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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Roxanne, lo sportello anti-prostituzione cambierà gestore: "Roma Solidale non ha i requisiti"

Le commissioni sono inoltre a lavoro per scrivere un nuovo atto per migliorare la delibera del 1999, che istituì il progetto a favore delle vittime della tratta di esseri umani a scopo sessuale

La onlus "Roma Solidale" non potrebbe occuparsi dello sportello d'ascolto di via Galilei 15, dedicato alle donne vittime di tratta successivamente prese in carico dagli operatori del progetto "Roxanne", attivo a Roma dall'8 marzo 1999. Gli impiegati che hanno preso in carico il servizio ad agosto 2021 non sono iscritti all'albo apposito e a farlo sapere, durante una commissione congiunta politiche sociali e pari opportunità, è stata la stessa assessora competente Barbara Funari. 

Il tema è stato discusso lunedì 30 maggio e l'intenzione da parte del Campidoglio è quella di interrompere la convenzione con Roma Solidale, siglata dalla precedente amministrazione dopo che il bando per l'affidamento del servizio era andato deserto. Non per disinteresse da parte delle cooperative che da vent'anni si occupano di "Roxanne", come spiegava a RomaToday già a settembre 2021 la presidente di Magliana 80, ma per disguidi tecnici ascrivibili al funzionamento del portale Tutto Gare. 

Ma sia l'assessorato sia le commissioni coinvolte non vogliono limitarsi a "sfrattare" la onlus - che ha come socio unico proprio Roma Capitale e normalmente si occuperebbe di disabilità - perché l'obiettivo è quello di scrivere e far votare una nuova delibera, che integri quella del 1999, ampliando la platea di beneficiari e adeguandosi alle più recenti norme. In particolare, la volontà espressa innanzitutto dall'assessora Funari è quella di includere nel servizio, che si compone anche di due unità di strada e di una casa rifugio, anche le vittime di accattonaggio, le donne sotto protezione internazionale, quelle vittime di matrimoni forzati e di sfruttamento lavorativo. Senza dimenticare le donne trans, motivo per cui è stata coinvolta anche la coordinatrice dell'ufficio Lgbtq+ di recente istituzione, Marilena Grassadonia. 

"È evidente quanto sia necessario un aggiornamento del progetto risalente al 1999 - fa sapere la presidente della commissione pari opportunità, Michela Cicculli (Sce) - , soprattutto in considerazione delle modifiche normative a livello internazionale, dell'allargamento dell'utenza e dell'imprescindibile coinvolgimento delle associazioni che operano sul campo per contrastare il fenomeno. Da tempo siamo al lavoro per arrivare a un testo definitivo da portare in aula che contempli un ampliamento del servizio. Vogliamo dare il nostro contributo alla nuova delibera con ulteriori confronti e riflessioni finalizzati a introdurre interventi di natura culturale perché parliamo di un fenomeno complesso che vede la compartecipazione di più soggetti nello sfruttamento, con ricadute sociali sui territori".

Entro la pausa estiva dovrebbero essere resi pubblici gli avvisi per lanciare la co-progettazione e la co-programmazione voluta da Funari e chiesta a gran voce dal terzo settore, per delineare i profili di un nuovo intervento sulla delibera del 1999. Da dopo l'estate in poi, dunque, è immaginabile che si svilupperà la fase di confronto con cooperative e associazioni, per arrivare ad un testo condiviso sul quale le due commissioni capitoline dovranno esprimere un parere per poi farlo arrivare in aula Giulio Cesare. 

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