Roma Metropolitane, lavoratori in stato di agitazione: "A rischio gli stipendi di novembre"

Le rappresentanze sindacali annunciano la mobilitazione. La società, in liquidazione, rischia di non poter pagare gli stipendi per un contenzioso in corso

Immagine d'archivio

I lavoratori di Roma Metropolitane proclamano lo stato di agitazione. "Abbiamo appreso dall'azienda che purtroppo quasi sicuramente la stessa non potrà onorare i propri impegni contrattuali, quindi provvedere al pagamento degli stipendi del mese di novembre" scrivono in una nota le Rsa Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti. La ragione della protesta? 

Gli stipendi che non arrivano

I conti della società partecipata che si occupa della progettazione delle metropolitane della Capitale sono stati pignorati a seguito di un contenzioso da poco più di 900.000 euro con Metrofil, altra società che si è occupata della realizzazione del corridoio Eur-Laurentina di Roma. A confermarlo è stato lo stesso Alberto Di Lorenzo, direttore della direzione Trasporto Pubblico Locale del Comune di Roma nel corso dell'ultima riunione congiunta delle commissioni Mobilità e Bilancio convocata per discutere del quadro economico finanziario della società. 

Una somma che deriva da interessi non pagati dopo una serie di mancati pagamenti, una vicenda di diversi anni fa. "In via del tutto urgente - ha spiegato Di Lorenzo - come Dipartimento abbiamo avanzato una proposta di deliberazione che andrà al vaglio per un'anticipazione di credito, perchè questo necessariamente ricadrà su Roma Capitale. Se riusciamo a pagare entro il 26 novembre risparmieremo anche molti soldi. Crediamo sia meglio anticipare questo milione e scongiurare il blocco delle attività della società".

I bilanci mancati e il rischio fallimento

Per il momento però i lavoratori non hanno in tal senso notizie positive. E i conti pignorati sono solo uno dei problemi che investe la municipalizzata. A ottobre 2019, quindi più di un anno fa, è stata avviata una procedura di liquidazione dal Comune di Roma. Ma ancora le azioni di risanamento reali stentano a partire. Ci sono i bilanci non approvati, il contratto di servizio in scadenza che, spiegano le sigle, "prevede ancora un taglio alle risorse del 40% da parte del Comune". E ancora i tecnici che hanno lasciato il posto, i debiti fuori bilancio, che la tesoreria deve pagare per legge e che sfiorano i 40 milioni. 

"Vediamo la luce alla fine del tunnel - ha rassicurato il liquidatore della società, Andrea Mazzotto - abbiamo preparato un piano, insieme ai bilanci 2016-17-18-19 e al previsionale per il 2020, che contiene la definizione dell'efficientamento di Roma Metropolitane, che oggi produce una perdita di sistema. Entro fine anno approveremo il bilancio, i piani industriali e il nuovo contratto che contiene più commesse. Per un futuro stabile e proficuo". 

L'appello dei lavoratori

Ma intanto i lavoratori, sul piede di guerra, hanno già proclamato lo stato di agitazione. "Di fatto, le uniche evidenze che abbiamo del processo liquidatorio in atto sono l'approvazione del bilancio relativo all'annualità 2015, chiuso in pareggio per via dell'utilizzo della riserva legale straordinaria, quando si sarebbero potuti utilizzare i corrispettivi dovuti dal socio qualora l'ex amministratore non vi avesse inspiegabilmente rinunciato" spiegano ancora le rappresentanze sindacali. In parallelo poi, "la consueta richiesta di sacrifici alle lavoratrici ed ai lavoratori attraverso la contrattazione di secondo livello e la comunicazione da parte del liquidatore della presenza di 29 esuberi nell'attuale organico, comunicati senza avere ancora la certezza che la società tornerà in bonis e senza avere un documento contrattuale che definisca le attività dell'azienda oltre il 31 dicembre prossimo venturo. Il sindacato quegli esuberi non li riconosce e li rinnega"

"Roma Metropolitane ha già perso, per colpa della precarietà in cui è stata gettata, troppe professionalità fondamentali ai fini del suo corretto funzionamento" concludono i lavoratori. "Noi, da parte nostra, siamo pronti a dare battaglia per salvaguardare ogni lavoratrice e ogni lavoratore di Roma Metropolitane. Ma prima occorre che Roma Capitale predisponga ogni atto al fine di scongiurare il fallimento dell'azienda". 

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