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Un momento di protesta dei lavoratori in Campidoglio (Immagine di repertorio)

Un momento di protesta dei lavoratori in Campidoglio (Immagine di repertorio)

Roma Metropolitane, è scontro con il Campidoglio: "Trattiamo per evitare la liquidazione"

In bilico 160 posti di lavoro e il futuro della metro C

Roma Metropolitane a un passo dal fallimento. La società controllata da Roma Capitale, creata ad hoc per la progettazione e la realizzazione di infrastrutture come metropolitane e tram, potrebbe decidere di portare i libri in tribunale entro martedì. La notizia è stata anticipata ai dipendenti nel pomeriggio di ieri dall'amministratore unico, Pasquale Cialdini, nel corso di un incontro per gli auguri di Pasqua. A far scattare questa reazione, i contenuti di una bozza di delibera che porta la firma dell'assessore alle Partecipate, Alessandro Gennaro, con al centro il rinnovo del contratto di servizio le cui condizioni sarebbero state giudicate "irricevibili" dall'azienda. 

È scattata la trattativa. Questa mattina Cialdini, nominato dalla sindaca Virginia Raggi nel dicembre del 2016, si è recato presso il dipartimento Mobilità del Comune di Roma per vedere se ci sono le condizioni per proseguire. "Stiamo lavorando per scongiurare la liquidazione" le dichiarazioni rilasciate all'agenzia Dire. "La trattativa è in corso e finché non si chiudono i lavori non posso dire di più". Il nodo problematico, secondo quanto affermato da Cialdini "non sarebbe il nuovo contratto di servizio ma i debiti pregressi" della società che non approva un bilancio dal 2015. 

La tensione all'interno dell'azienda si è alzata mercoledì quando i sindacati avevano proclamato uno sciopero in concomitanza con l'assemblea dei soci in programma per giovedì pomeriggio. "Gli stipendi di 160 dipendenti sono a rischio" l'allarme lanciato da Filt-Cgil, la Fit-Cisl Reti e la Uil Trasporti. Qualche giorno prima, infatti, lo stesso Cialdini aveva comunicato ai dipendenti che lo stipendio di marzo sarebbe potuto essere l'ultimo. L'assemblea in programma per ieri è però stata rimandata in attesa della disponibilità del socio unico, Roma Capitale, a presentarsi. E con essa, non senza polemiche, è slittato a data da destinarsi anche lo sciopero. Di fronte alla comunicazione del Campidoglio, però, nel pomeriggio di ieri è stata convocata una riunione straordinaria e urgente del cda presso la sede di via Tuscolana durata fino a tarda serata. 

Cresce la preoccupazione dei sindacati. "Non siamo stati adeguatamente informati in merito alla situazione in cui si trova l'azienda" denuncia a Romatoday Daniela Orlando, rappresentante sindacale Filt-Cgil. "Abbiamo chiesto di essere convocati e speriamo che questo accada entro oggi". 

Si apre così l'ennesimo capitolo, forse l'ultimo, del complicato rapporto tra la società controllata e l'amministrazione a Cinque Stelle. Prima, nel novembre del 2016, la sindaca Virginia Raggi annuncia di voler liquidare la società, poi il pignoramento e il blocco dei conti con giornate di scioperi e proteste. Nel suo piano l'ex assessore alle Partecipate, Massimo Colomban, aveva previsto uno spacchettamento tra il ramo dedicato alla progettazione e quello della realizzazione delle opere, che dovrebbe confluire in Roma Servizi per la Mobilità. Ieri una nuova crisi. Sono ore decisive: a rischio non ci sono solo 160 posti di lavoro ma anche il futuro di una serie di opere. Prima tra tutte la metro C. 
 

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