Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica Centocelle / Viale Palmiro Togliatti

Parco di Centocelle, nessuno stop come promesso da Raggi: i rottamatori sono aperti

Basta percorrere viale Palmiro Togliatti per rendersi conto che gli autodemolitori sono ancora in attività nonostante lo stop alle proroghe

"E' stata ordinata la chiusura di 17 autodemolitori attivi nel parco di Centocelle". Il 1 luglio la sindaca Raggi esultava, annunciando la fine delle attività di autorottamazione su viale Palmiro Togliatti. Con lei tiravano un sospiro di sollievo anche residenti e comitati, convinti di essere di fronte al primo passo sulla strada della tanto agognata riqualificazione dell'area archeologica. A rafforzare le speranze anche la mancata proroga alle autorizzazioni che consentono da decenni le attività. "I vincoli archeologici e paesaggistici previsti sull'area non consentono alcun adeguamento ambientale" spiegava sempre la sindaca. Quindi, fuori tutti? Macchè. Per il momento solo sulla carta. E negli slogan. 

Perché passando da quel marciapiede rovente un mese dopo, o dal canalone interno al parco tra discariche e mini accampamenti, si vede chiaramente che i rottamatori sono aperti e operativi. Lo hanno denunciato anche i membri di Pac Libero, comitato attivo da anni per la tutela di quei 120 ettari di verde: "Ma non dovevano chiudere?". Cerchiamo di capire. "Non stiamo rottamando. Non prendiamo più auto" ci spiega Tonino La Marra, su viale Togliatti con la sua attività di demolizione di veicoli dagli anni '60, ben prima che arrivassero i vincoli archeologici, del 1995. "Sì siamo aperti per tentare di sopravvivere, ma solo per la vendita dei pezzi di ricambio. Questo è consentito, possiamo farlo" precisa. O, come suggerisce Antonio Falasca, il dirimpettaio, "smaltiamo quello che ci è rimasto ancora nelle officine". Senza autorizzazioni di fatto, perché le concessioni, lo ripetiamo, sono state sospese. Guai però a parlare di "abusivi".  

Le interviste ai rottamatori

"Noi abusivi? Non abbiamo ricevuto ancora la notifica di chiusura. Solo una richiesta via pec di un progetto di dismissione degli impianti. Che è stato impugnato al Tar" racconta Giulio Trovato, vicepresidente di Arder, Associazione rottamatori e demolitori di Roma. Il tribunale dovrebbe pronunciarsi entro Ferragosto. E i legali degli imprenditori sono convinti della vittoria. Il Comune, a sentir loro, ha fatto un bel pasticcio. "Nel tempo ha chiesto una serie di lavori di adeguamento ambientale facendo spendere agli operatori decine di migliaia di euro. Prima a maggio ha imposto un progetto di adeguamento alla normativa ambientale. Poi a fine giugno un altro di dismissione". 

Prima le richieste di ottemperare alle norme, ovviamente a loro spese, poi la decisione di stoppare le attività con un ordine di chiusura. In forza dei vincoli sul parco che nasconde, seppur tra sporcizia e abbandono, importanti resti dell'antica Roma. All'ordine di chiusura, arrivato tramite pec con richiesta di un piano per le dismissione delle attività, non è seguita nessuna indicazione per un parallelo trasferimento fuori dal Raccordo. Se ne discute da vent'anni: ai sigilli dovrebbero seguire gli spostamenti lontano dai centri urbani. "Noi siamo i primi a non voler stare qui, a voler essere delocalizzati in aree adeguate. C'è un Accordo di programma tra Comune e Regione di vent'anni fa. Ci devono dire dove andare". Ma la vecchia lista di terreni disponibili è scaduta. Gran parte delle aree individuate allora non sono più idonee: su alcune si è costruito, su altre sono sorti vincoli. 

sfasci-rottamatori-demolitori

Ricapitolando, nessuno degli "sfasci" di viale Palmiro Togliatti (e di tutta Roma, 104 in totale) ha più permessi validi. E la sindaca Raggi ha parlato di "ordine di chiusura" per incompatibilità con i vincoli paesaggistici vigenti sul polmone verde. Ma senza indicare nessuna area alternativa. Nel frattempo c'è chi è sceso in piazza, e in Regione si è aperto un tavolo di confronto che per adesso ha fruttato solo l'ormai classico rimpallo di competenze con il Campidoglio.

Dalla Pisana è pronto un atto di indirizzo che uscirà a breve dalla Direzione regionale sulle politiche ambientali: un ok a prorogare per uscire dall'empasse. La mossa definitiva però spetta agli uffici capitolini che dovranno valutare caso per caso. Anche per viale Togliatti. Sarebbe un passo indietro, politicamente scomodo, rispetto agli annunci di stop in via definitiva ai regimi di proroga. Ma potrebbe rendersi necessario anche per le ricadute che il blocco del servizio rischia di avere sull'intera filiera. 

Chi smaltisce le macchine dei romani? "Se chiami lo 060606 ti dicono di andare in provincia" spiega Antonio. "Io ho già ricevuto decine di telefonate e la gente mi dice che non può certo andare a Frosinone a rottamare l'auto. Che preferisce lasciarla per strada". 

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