Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Salario accessorio, sul recupero degli arretrati Tronca prepara il "piano di rientro"

Il Campidoglio ha specificato in una nota che "il recupero del debito non inciderà sulle buste paga dei dipendenti". Allo studio razionalizzazione e spending-review delle risorse

Gli stipendi dei dipendenti comunali non verranno toccati. Per il "recupero" di quella parte di salario elargita ai lavoratori dal 2008 al 2014, ritenuta dal Ministero dell'Economia "illegittima", si procederà nell'ambito di un piano di rientro. In altre parole il Campidoglio potrebbe decidere di elaborare un piano di razionalizzazione e spending-review delle proprie risorse. La precisazione è arrivata dal Campidoglio nella giornata di ieri dopo che era montata la rabbia dei sindacati che hanno chiesto "chiarezza" rispetto a quanto deciso dal commissario Tronca. 

"Il recupero del debito che l'Amministrazione capitolina ha maturato nel tempo sui fondi passati" chiarisce la Gestione commissariale guidata dal prefetto Francesco Paolo Tronca "non inciderà sulle buste paga dei dipendenti. L'importo totale che verrà quantificato nel piano di rientro obbligatorio, distribuito negli anni, è ancora in via di definizione". L'Amministrazione dispone "di strumenti organizzativi e finanziari per articolare tale piano con i criteri e le modalità più idonei, avvalendosi delle principali misure previste dalla normativa di settore".

Cosa dovranno aspettarsi i 24 mila dipendenti capitolini non è ancora dato sapersi nei particolari. Per rientrare delle somme definite "illegittime" dal Mef, che Tronca ha già classificato come "debito", l'amministrazione potrebbe elaborare un piano di spending-review delle risorse legate al personale e al salario accessorio, e quindi ai servizi, considerando anche pensionamenti e prepensionamenti che nel frattempo potrebbero alleggerire il costo della macchina capitolina. 

L'importo "non è ancora stato quantificato" specifica il Campidoglio. In base a quanto emerso nel giugno 2015, quanto certificato per il Mef tra il 2008 e il 2012 ammonta a circa 350 milioni di euro. A cui andrebbero aggiunti quelli relativi agli anni che intercorrono tra il 2012 e il 2014. Le linee di indirizzo firmate nei giorni scorsi da Tronca prevedono un "graduale riassorbimento delle stesse, con quote annuali e per un numero massimo di annualità corrispondenti a quelle che si è verificato il superamento dei vincoli". Il "debito" quindi potrebbe essere rateizzato su sei anni. E per il momento, se venisse confermata la cifra dei 350 milioni di euro, che copre però solo il periodo tra il 2008 e il 2012, si parla di una cifra che sfiora i 60 milioni di euro all'anno. 

Nonostante la precisazione del Campidoglio in merito agli stipendi, la decisione della gestione commissariale piomba sul tavolo della discussione sul salario accessorio come un macigno. La 'restituzione del debito' è infatti contenuta nel medesimo documento che prevede il recupero delle cifre non spese per il 2015 del fondo per le risorse per il salario accessorio e la definizione di quello del 2016, propedeutico alla definizione di un nuovo contratto decentrato condiviso tra amministrazione e sindacati che sostituisca l'unilaterale in vigore dal gennaio del 2015. La vertenza sul contratto per il salario accessorio torna a scaldarsi.

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