Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Salario accessorio, da restituire 350 milioni di euro: si rischiano tagli a stipendi e servizi

Marino si dice tranquillo e chiede lo stesso trattamento ricevuto da altre città. Nieri parla di "Fondo per la parte variabile" in discussione. Per restituire i 350 milioni di euro possibile la non erogazione del salario accessorio con conseguente taglio di servizi ai cittadini

Era il febbraio 2014 quando dagli uffici dell'allora assessore al bilancio Daniela Morgante spuntò la bomba: bisogna tagliare gli stipendi ai dipendenti. Il giudice della Corte dei Conti, prestato all'amministrazione Marino, aveva intuito quel che oggi è deflagrato in Campidoglio. I 350 milioni erogati tra il 2008 e il 2013 dovevano in qualche modo essere restituiti al Governo centrale. Da allora tante cose sono successe: la Morgante si è dimessa, è stata avviata una trattativa per rivedere il contratto decentrato, i dipendenti comunali hanno invaso il Campidoglio, Marino e Nieri hanno imposto l'atto unilaterale, Cgil e Cisl hanno firmato un accordo poi bocciato dai lavoratori. A maggio 2015, 15 mesi dopo, la bomba scoperta dalla Morgante esplode.

Il Campidoglio dovrà restituire quei soldi, proprio come la Morgante aveva intuito. Ora tutti si chiedono come? Marino, nell'intervista a Il Messaggero, in cui si arrabbia e rivendica i propri meriti, parla di "colmo perché se c'è una città che ha fatto un percorso virtuoso questa è Roma", nello stesso tempo sembra quasi chiedere clemenza perché "ad altre città sono state abolite le sanzioni". Questo quindi il primo scenario: chiedere la "clemenza della Corte", in questo caso il Governo. Arriverà? Come dice Marino, è vero che alcune città hanno avuto l'abolizione delle sanzioni. In particolare Firenze, città che ha vissuto una situazione simile a Roma, ha usufruito di una norma 'Salva Firenze' contenuta, colmo dei colmi, nel cosiddetto decreto 'Salva Roma'.

Lo spettro è stato agitato dal vicesindaco Nieri secondo il quale il MEF mette "persino in discussione la regolare costituzione del Fondo per la parte variabile". Traducendo fuori dal politichese e dai tecnicismi: "Non avremo i soldi per pagare il Salario accessorio". In sostanza, secondo questa ipotesi, la restituzione di questi soldi, andrebbe a pesare sui 24000 dipendenti, ma in realtà anche sui cittadini. Ai primi non verrebbe pagato il salario accessorio, ai secondi verrebbero tagliati dei servizi. Ricordiamo infatti che gran parte del salario accessorio riguarda le prestazioni extra richieste ai dipedenti comunali, come ad esempio straordinari e notti. I disagi potrebbero ricadere ad esempio sulla Polizia Locale, con il taglio delle notti e dei servizi straordinari; oppure sugli asili o le scuole materne.

Da escludere invece una restituzione retroattiva ai dipendenti che hanno già percepito il salario tra il 2008 e il 2013. Impossibile infatti chiedere più di 200 euro a dipendente per prestazioni forse neanche rese.

In Campidoglio qualcuno agita lo spettro dei pericoli per l'ordine pubblico. Anche per questo i sindacati hanno chiesto di essere convocati immediatamente.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Salario accessorio, da restituire 350 milioni di euro: si rischiano tagli a stipendi e servizi

RomaToday è in caricamento