Roma Tpl, arrivano gli stipendi: rientra la protesta. Ma si apre la partita della nuova gara

Così come anticipato ieri, i soldi sono arrivati questa mattina e gli autisti hanno ricominciato ad uscire dai depositi. Il piano di Meleo non convice: "Stiamo ragionando su uno spacchettamento in lotti del servizio"

La seduta del Consiglio

I primi stipendi sono stati visualizzati stamattina. Nelle prossime ore la protesta degli autisti di Roma Tpl, che da lunedì ha quasi paralizzato le linee bus periferiche, dovrebbe rientrare. Se la giornata è iniziata con lo stesso calvario dei giorni scorsi, con 52 collegamenti soppressi, 18 parzialmente in servizio e 24 regolarmente in strada, con il passare delle ore gli autisti hanno ricominciato a uscire dai depositi. Il clima, però, non è sereno. L'attenzione dei lavoratori resta alta. E l'azienda di trasporto che gestisce circa il 20 per cento del servizio per conto di Atac resta sul banco di prova. Non solo per l'avvertimento dell'assessora alla Mobilità, Linda Meleo: "Il regolamento prevede la possibilità che un contratto di servizio possa essere revocato nel caso in cui ci siano delle criticità particolari. Stiamo esplorando questa strada" ha detto ieri nel corso del consiglio straordinario sul tema richiesto dal gruppo d'opposizione, Fratelli d'Italia. 

La rabbia dei lavoratori scesi in piazza ieri in Campidoglio è tanta. La sfiducia è alle stelle. Troppo gli "accordi sindacali disattesi". Troppe le promesse della politica. "Il 28 aprile ci è arrivata una comunicazione da parte dell'azienda nella quale venivamo rassicurati che avremmo ricevuto il saldo di marzo e lo stipendio di aprile entro il 5 maggio. Non crediamo più a niente". Ieri in Aula Giulio Cesare il presidente di Roma Tpl, Giovanni Troiani, aveva annunciato lo sblocco dei pagamenti, in particolare il saldo di marzo e lo stipendio di aprile. "A qualcuno è già arrivato, al resto arriverà domani" ha spiegato. 

Stamattina qualcuno si è radunato davanti alla Prefettura per un sit-in di protesta. Per domani è stata confermata l'agitazione di 4 ore indetta dai sindacati Faisa Cisal, Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil.  La preoccupazione resta alta. "Non possiamo essere contenti di vedere gli stipendi con 40 giorni di ritardo" il commento. "Siamo disperati, non abbiamo più nemmeno i soldi per la benzina per raggiungere il posto di lavoro. Si parla solo di stipendi ma non dimentichiamoci che sul tavolo della trattativa ci sono anche le indennità Erg, la cessione del quinto, i 306 euro annuali dell'accordo regionale che non ci vergono versati dal 2009". 

VIDEO - PROTESTANO I LAVORATORI SENZA STIPENDIO

L'Aula Giulio Cesare ieri ha approvato due mozioni, una a firma Cinque Stelle, l'altra Fratelli d'Italia (bocciate invece quelle presentate dal Pd e da Sinistra per Roma) con cui si chiede di valutare la revoca dell'appalto e predisporre in tempi veloci il nuovo bando di gara garantendo i livelli occupazionali.  Meleo ha puntato il dito contro Roma Tpl: "La causa del mancato pagamento degli stipendi non può essere di Roma Capitale, è una responsabilità da attribuire interamente all'azienda che evidentemente non è riuscita a gestire correttamente le proprie risorse e il proprio schema economico finanziario". Poi, dopo un lungo excursus storico sull'appalto tra "anomalie" ed "evidenti squilibri economico finanziari dell'impresa", ha tratteggiato la sua road map per uscire da una delle "pagine più critiche che ereditiamo dal passato".

Esclusi l'internalizzazione del servizio in Atac, "colpa della legge Madia", e il commissariamento, Meleo guarda al pagamento diretto degli stipendi e alla revoca del contratto con l'affidamento ponte ad un'altra azienda. Ipotesi, quest'ultima, non priva di ostacoli. Tra questi, il fatto che per effettuare il servizio servono i bus, attualmente di proprietà di Roma Tpl, e andrebbe quindi individuato soggetto adeguato. Questi provvedimenti, ha precisato l'assessora, si attiveranno solo se "gli adempimenti dell'azienda andranno avanti". Intanto, con l'appalto ormai in scadenza nel 2018, si guarda alla nuova gara: "Stiamo studiando la situazione migliore possibile per evitare di incorrere negli errori del passato. Stiamo ragionando su uno spacchettamento in lotti del servizio per evitare di ritrovarci nella stessa situazione".

Dal canto suo, l'azienda, ha assicurato che la situazione è stata risolta. Ha spiegato Giovanni Troiani: "Ci stiamo adoperando per rimuovere definitivamente questa criticità: abbiamo trovato delle forme di finanziamento per gestire eventuali disallineamenti che per ragioni di calendario o altre problematiche possono portare a un ritardo di qualche giorno. Per evitare il ripetersi di questa situazione abbiamo attivato una apposita linea di credito che ci è stata concessa, perciò da maggio riusciremo a essere puntuali con i pagamenti degli stipendi. Inoltre entro 30 giorni insieme ai rappresentanti dei lavoratori individueremo un giorno fisso per il pagamento dello stipendio a tutti i lavoratori affinchè non ci siano più differenziazioni (tra le diverse aziende del consorzio, ndr)".

Mentre parla, i posti destinati al pubblico in Aula Giulio Cesare sono quasi tutti occupati dagli autisti di Roma Tpl. Uno di loro, Angelo Laugeni, interviene tra gli applausi nel corso della seduta: "Siamo terrorizzati, tra un anno non si sa che fine faremo. Il problema va preso in mano oggi, noi abbiamo paura del futuro". Sentire l'assessore Meleo che ci dice che la prossima gara sarà spacchettata ci preoccupa. Servono regole più forti e la sindaca si era impegnata a risolvere il problema: invece questo persiste e speriamo che non peggiori".

I sindacati restano sull'attenti. "Questa è l'ennesima prova che privatizzare il servizi non conviene" la considerazione di Michele Frullo, dell'Unione sindacale di base. Perplessa Fabiola Bravi, sempre Usb: "L'azienda in consiglio ha garantito di aver predisposto una soluzione e che questa situazione non si ripeterà più. Ci auguriamo che sia così, anche se non è la prima volta che ci siamo sentiti dare queste rassicurazioni".

Stefano Rinaldi, segretario della Filt Cgil di Roma, nonostante la soddisfazione per gli stipendi, si dice "scontento del consiglio di ieri". Il motivo risiede nelle parole dell'assessora Linda Meleo che ha spiegato di voler proseguire con una gara d'appalto a più lotti: "Se vorrà spacchettare il servizio dovrà farlo con una città in rivolta. Gli autoferrotranvieri sono pronti a mettere a ferro e fuoco Roma. Questa decisione rischia un arretramento per i diritti dei lavoratori". Amarezza, inoltre, è stata espressa per la bocciatura della mozione a firma Pd che chiedeva un impegno al versamento dell'indennità Erg: "Ricordo che, giustamente, ai lavoratori Atac viene riconosciuta. L'accordo è lo stesso ma per Roma Tpl l'amministrazione sembra non volerlo rispettare". 
 

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