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Rossana Rossanda. Foto Twitter ANPI Nazionale

Rossana Rossanda. Foto Twitter ANPI Nazionale

Si è spenta a Roma Rossana Rossanda: è stata fondatrice del Manifesto

E’ morta nella notte all’età di 96 anni una delle intellettuali più autorevoli della sinistra. Partigiana, comunista e giornalista, negli ultimi anni si era trasferita nella Capitale

E’ morta nella notte Rossana Rossanda. Nata nella cittadina di Pola, all’epoca annessa al Regno d’Italia, è stata una delle figure più autorevoli della sinistra italiana.

La notizia della scomparsa è stata annunciata dal quotidiano il Manifesto che ha promesso anche un’edizione particolare dedicata alla sua persona. Rossanda, ancora molto giovane, durante la seconda guerra mondiale partecipò alla Resistenza ed al termine del conflitto si iscrisse al Partito Comunista Italiano.

Eletta nel 1963 alla Camera dei deputati, è stata espulsa dal PCI nel 1969 per le sue posizioni antidogmatiche che la spinsero ad esprimere, ad esempio, una ferma condanna all’invasione sovietica di Praga.

Con i Luigi Pintor, Valentino Parlato e Lucio Magri era stata nel nucleo fondatore del quotidiano Il Manifesto, poi costituitosi in partito vero e proprio durante le elezioni del 1972. Ha continuato a collaborare con il giornale per molti anni, anche dopo aver abbandonato la carriera politica.

Cresciuta a Milano Rossanda ha vissuto parte della sua esistenza a Parigi, dove viveva con il compagno Karol Kewes Karol, spentosi nel 2014. Nella Capitale ha trascorso l’ultima fase della propria vita, che si è infatti conclusa nella sua abitazione romana.

"Addio alla ragazza del secolo scorso che ci ha insegnato il valore del dissenso e del pensiero critico - ha commentato Nicola Zingaretti sulla propria pagina facebook - Ci lascia una grande eredità che cultura e politica non possono essere mai disgiunti, che libertà individuale, giustizia sociale e uguaglianza avanzano insieme, e che per questi ideali vale la pena spendere una vita".

"Stanotte ci ha lasciato Rossana Rossanda 'la ragazza comunista del secolo scorso' - ha scritto in un Tweet Stefano Fassina, capogruppo di Sinistra per Roma in Campidoglio - Tristezza, ma gratitudine per una vita esemplare e eccezionale: sempre dalla parte degli sfruttati. Alle compagne e compagni del Manifesto un grande abbraccio". 

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