Roma Tpl, il Comune sblocca i soldi all'azienda. Ancora disagi: soppresse 56 linee

La comunicazione è stata data su Facebook da Enrico Stefàno. Gli stipendi, però, non sono ancora arrivati. Le proteste non si arrestano

Immagine di repertorio

Nuova giornata di protesta per i lavoratori Roma Tpl. Nuova giornata di passione per i trasporti periferici cittadini. Secondo quanto riportato da Muoversi a Roma, su dati forniti dall'azienda, questa mattina risultano soppresse 56 linee mentre 19 sono parzialmente in servizio. Regolari, invece, 23 collagamenti. 

La situazione è esplosa ieri mattina quando la maggior parte degli autisti ha deciso di non uscire dai due depositi di via della Maglianella, zona nord ovest, e via Raffaele Costi a Tor Cervara. I lavoratori non ricevono lo stipendio da marzo e nemmeno l'incontro del 19 aprile scorso tra l'assessora ai Trasporti Linda Meleo, i sindacati e i vertici dell'azienda ha sbloccato la situazione. Risolto lo scoglio del Durc, il documento che attesta la regolarità contributiva, i versamenti sono stati 'congelati' da controlli dell'Agenzia delle Entrate. Risultato: per l'ennesima volta i lavoratori si sono ritrovati con le casse vuote. "Non ce la facciamo più, siamo alla fame" la denuncia dei lavoratori che ormai da oltre un anno vanno avanti tra bollette pagate in ritardo, difficoltà con le rate del mutuo e spese mediche rimandate a data da destinarsi.

Nel frattempo, terminate le verifiche, dal Campidoglio dovrebbe essere partito il bonifico diretto a Roma Tpl. A scriverlo sulla sua pagina Facebook il presidente della commissione capitolina Trasporti Enrico Stefàno che ieri ha incontrati i lavoratori nel deposito di Costi: "Abbiamo sbloccato i fondi per il pagamento degli stipendi di marzo e aprile, adesso è questione di giorni e saranno erogate le due mensilità". La prossima mossa del Campidoglio dovrebbe essere quella di "effettuare i pagamenti in forma diretta, raccogliendo gli Iban dei lavoratori. È una procedura non immediata, quindi nell'incontro di oggi non abbiamo potuto garantire sui tempi. Ci vorranno forse tre o quattro settimane ma l’intenzione è questa" ha continuato. Il Campidoglio potrebbe però decidere di spingersi oltre arrivando alla revoca dell'appalto. Solo un'ipotesi, per ora, senza certezze sui tempi e sui modi. "Stiamo esaminando tutte le carte" ha fatto sapere Meleo in una nota. Una strada che, se intrapresa, potrebbe portare all'affidamento temporaneo ad un'altra impresa in attesa del bando di gara europeo per l'affidamento definitivo. L'Unione sindacale di base, di fronte a questa ipotesi, chiede invece l'internalizzazione del servizio. 

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