Martedì, 22 Giugno 2021
Politica

Roma verso l'emergenza rifiuti, ritardi nella raccolta nei locali. L'appello dei ristoratori

Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio si appella a Raggi e ad Ama. La Cgil intanto attacca duramente il Comune di Roma

Alla vigilia delle riaperture dei posti interni dei ristoranti e nei giorni di polemica con la Regione Lazio, l'amministrazione Raggi viene inchiodata alle proprie responsabilità dai ristoratori. E' la fase di raccolta, quella di diretta responsabilità della municipalizzata del Comune di Roma Ama, a finire oggetto di critiche, con tanto di appello da parte della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio.

"In quest’ultimo weekend", spiega Claudio Pica, "abbiamo ricevuto numerose segnalazioni dai nostri associati circa il ritardo da parte dell’Ama per la raccolta dei rifiuti davanti ai ristoranti. In alcuni casi non ci sono i cassonetti di fronte alle location e laddove sono installati non vengono ritirati per tempo". Secondo il presidente di Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio "tale disservizio oltre a creare danni al decoro in città, e d’immagine nel centro storico, provoca anche disagi ai ristoratori – in particolare per lo smaltimento dell’umido e del vetro - ai clienti e ai residenti".

Segnali di una raccolta in tilt, alla vigilia delle ulteriori riaperture: "Ci preoccupa", spiega Pica, "che la raccolta sia già andata in tilt quando da domani inizierà la stagione delle riaperture con la possibilità per bar e ristoranti di riaprire - finalmente - anche all’interno sia per consumare un pasto che per prendere un caffè al bancone". Da qui l'appello: "Al fine di evitare che la situazione rifiuti diventi un’emergenza anche per il segmento della ristorazione, come Fiepet-Confesercenti sensibilizziamo la sindaca Raggi e i vertici dell’Ama nel garantire agli esercenti e alle attività di ristorazione massima attenzione per la raccolta dei rifiuti presso i locali".

Fase di raccolta di diretta responsabilità di AMA, azienda a caccia di impianti e sbocchi per gli scarti, nonostante per il comune di Roma e l'assessora Ziantoni "con la presentazione del piano industiale Roma ha fatto la sua parte". A lanciare ulteriori ombre sul futuro della gestione dei rifiuti è la  Fp Cgil Roma e Lazio: "Senza impianti e nell’assenza di un vero piano industriale di AMA la Capitale si appresta a vivere una nuova e più gravosa crisi dei rifiuti. Come da copione, in questi casi, la politica e l’azienda, non riuscendo a dare risposte concrete, cercano diversivi. La verità è che dopo cinque anni di giunta Raggi la città è più sporca, AMA è più piccola ed ha meno impianti. Roma paga i suoi soliti guai a cui si è aggiunto un lustro di vuoto assoluto". 

"La triste verità è che in questi giorni, non avendo impianti di proprietà sufficienti, AMA spesso non è in grado di conferire il rifiuto e troppi mezzi finiscono i turni di lavoro carichi. È lo scotto da pagare per la dipendenza dai privati. La ricaduta di queste carenze sulle strade è evidente e bisognerebbe avere il coraggio di ammettere che la Capitale da sola non ce la può fare. Serve un intervento risolutivo – concludono Natale Di Cola, segretario regionale della Cgil Roma e Lazio, e Giancarlo Cenciarelli, segretario Fp Cgil Roma e Lazio - un progetto condiviso per la città che non si limiti, come invece fa la Sindaca, a pretendere che siano sempre e comunque le province a farsi carico del suo immobilismo".

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