Salva-Roma, la parola al Consiglio: "Avviare spending review e piano di sviluppo"

L'Aula ha approvato una mozione unitaria a firma della maggioranza in cui si chiede alla giunta di approvare il bilancio entro il 10 aprile. Via libera anche a una mozione sulla vendita dei depositi Atac

Un bilancio da approvare entro il 10 aprile in Giunta con approvazione definitiva in Consiglio entro il 30 dello stesso mese. Un piano di sviluppo, non solo di 'rientro'. Una razionalizzazione della spesa. E ancora. Vendita dei depositi Atac ed dell'area dell'ex Fiera di Roma. Riduzione del 30% degli stipendi dei cda delle municipalizzate. Potenziamento dell'ufficio condono per recuperare ciò che non è mai stato riscosso. Nella seconda seduta dedicata al Salva-Roma l'Aula Giulio Cesare traccia la linea per l'amministrazione Marino e conferma, e sollecita, i tempi della road map che nei giorni scorsi si è data la cabina di regia capitolina.

La prima mozione ad essere stata approvata viene dalla maggioranza e porta la firma unitaria di tutti i capigruppo che la compongono. Passata con 18 i voti favorevoli, 4 astenuti e 4 contrari, la mozione chiede alla giunta di rispettare i tempi del 10 aprile per l'approvazione del bilancio in modo da arrivare alla sua approvazione finale entro il 30 aprile. Nel documento si impegna inoltre la Giunta a elaborare un piano di sviluppo triennale accanto a quello di rientro e sollecitare il Governo per l'allentamento dei vincoli del patto di stabilità. Il Consiglio chiede inoltre l'emanazione di decreti attuativi per il passaggio delle funzioni relative alla legge per Roma Capitale, con il conseguente trasferimento di strumenti e risorse finanziarie legate al pieno riconoscimento del ruolo strategico di Roma come capitale del Paese.

Nel provvedimento si punta anche alla 'spending review', a una razionalizzazione della spesa anche attraverso l'utilizzo della centrale acquisti e a varare un progetto per internalizzare il sistema della riscossione delle entrate, intervenendo presso il Governo affinché emani le norme necessarie. I consiglieri di maggioranza puntano il dito anche verso la gestione del patrimonio comunale. La richiesta è quella di un piano straordinario di revisione per aumentare i flussi di entrate, riducendo gli affitti passivi a carico del Comune e a rivedere i contratti di servizio delle aziende del gruppo Roma Capitale tramite un piano triennale.

L'Aula Giulio Cesare ha inoltre approvato tre mozioni a firma del capogruppo del Pdl Giordano Tredicine. La prima chiede di dismettere tutti gli immobili comunali inutilizzati a carattere non residenziale. Tra questi, le ex rimesse Atac di San Paolo, Vittoria e piazza Ragusa e l'immobile dell'ex Fiera di Roma, a realizzare un piano energetico per ridurre i consumi, a sospendere l'apertura di nuovi centri commerciali e allo sblocco delle delibere urbanistiche. La seconda punta invece al rilancio delle piccole e medie imprese attraverso l'abbassamento della pressione fiscale e offrendo finanziamenti all'occupazione giovani e over 40. Infine un provvedimento che porta la firma del consigliere Pdl, approvato dall'Aula, punta a una riduzione delle spese dell'amministrazione agendo sul 20% dei fitti passivi, sul 30% degli stipendi del cda delle municipalizzate e sulle consulenze esterne. Richiesta anche la realizzazione di un'unica azienda pubblica per il Tpl, ambiente e cultura.

Porta la firma della consigliera di Sel Gemma Azuni, sottoscritta da tutti i gruppi consiliari, invece la mozione che chiede di potenziare l'ufficio del condono edilizio per intervenire con urgenza al recupero dell'arretrato di richieste di concessione in sanatoria ancora inevaso. In tutto si tratta di circa 220 mila pratiche da lavorare che tra l'ingiunzione delle imposte dirette (oneri concessori, diritti di segreteria e danno ambientale) e recupero di quelle indirette, porterebbero al recupero di 1 miliardo e 278 milioni di euro.

Intanto sul fronte nazionale si allungano i tempi di discussione del 'Salva-Roma'. La discussione alla Camera è slittata di una settimana. Il provvedimento doveva approdare in aula lunedì 24 ma su richiesta del presidente della commissione Finanze, Daniele Capezzone (Fi), il testo è stato messo in calendario per il 31 marzo. La commissione vuole un ulteriore approfondimento del testo e ha in programma anche delle nuove audizioni.

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