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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

Roma Metropolitane, l'azienda rassicura su stipendi di novembre. I sindacati: "Ora chiarezza su piano industriale"

Il rischio sull'erogazione delle buste paga era legato al pignoramento dei conti dell'azienda partecipata per un contenzioso in corso

Da Roma Metropolitane, finalmente, sono arrivate rassicurazioni. Gli stipendi, almeno questa è la promessa, saranno erogati ai primi di dicembre. Dopo settimane di mobilitazione e una manifestazione ieri in Campidoglio, la conclusione è positiva. "Grazie alla mobilitazione dei lavoratori di Roma Metropolitane siamo stati ricevuti dall'amministrazione capitolina" hanno fatto sapere i rappresentanti delle sigle Filt-Cgil Roma e Lazio, Fit-Cisl Lazio, UilTrasporti Lazio e le Rsa aziendali dei sindacati. 

"Ci sono state fornite rassicurazioni sull'erogazione dello stipendio pieno di novembre per i lavoratori, che dovrebbe avvenire nei primi giorni di dicembre grazie a una serie di delibere, e la situazione dovrebbe essere risolta anche per quanto riguarda i salari del prossimo mese e le tredicesime. L'auspicio è che si passi dalle parole ai fatti, perchè è inaccettabile che siano i lavoratori a pagare il prezzo della mala gestione economico-finanziaria dell'azienda". 

Le ragioni della protesta

I timori sugli stipendi di novembre erano legati al pignoramento dei conti della partecipata a seguito di un contenzioso da poco più di 900.000 euro con Metrofil, altra società che si è occupata della realizzazione del corridoio Eur-Laurentina di Roma. A confermare il quadro era stato lo stesso Alberto Di Lorenzo, direttore della direzione Trasporto Pubblico Locale del Comune di Roma nel corso dell'ultima riunione congiunta delle commissioni Mobilità e Bilancio convocata per discutere del quadro economico finanziario della società. Da qui la mobilitazione dei lavoratori. Che ora ha portato, almeno stando ai primi annunci, a una parziale soluzione del problema. 

Parziale perché le ragioni della protesta fanno riferimento a un quadro economico ben più complesso. "L'erogazione dello stipendio è soltanto il primo, anche se essenziale punto su cui stiamo protestando. Chiediamo tuttavia anche chiarezza sul piano industriale dell'azienda: non si può brancolare nel buio, servono prospettive e garanzie occupazionali per tutti i 145 lavoratori. A ciò aggiungiamo un punto cruciale: non accetteremo esuberi, e chiediamo immediatamente un tavolo per avere chiarezza sulle 29 eccedenze dichiarate" concludono. 

Il quadro economico dell'azienda

Da ricordare che a ottobre 2019, quindi più di un anno fa, è stata avviata una procedura di liquidazione dell'azienda dal Comune di Roma. Ma ancora le azioni di risanamento reali stentano a partire. Ci sono i bilanci non approvati, il contratto di servizio in scadenza che, spiegano le sigle, "prevede ancora un taglio alle risorse del 40% da parte del Comune". E ancora i tecnici che hanno lasciato il posto, i debiti fuori bilancio, che la tesoreria deve pagare per legge e che sfiorano i 40 milioni. 

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