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Salario accessorio, i sindacati aspettano Marino: "Da 15 giorni tutto tace"

In una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil sollecitano l'amministrazione a convocare il tavolo delle trattative, sospeso il 24 giugno e mai più indetto. "Se nelle prossime ore non ci sarà una data, attiveremo procedure vertenziali"

Sul salario accessorio di 24 mila dipendenti capitolini l'amministrazione Marino e sindacati sono di nuovo ai ferri corti. Dopo lo slittamento dell'incontro 'a oltranza', convocato per mercoledì scorso e poi rimandato a data da destinarsi, arriva oggi un nuovo ultimatum dei sindacati: “Il sindaco mantenga gli impegni presi. Se nelle prossime ore non verrà fissata la data dell’incontro, più volte annunciato ufficialmente, per la completa definizione del contratto saremo costretti ad attivare le procedure vertenziali” scrivono in una nota i segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola, Cisl Fp Roma Capitale e Rieti, Roberto Chierchia, e UIL F.P.L. Roma e Lazio, Sandro Bernardini. 

Dopo oltre un anno di difficili trattative, la situazione è precipitata lo scorso 19 giugno quando si è diffusa la notizia che il Ministero dell'Economia e delle Finanze, bocciando il salario accessorio dei dipendenti capitolini, ha quantificato in 350 milioni di euro le indennità illegittime distribuite 'a pioggia' tra il 2008 e il 2013. L'allarme in merito ad un'eventuale restituzione, con conseguente taglio dei salari, aveva reso di colpo rovente una situazione che galleggiava da tempo tanto che il sindaco Marino aveva convocato in giornata le sigle sindacali per tranquillizzarle. “Nessun salario sarà toccato e nessun euro verrà restituito” aveva tranquillizzato Marino assicurando che nel documento del Mef non ci fosse alcuna prescrizione vincolante. Rassicurazioni a parte, il nodo della firma condivisa del nuovo contratto, a cui si sta lavorando ormai da oltre un anno, è rimasta sul tavolo. Un tavolo definitivo e 'a oltranza' che però, dopo lo slittamento di mercoledì 24 giugno, non è stato ancora convocato.  

Lo slittamento, secondo quanto trapelato nei giorni scorsi, si era reso necessario per permettere agli uffici comunali di mettere a punto la proposta dell'amministrazione ai sindacati, considerando anche 'le regole' contenute nella circolare dell'Aran. 

“Ad oltre 15 giorni dall’annuncio del Sindaco tutto tace. Ancora una volta è messo in dubbio quale sia la reale volontà nel chiudere l’insopportabile parentesi del contatto unilaterale che da sei mesi impoverisce i lavoratori  e quanto gli uffici siano in grado di interpretare gli indirizzi del primo cittadino” si legge nella nota. “Se nelle prossime ore non verrà fissata la data dell’incontro saremo costretti ad attivare le procedure vertenziali che vedranno, per categorie professionali, la mobilitazione di tutto il personale contro chi, forse, non riesce più a mantenere i propri impegni perché non adeguatamente supportato dalle sue strutture amministrative” ipotizzano i sindacati. Una situazione sconcertante, per i sindacati, che ricordano come lo scorso 19 giugno lo stesso primo cittadino “aveva celebrato la risoluzione di ogni impedimento alla stipula del contratto decentrato individuando nella giornata del 24 giugno il giorno della svolta per provare a ricucire il rapporto con i dipendenti capitolini. Qualcuno, forse, lo sta smentendo nei fatti”. 

Questa mattina è stato il vicesindaco Luigi Nieri a commentare la situazione: “In questi mesi la linea del Mef e degli organismi di controllo è stata troppo rigorosa sul tema riguardante i dipendenti di Roma Capitale. Il problema che ha Roma rispetto al contratto decentrato è quello che c'è in gran parte dei Comuni italiani, però con noi c'è stato un atteggiamento di estrema rigidità” ha spiegato ai microfoni di Radio Cusano Campus, l'emittente dell'università degli studi Niccolò Cusano. “Abbiamo ristrutturato completamente il vecchio contratto decentrato.
Per salvaguardare il salario accessorio abbiamo prima approvato un contratto unilaterale e poi recuperato un rapporto con le associazioni sindacali e i lavoratori. Su questo voglio essere molto chiaro: non si può indietreggiare neppure di un millimetro rispetto al lavoro prodotto in questi mesi”. 

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