Salva Roma, ora si fa sul serio: decreto in Parlamento. In Campidoglio varata 'cabina di regia'

Primi passi in Parlamento per la terza versione del provvedimento che metta in salvo i conti della Capitale. Intanto oggi in Campidoglio prima riunione della cabina di regia chiamata a varare il piano di rientro. Nel pomeriggio il consiglio straordinario

Da un lato l'iter parlamentare per convertire in legge il Salva Roma Ter. Dall'altro l'impegno del Comune di Roma per stendere un piano di rientro che rimetta in equilibrio i conti. In mezzo tanta incertezza. Sui tempi prima di tutto, ma anche e, forse soprattutto, sugli ostacoli lungo il percorso. Inizia oggi, con la prima riunione della cabina di regia e con il consiglio straordinario in Campidoglio, quella che puo' essere definita una vera e propria operazione di salvataggio della Capitale.

Le premesse sono buone, anche se ieri, con l'approdo in Parlamento, l'idillio sembra essersi rotto. Marco Causi, ex assessore al bilancio dell'ammnistrazione Veltroni ed ora parlamentare, ha dichiarato: "L'approvazione non è scontata. Il problema non è più la Lega contro Roma ma è l'Italia che non si fida". Lo stesso Causi ha aggiunto: "In questa partita c'è una responsabilità della Regione Lazio percè da sola Roma non ce la fara mai nel piano di rientro".

L'approdo alla Camera viene salutato positivamente dal sottosegretario Giovanni Legnini che auspica un iter più sereno: "Dopo tutto quello che è stato, dopo l'opera di mediazione che c'è stata, sarebbe opportuno non modificare troppo il dl, fatte salve le migliorie che sempre si possono fare". "E' necessario", ha aggiunto Legnini, "evitare un approccio ragionieristico perchè "se si pone la questione solo in termini di ruolo della Capitale a cui spettano risorse in più proprio in quanto Capitale, il Governo può sempre rispondere che una somma a Roma già viene data" tramite gestione commissariale con 300 dei 500 milioni. Invece, bisogna fare in modo che "il piano di rientro sia una straordinaria occasione per riformare Roma. Con un'operazione ben fatta si potrebbe creare una vera e propria anticipazione su scala nazionale".

Ecco quindi che la palla passa al Campidoglio e al piano da stendere entro due mesi e mezzo. Oggi si è insediata la cabina di regia chiamata ad elaborare le misure imposte dal Governo. Rappresentate un po' tutte le anime dell'attuale maggioranza capitolina e dello stesso Pd. C'è il relatore del Salva Roma, Giovanni Legnini, visto da molti come una sorta di commissario occulto del Governo. C'è Nieri che porta nella cabina di regia i principi di Sel. C'è la giunta, rappresentata da Daniela Morgante, assessore al bilancio, da Guido Improta, renziano responsabile della mobilità e c'è Alessandra Cattoi, coordinatrice degli assessori e donna fidata di Marino. Ci sono poi i tecnici, il capo di Gabinetto Luigi Fucito e il segretario generale Liborio Iudicello. C'è il Pd, con il neo segretario regionale Fabio Melilli e con il deputato Marco Causi. C'è infine il consiglio con il presidente della commissione bilancio Alfredo Ferrari.

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La prima riunione è durata poco più di due ore. Entusiasmo e ottimismo all'uscita. Questo il commento del sindaco Marino: "È andata molto bene, un clima di grande entusiasmo per voltare pagina in questa città. Ognuno si è assunto la sua parte di responsabilità, in base alle competenze e ai ruoli: da chi ha ruoli di governo a chi ha ruoli di relatore per il decreto che fra pochi minuti inizia il suo percorso alla Camera, a chi ha esperienze amministrative come il deputato Causi fino agli assessori. Ho voluto un'impronta molto tecnica per risolvere problemi strutturali del bilancio, dell'economia della città, sia con interventi nella riorganizzazione dei costi standard per evitare gli sprechi all'interno del Comune e nelle municipalizzate - ha aggiunto Marino - Allo stesso tempo tutti sono estremamente consapevoli della necessità del riconoscimento dei costi extra che Roma ha per l'esercizio delle sue funzioni di Capitale".

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