Roma Metropolitane, cresce la protesta dei lavoratori: lunedì presidio in Campidoglio

In concomitanza con la mobilitazione del 28 novembre anche uno sciopero di 4 ore. Le motivazioni: "Denunciare il silenzio assoluto dell'amministrazione capitolina e dei vertici aziendali sulla sorte dei lavoratori"

Che fine faranno i lavoratori di Roma Metropolitane? Monta la protesta a venti giorni dall'annuncio della sindaca Virginia Raggi di chiudere la società creata ad hoc per occuparsi, per conto del Comune, del sistema metropolitano della Capitale. Lunedì 28 novembre i lavoratori incroceranno le braccia per quattro ore. Una mobilitazione indetta da FILT-CGIL, la FIT-CISL Reti e la UIL Trasporti, che vedrà i dipendenti della società capitolina salire in Campidoglio "per denunciare il silenzio assoluto dell’amministrazione capitolina e dei vertici aziendali sulla sorte dei lavoratori, che vivono una condizione di preoccupazione e angoscia" a seguito dell'annuncio della sindaca, si legge in una nota.

Per Raggi Roma Metropolitane va chiusa: "Con metro C ha fallito"

Lo sciopero di lunedì non è la prima iniziativa messa in campo. Come spiegano i sindacati in una nota nei giorni scorsi per tre giorni è stato presidiato l’Assessorato alla Città in Movimento e l'assessora Linda Meleo "ha risposto con affermazioni generiche e insoddisfacenti". "164 impiegati e quadri pagano oggi, con il rischio di perdere il lavoro, la perdurante mancanza di atti politico/amministrativi coerenti in merito ai rapporti contrattuali tra Roma Capitale e la sua società strumentale" la denuncia dei lavoratori. "Tale assenza ha costruito le condizioni attuali di grave sofferenza finanziaria della Società". 

Il dito è puntato anche contro le modalità con cui la sindaca ha annunciato la decisione di chiudere Roma Metropolitane: "L’amministrazione Raggi, lungi dall’assumere la dovuta iniziativa politica volta a risolvere finalmente la situazione, ha di fatto annunciato la chiusura della società, senza fare parola della sorte dei lavoratori ma anzi sottoponendoli a un processo sommario senza diritto alla difesa, che ha leso non solo la professionalità ma anche la dignità delle persone". Per i sindacati, "non si è fatta distinzione alcuna tra i responsabili delle scelte strategiche e chi ha svolto con dedizione e professionalità il proprio lavoro".

In seguito ad un'assemblea del 15 novembre scorso, i lavoratori hanno inviato una lettera ad un lungo elenco di rappresentanti istituzionali, dal ministro delle Insfrastrutture Graziano Delrio al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti passando per la sindaca Virginia Raggi, una serie di assessori comunali, per i capogruppo in Aula Giulio Cesare e per i direttori dei dipartimenti capitolini competenti in materia. "Con la irrituale assemblea capitolina del 4 novembre 2016 l’intera esperienza lavorativa del personale dipendente di Roma Metropolitane è stata oggetto di un processo sommario senza diritto alla difesa, che ha leso non solo la professionalità ma anche la dignità delle persone" esordisce la lunga lettera. "Se l'amministrazione ritiene che sia venuto meno il necessario rapporto fiduciario con la guida della società [...] essa è pienamente legittimata a compiere le scelte, anche drastiche, che ritenga più opportune. Il punto che vogliamo sottolineare con forza è la pretestuosa e inaccettabile offesa al lavoro del personale". 

I lavoratori con lo sciopero chiedono "certezza sulla continuità dell’occupazione, nel rispetto delle professionalità; di non disperdere il patrimonio pubblico di competenze qualificate che essi rappresentano, risorsa a disposizione dell’amministrazione e della città per l’auspicato rilancio dello sviluppo delle reti di trasporto collettivo".

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