Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

A Roma aumenta la povertà. E nel futuro in tanti non vedono un miglioramento

Esaurimento dei guadagni, peggioramento della situazione economica, il 75% dei richiedenti i buoni spesa non l'aveva mai fatto. Ecco i numeri dello studio pubblicato dal Campidoglio.

Nella Capitale sono moltissime le fasce sociali in difficoltà, con percentuali abbastanza impressionanti riguardo le nuove povertà. E' quanto emerge dal rapporto "promosso e finanziato" dalla giunta capitolina sui casi di indigenza nel territorio di Roma. In particolare  i cittadini hanno richiesto al comune dei buoni socio-assistenziali perché in situazione di "forte contrazione del guadagno (73,5%), perdita del lavoro (57,3%), esaurimento dei risparmi (39,3%) o essere rimasti gli unici a portare reddito in famiglia (28,1%)". Motivazioni che diventano le principali cause dell'attivazione del circuito di assistenza capitolino, e nell'impressionante 75% dei casi, si tratta di cittadini che hanno usufruito di questi buoni per la prima volta. 

Lo studio è stato prodotto dal Sociolab della fondazione Unicampus San Pellegrino e ha puntato ad approfondire lo stato della città all'indomani della pandemia da Sars-COV-2; nel comitato scientifico troviamo docenti de La Sapienza e della Link Campus University. "Guardando al futuro, la stragrande maggioranza (85,7%)" dei cittadini "non vede all’orizzonte un miglioramento della propria condizione", si legge in una nota.

Spazio anche a metriche più generali sull'andamento della fiducia nell'avvenire del proprio nucleo familiare o nel miglioramento della propria situazione individuale; in particolare, sono molti quelli che pensano che il Coronavirus abbia impattato violentemente sulla situazione sociale del paese: "Secondo gli intervistati, l’emergenza sanitaria ha creato nuovi poveri (94,4%), aggravato la situazione di chi era già povero (95%), accentuato le distanze sociali (92,2%) e creato nuovi bisogni sociali (91,4%). Inoltre, la pandemia avrebbe contribuito a incrementare reati quali l’estorsione e l’usura (82,2%), così come la piccola criminalità (68,3%), e a portare alla luce il lavoro sommerso/in nero (69,6%). Tra questi intervistati emerge, poi, preoccupazione per la propria condizione economica: il 41,2% che si ritiene attualmente “molto” e “abbastanza” esposto al rischio povertà. In caso di estrema necessità, gli intervistati si rivolgerebbero alla rete familiare o amicale (rispettivamente il 70,7% e 53,7%), oppure allo Stato (il 67,9% a Roma Capitale, il 63,9% ad altre Amministrazioni pubbliche quali, per esempio, l’Inps). Emerge parallelamente una percezione positiva rispetto alla certificazione del ruolo sociale svolto dal volontariato (85,5%) e la rinnovata centralità dello Stato (65,9%), laddove invece appaiono più circoscritti gli effetti positivi sul rafforzamento del senso di comunità (44,8%)".

Nella ricerca emerge alto il livello di fiducia nei confronti di Roma Capitale, con il 70,9% che dichiara di averne “molta” e “abbastanza”. Nel chiedere aiuto, Roma Capitale risulta il soggetto verso cui si nutre più fiducia (44,5%), superiore alla fiducia riposta nella rete familiare o amicale (36,4%). Alta è anche la soddisfazione in merito alla misura dei buoni spesa: l’87,1% dichiara di non aver avuto difficoltà a reperire le informazioni e il 58,7% valuta come “ottimo” e “buono” il tempo di risposta, la qualità delle informazioni, l’affidabilità e l’adeguatezza dell’aiuto. Solo il 12% avrebbe preferito un’altra tipologia di sostegno".

La sindaca di Roma Virginia Raggi, nell'accompagnare la pubblicazione dello studio, dichiara: "È fondamentale intercettare e dare risposte tempestive a un territorio, come quello della città di Roma, quanto mai vasto e articolato. In questo impegno è cruciale monitorare l’impatto e il giudizio sui servizi erogati, così come mettere a fuoco anche le esigenze non espresse o potenziali, per agire in un’ottica di prevenzione e sostegno capillare. Roma Capitale in questi mesi di emergenza ha messo in campo una serie di iniziative volte al sostegno e all’assistenza di quanti si sono trovati in una condizione di forte vulnerabilità economica e sociale".

L'assessora al Sociale Veronica Mammì aggiunge: "La pandemia ci ha mostrato con ancora più forza quanto sia fondamentale avere strumenti di programmazione, progettazione e azione capillari e integrati sul territorio. Strumenti che abbiamo voluto rafforzare a Roma attraverso l’approvazione dopo 20 anni del Piano Sociale Cittadino, la firma dell’accordo con le Asl per l’integrazione socio-sanitaria dei servizi, il via al primo regolamento dei servizi sociali capitolini. Oggi, con questa ricerca, andiamo ad aggiungere un altro fondamentale tassello per far emergere e analizzare l’impatto dei servizi e i bisogni dei cittadini. Un’azione che oggi più che mai è dovere per un’Amministrazione responsabile portare avanti, consapevoli che le ricadute sociali attuali e del prossimo futuro rappresentano la sfida da affrontare, in rete, e vincere"

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