. Il ritiro del decreto sugli Enti Locali che conteneva il cosiddetto 'Salva-Roma' getta un'ombra sulla tenuta dei bilanci capitolini, in particolare quello del 2013 chiuso dal Campidoglio proprio grazie alla possibilità contenuta nel Salva-Roma di spostare nella gestione commissariale del debito pregresso 315 milioni di euro di buco. Con lo stop alla Camera, su Palazzo Senatorio torna ad aleggiare lo spettro del default e, di conseguenza, del commissariamento. La mancata approvazione però potrebbe complicare anche l'elaborazione della manovra economica del 2014. Per questa, i milioni di 'buco' che il Campidoglio avrebbe potuto 'congelare' sono 170.

Il Governo corre ai ripari. Si pensa alla possibilità di varare un nuovo provvedimento che conterrebbe quelle norme del Salva-Roma che permettono di mettere in sicurezza i conti della Capitale. Si pensa alle norme indispensabili, ovvero quelle relative al bilancio 2013, già approvato dall'Aula Giulio Cesare, lasciando fuori invece la parte del 2014 su cui il braccio di ferro tra Campidoglio e Governo andrebbe riaperto in seguito trascinando con sé anche la discussione sui fondi e sulle funzioni di Roma Capitale su cui l'amministrazione capitolina ha dato molto rilievo nelle ultime settimane. A ribadirlo anche il cappogruppo Pd in Campidoglio Francesco D'Ausilio: “Ciò che è urgente è una normativa che affronti strutturalmente il tema del rapporto tra il Governo e la Capitale d'Italia. Il Governo a questo punto prenda urgentemente una iniziativa conseguente per chiarire come attuare i decreti su Roma Capitale”.

Per presentare il nuovo decreto non c'è molto tempo. Per evitare che le norme che hanno permesso al Campidoglio di chiudere la manovra dello scorso anno decadano, lasciando scoperto il bilancio 2013, bisogna intervenire prima della scadenza del decreto ritirato oggi, il 28 febbraio, venerdì. Decisivo quindi il tavolo convocato per questo pomeriggio a Palazzo Chigi. All'incontro potrebbe partecipare anche il sindaco Ignazio Marino. “Stiamo cercando di lavorare con il Governo nazionale” ha spiegato il vicesindaco Luigi Nieri. “Quindi nelle prossime ore con più precisione diremo anche come affrontare una situazione molto complicata”.

La partita ora sta nel “non reintrodurre le indicazioni che hanno rallentato l'approvazione del decreto” ha commentato il deputato ed ex capogruppo Pd in Assemblea capitolina Umberto Marroni. Poi un monito in merito allo scontro che ha portato parte del centrosinistra a scontrarsi con la senatrice di Scelta Civica Linda Lanzillotta: “No a quelle norme che sono state giudicate giustamente incostituzionali, in merito alla svendita di Acea, alla liberalizzazione dei servizi strategici e alla dismissione delle partecipate che non svolgono servizio pubblico”.

Attacca la vicepresidente del Sanato Lanzillotta: “Nessun Governo se la sente di difendere un pessimo decreto come il Salva Roma ma, dopo i richiami del presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale sul rispetto delle regole in materia di decreti legge, una terza edizione delle stesse norme in un altro decreto sarebbe evidentemente improponibile. Aspettiamo di conoscere quindi il provvedimento con cui il nuovo Governo vorrà salvare il bilancio del Comune di Roma e, almeno questa volta, imporre anche le misure strutturali necessarie al suo risanamento”.

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