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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Politica

Roma Metropolitane, scatta un nuovo sciopero: "Il Comune salvi 160 posti di lavoro"

I sindacati: "Situazione di drammatica incertezza"

Scatta un nuovo sciopero per i lavoratori di Roma Metropolitane. Domani la mobilitazione indetta da Filt-Cgil, la Fit-Cisl Reti e la Uil Trasporti sarà per l'intera giornata, con tanto di manifestazione in Campidoglio a partire dalle 9.30 del mattino. I dipendenti della società controllata dal Comune, nata ad hoc per la progettazione e la realizzazione delle infrastrutture trasportistiche della capitale, denunciano "una situazione di drammatica incertezza". Gli stipendi sono a rischio: "Come appreso dall'amministratore unico, Pasquale Cialdini, sappiamo che non sono disponibili le risorse per il salario di aprile". Non solo. "A marzo non ci sono stati riconosciuti i contributi e non sono stati erogati nemmeno i buoni pasto". Per i sindacati mancano "atti chiari ed esaustivi volti al superamento delle problematiche della società". 

La crisi si era aperta alla fine di marzo quando dal Campidoglio è arrivata al consiglio d'amministrazione della municipalizzata una proposta definita da vertici "irricevibile". Sul tavolo non c'è solo il rinnovo del contratto. Il nodo principale sarebbero i bilanci pregressi. E non basta la variazione al bilancio 2018-2020 approvata la scorsa settimana, con cui la giunta Raggi ha affidato ulteriori 8,8 milioni di euro a Roma Metropolitane, per un totale di circa 19 milioni di euro per l'esercizio di quest'anno. La società non chiude i bilanci dal 2015.

Tra Roma Metropolitane e Roma Capitale non si è ancora arrivati ad un accordo sui crediti dei cosiddetti 'quadri economici' per i servizi svolti nel 2015, 2016 e nel 2017 per un totale di circa 14 milioni di euro. Soldi che, secondo quanto si apprende, Roma Metropolitane starebbe cercando di recuperare attraverso un decreto ingiuntivo verso il Campidoglio. A pesare è anche la delibera con cui il Campidoglio aveva anticipato gli 11,9 milioni pignorati a Roma Metropolitane da un'impresa appaltatrice e che ora, a meno di una delibera ad hoc, la partecipata dovrebbe restituire al socio unico. Chiudere tre anni di bilanci in rosso, per l'azienda significherebbe avviarsi verso la liquidazione. 

Venerdì 20 aprile è in programma l'assemblea dei soci. "Non c’è alternativa alla messa in liquidazione o fallimento della società, qualora il socio unico Roma Capitale non presenti gli atti necessari ad evitarlo" continua la nota dei sindacati. "Sono serio rischio non solo i 160 posti di lavoro, ma anche la prosecuzione delle opere in corso tra cui la Linea C ed i futuri progetti, compresi quelli inseriti nel Pums (Piano urbano per la mobilità sostenibile, ndr) e gli ammodernamenti delle linee A e B della metropolitana". 

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