Roma Metropolitane, i sindacati: "Azienda in sicurezza entro l'anno o sarà fallimento"

Il liquidatore dell'azienda rassicura: "Entro 2020 approvazione dei bilanci e dei piani industriali". Restano a rischio gli stipendi di novembre

Una protesta dei lavoratori di Roma Metropolitane (immagine generica d'archivio)

Bilanci ancora da approvare, debiti, conti pignorati e dipendenti che rischiano l'esubero. Preoccupa il quadro economico di Roma Metropolitane, municipalizzata del Comune di Roma incaricata di progettare e realizzare nuove linee metro. A lanciare l'allarme, l'ennesimo da quando un anno fa il Campidoglio ha avviato una procedura di liquidazione per l'azienda, i sindacati di categoria. 

"Il futuro dei lavoratori è totalmente incerto" denunciano Cgil di Roma e  Lazio, Cisl di Roma Capitale e Rieti, Uil del Lazio e relative categorie dei trasporti. Lungo l'elenco degli aspetti che sollevano timori. Ci sono i bilanci non approvati, il contratto di servizio in scadenza che, spiegano le sigle, "prevede ancora un taglio alle risorse del 40% da parte del Comune". E ancora i tecnici che hanno lasciato il posto, i debiti fuori bilancio, che la tesoreria deve pagare per legge e che sfiorano i 40 milioni. 

I conti pignorati

Senza contare il rischio nel breve termine per i dipendenti di non essere pagati. Già, perché i conti della società sono stati pignorati a seguito di un contenzioso da poco più di 900.000 euro con Metrofil, la società che si è occupata della realizzazione del corridoio Eur-Laurentina di Roma. A confermarlo Alberto Di Lorenzo, direttore della direzione Trasporto Pubblico Locale del Comune di Roma nel corso dell'ultima riunione congiunta delle commissioni Mobilità e Bilancio convocata per discutere della situazione della società. Una somma che deriva da interessi non pagati dopo una serie di mancati pagamenti, una vicenda di diversi anni fa. "In via del tutto urgente - ha spiegato Di Lorenzo - come Dipartimento abbiamo avanzato una proposta di deliberazione che andrà al vaglio per un'anticipazione di credito, perchè questo necessariamente ricadrà su Roma Capitale. Se riusciamo a pagare entro il 26 novembre risparmieremo anche molti soldi. Crediamo sia meglio anticipare questo milione e scongiurare il blocco delle attività della società".

"Bilanci e piani industriali entro l'anno"

Sulla situazione aziendale è intervenuto il liquidatore, Andrea Mazzotto, sempre durante la su citata seduta di commissione, per cercare di rassicurare sulla tenuta della macchina e sul futuro dei lavoratori. "Roma Metropolitane è un'azienda che ora sta funzionando, con i limiti di una società che ha perso negli anni più di 30 tecnici. Ma vediamo la luce alla fine del tunnel - ha dichiarato - abbiamo preparato un piano, insieme ai bilanci 2016-17-18-19 e al previsionale per il 2020, che contiene la definizione dell'efficientamento di Roma Metropolitane, che oggi produce una perdita di sistema. Entro fine anno approveremo il bilancio, i piani industriali e il nuovo contratto che contiene più commesse. Per un futuro stabile e proficuo". 

Già, la dead line è fissata al 31 dicembre 2020 anche dai sindacati. "Se entro quel termine Roma Capitale non metterà in sicurezza l'azienda con l'approvazione delle delibere per i pagamenti dovuti, dei bilanci 2016-2017-2018-2019, del piano industriale di risanamento e il nuovo contratto, Roma Metropolitane passerà dalla liquidazione, cosiddetta, controllata a un fallimento pressochè sicuro, con un drammatico blocco dei vecchi e dei nuovi lavori strategici per la mobilità di Roma e con la perdita del posto di lavoro per 145 lavoratori. Ecco perchè le nostre preoccupazioni non sono per nulla diminuite e vogliamo tenere alta l'attenzione anche su questa vicenda. Il nostro obiettivo è quello di garantire un futuro ai lavoratori, all'azienda e al diritto alla mobilità dei cittadini e dei pendolari di Roma".
 

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