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Salva-Roma, Marroni: "No a imposizioni dal governo. Pronti a presentare emendamenti"

Il deputato Pd ed ex capogruppo del partito in Campidoglio commenta le indiscrezioni che vorrebbero i paletti del decreto difficili da eludere: "Niente norme lesive dell'autonomia del Comune"

Se il nuovo decreto sarà “lesivo dell'autonomia di Roma Capitale” è pronto a “presentare emendamenti per correggerlo”. Umberto Marroni, deputato del Partito Democratico ed ex capogruppo Pd in Campidoglio, in attesa di conoscere il testo definitivo del decreto Enti Locali che contiene le norme per il Salva-Roma, commenta così le anticipazioni che vorrebbero le 'indicazioni' per la presentazione di un piano di risanamento difficili da eludere.

Allontanata un'ulteriore privatizzazione delle quote di Acea, in attesa del testo ufficiale del nuovo decreto, la strada obbligata per Roma Capitale sembra essere quella delle dismissioni e delle liberalizzazioni.

Stiamo aspettando il testo definitivo ma la linea dei deputati romani alla Camera rimane sempre la stessa: non siamo disponibili a far passare un decreto che leda l'autonomia della Capitale. Un conto è chiedere un piano di rientro, un altro è intromettersi nella gestione del comune. In quanto ad Acea, saremo sempre contrari a norme che vanno contro all'indicazione di un referendum.

Liberalizzazioni, dismissioni, liquidazione di società partecipate che non abbiano come fine il servizio pubblico. Cosa accadrebbe qualora questa strada venisse 'imposta'?

Se il nuovo decreto conterrà norme lesive dell'autonomia della Capitale presenteremo degli emendamenti per sopprimerli.

Questo tema può diventare un punto di frattura all'interno del suo partito?

In merito al Salva-Roma il punto è evitare norme anticostituzionali. In questo senso la linea del Pd è unitaria e rimarrà tale. In linea più generale una discussione su privatizzazioni e liberalizzazioni si può anche aprire ma i parlamentari devono essere seri e proporre norme che siano valide per tutta Italia non ad hoc per determinate città. Il cosiddetto Salva-Roma è solo uno dei punti del decreto sugli Enti Locali. Con questo decreto vengono concessi soldi anche ad altre città, tra cui Milano e Palermo, ma non sono state imposte privatizzazioni e liberalizzazioni.

Roma Capitale dovrà presentare entro tre mesi un piano triennale per il risanamento dei conti. Secondo lei può diventare un'occasione di risanamento per la Capitale?

Fermo restando l'autonomia dell'ente locale, quando governo e parlamento intervengono in questo modo è normale che chiedano un piano di rientro serio e dettagliato che contenga tempi chiari. L'amministrazione Marino deve lavorare bene, in maniera ordinata e fare presto.

Ha qualche consiglio da dare al sindaco Marino?

Aprirsi di più e dare vita a una concertazione a tutto campo con le forze sociali ed economiche della città e con i partiti che lo sostengono. Gli interventi da inserire nel piano di rientro devono contenere le indicazioni che emergono da questo tipo di percorso.

Va tutto bene tra Marino e il Pd?

Alla fine della scorsa settimana il Pd ha avuto da ridire sui toni eccessivi utilizzati dal primo cittadino. Ma è un problema relativo a quella giornata. Parlare di rottura è un'esagerazione giornalistica.

Mercoledì presenterà una nuova associazione che guarda alla Capitale, Metropoli Roma.

Vogliamo aprire uno spazio politico che dia un contributo in termini di contenuti ai prossimi mesi e anni di azione di governo. Non un'iniziativa circoscritta alle problematiche del Salva-Roma.

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