Il lungo sonno della giunta Marino: niente delibere e il Consiglio salta ancora

Nessuna convocazione anche per questa settimana. Mancano atti da discutere e i consiglieri rimangono con le mani in mano. Peciola (Sel): "La giunta è pigra"

E' stallo sulla cima del Campidoglio. Saltata la convocazione del Consiglio comunale di oggi, anche giovedì prossimo gli scranni dell'Aula Giulio Cesare rimarranno vuoti. Se non si considera la seduta del 17 ottobre, dedicata alla memoria del rastrellamento degli ebrei romani del 1943, il calendario dei lavori rimane fermo all'8 ottobre. 14 giorni fa. Venti dalla prossima data utile, martedì prossimo. La giunta non produce delibere e il presidente dell'Aula Mirko Coratti ha deciso di non convocare la seduta.

MALUMORI - Insorge l'opposizione, serpeggia il malumore anche tra i banchi della maggioranza. “Siamo di fronte a una vera emergenza istituzionale” stigmatizza l'ex sindaco Gianni Alemanno. “Scriverò al prefetto” annuncia Alessandro Onorato (Lista Marchini) sulla sua pagina Facebook. Anche la maggioranza attacca l'amministrazione Marino: “La giunta pigra non produce atti. Bisogna svegliarla dal suo sonnecchiamento”  commenta il capogruppo di Sel Gianluca Peciola. 

ONORATO - “Scriverò al prefetto. È inaccettabile che in oltre quattro mesi l’Assemblea capitolina si sia riunita appena dieci volte. Se non si calcolano l’insediamento e le cerimonie ufficiali, come quella per l’anniversario del rastrellamento degli Ebrei di Roma, le sedute utili per deliberare si contano sulle dita di una mano” il commento di Alessandro Onorato. 

ALEMANNO - “Siamo di fronte a una vera emergenza istituzionale, non si era mai verificata nella storia del Comune di Roma e di Roma Capitale una tale latitanza degli organismi di governo. Chiedo al sindaco di convocare urgentemente i capigruppo di maggioranza e opposizione per un confronto politico sulle cause di questa paralisi perché questa è la premessa peggiore per affrontare un bilancio di emergenza come quello che Roma Capitale dovrebbe approvare entro il 30 novembre” ha spiegato Gianni Alemanno. Anche l'ex Pdl ora nel gruppo misto Roberto Cantiani ha commentato: “Si tratta di una situazione imbarazzante: continuiamo a chiedere consigli e il Pd fa di tutto perché non si tengano. Roma non può pagare i litigi interni alla maggioranza”.

D'AUSILIO - Si difende invece il capogruppo del Partito Democratico Francesco D'Ausilio: "La città non può permettersi il prezzo di un Consiglio Comunale che non produce atti amministrativi, per questo abbiamo proposto di convocare la prossima seduta del Consiglio martedì 29 ottobre" ha dichiarato in una nota. Riunendo il Consiglio "senza avere nulla da discutere, rischieremmo di svilire il ruolo e le funzioni di un organismo così importante". Infine l'attacco alla minoranza: "Non accettiamo lezioni di stile dal centro-destra e dall’ex sindaco Alemanno”.

PROPOSTE - Qualche proposta nel corso della riunione dei capigruppo però è arrivata, anche se non si tratta di delibere di giunta ma documenti di consiglio. Il Movimento Cinque Stelle ha chiesto la discussione di due delibere sulle commissioni consiliari, “una per raggrupparne le sedi tutte in largo Loria e una per l'introduzione dello streaming e l'istituzione del tempo minimo per il gettone di presenza” ha spiegato Marcello De Vito, capogruppo del M5S. Sel ha invece proposto un consiglio straordinario sull'emergenza abitativa, idea che però “è stata bocciata e il consiglio verrà svolto in data da destinarsi”. E sempre da Sel arriva il tentativo di calendarizzare la delibera sugli artisti di strada, quella contro il pup di Eur Fermi e una mozione bipartisan per il blocco degli sfratti. Ma niente di tutto questo è stato accolto.

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