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Niente più Salva Roma: ad aiutare la Capitale sarà il decreto 'Milleproroghe'

L'onorevole Marroni (PD): "Si proceda a dare certezze alla Capitale, scongiurando il default". Le norme pro Campidoglio, considerate indifferibili, saranno inserite nel decreto "Milleproroghe". L'approvazione dopo Natale

Il decreto Salva Roma non diventerà legge. Nel giorno della vigilia di Natale arriva la decisione del Governo di ritirare la norma nata per consentire alla Capitale di coprire il proprio buco di bilancio. Nel tempo però l'ancora di salvataggio dell'Urbe si è trasformata in una sorta di contenitore salva tutti. E' stato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a fare pressioni perché il provvedimento fosse messo da parte. Troppe le anomalie, troppi gli enti locali saliti a bordo di una diligenza assaltata dalla Valle d'Aosta alla Calabria, con commi ed emendamenti cuciti su misura per fette di territori in dissesto economico.

Le conseguenze di questa decisione per Roma sono descritte nel nome stesso del provvedimento. Se il decreto si chiama Salva Roma e ora questo decreto non c'è più è evidente che la Capitale torni a rischio. Se dal Campidoglio per ora tutto tace, arriva da un ex consigliere romano, ora parlamentare, un'importante dichiarazione. Spiega Umberto Marroni, dalemiano del PD: "Dopo i blitz al senato il salva Roma era diventato un mix di norme insensate. Ora si proceda a dare certezze alla Capitale, scongiurando il default e si diano strumenti e risorse per rilanciare lo sviluppo economico e sociale della città". Marroni fa anche appello a quelle forze (la Lega, ndr) che hanno lottato contro il decreto con logiche anti-Roma.

Ad evitare il peggio sarà l'inserimento delle norme pro Capitale all'interno del decreto Milleproroghe che, come annunciato dal ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, diventerà il mezzo per approvare le norme indifferibili. Il decreto, riferisce una nota di Palazzo Chigi regolerà "le sole situazioni indifferibili, a cominciare dalle norme sulla base delle quali il Comune di Roma ha approvato il proprio bilancio". Nello stesso decreto proroghe, conclude la nota, "sarà contenuta la correzione, annunciata in Parlamento, alla norma relativa agli affitti di immobili da parte della pubblica amministrazione".

Salvo sorprese, le norme pro Roma saranno approvate venerdì 27 dicembre.

Senza quest'approvazione Roma tornerebbe a rischio default. Infatti il Salva Roma forniva indirettamente alla Capitale gli strumenti e i fondi grazie ai quali lo scorso 6 dicembre si è riusciti ad approvare il bilancio previsionale 2013. Due gli assi del decreto. Da un lato la possibilità di aumentare l'Irpef fino al 1,2% con l'obbligo della presentazione di un piano di rientro entro 60 giorni. In seconda battuta, e in maniera più importante per i conti comunali, c'è il travaso di risorse tra la gestione commissariale e quella corrente. In pratica Roma ogni anno, dal 2008, versa ad un commissario 500 milioni (frutto del prelievo dello 0,4% dell'Irpef) per ripianare il debito di 12 miliardi di euro. Il decreto consente, o meglio avrebbe consentito, di spalmare 600 milioni sulle gestioni 2013 e 2014. Senza questi soldi l'intero esercizio 2013 e il futuro bilancio 2014 siano a rischio. In pratica se venerdì il Milleproroghe non venisse approvato la Capitale rischierebbe di nuovo il default. E sul Campidoglio tornerebbe il rischio commissariamento.

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