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Roma Metropolitane, corsa contro il tempo per evitare crac: 135 lavoratori finiscono in cassa integrazione

Naviga in pessime acque la controllata del Comune, intanto il Campidoglio rassicura: "Nessun blocco a metro o opere". Sindacati sul piede di guerra: "Se fallisce ne fa le spese l'intera città"

E’ corsa contro il tempo per salvare Roma Metropolitane dal crac. Entro il 31 gennaio bisogna trovare 6 milioni di euro, approvare il bilancio, i piani di ristrutturazione e di riassetto e impostare il piano industriale e i contratti con i nuovi lavori. Naviga ancora in pessime acque la controllata che si occupa della progettazione e realizzazione delle linee metropolitane della Capitale. Intanto mentre il Comune rassicura che “non ci sarà alcun blocco sulle linee metro”, 135 lavoratori di Roma Metropolitane finiscono in cassa integrazione. 

Roma Metropolitane: 135 lavoratori in in cassa integrazione

La sospensione/riduzione riguarda l'intero organico, esclusi i dirigenti, distribuiti in tutte le aree aziendali, tecniche e di staff e durerà per dodici settimane: sino al 23 aprile. 

Un intervento del Fondo di Integrazione Salariale con richiesta della prestazione dell'assegno ordinario che Roma Metropolitane, in liquidazione, ha chiesto “per sospensione/riduzione dell'attività relativamente all'unità produttiva di via Tuscolana a causa delle conseguenze connesse al perdurare dell'emergenza sanitaria COVID-19, rese ancor più insostenibili per la gravissima situazione finanziaria in cui versa l'azienda” - si legge in una lettera del liquidatore di Roma Metropolitane, Andrea Mazzotto. 

Cassa integrazione per crisi Covid, la Cgil: "Una farsa"

"Nonostante le promesse fatte il 31 dicembre - ha spiegato all’agenzia Dire Luigi Venturini, della Cgil - ci ritroviamo con la cassa integrazione in Roma Metropolitane, che oltretutto sarà imposta solo a una parte dei dipendenti, mentre l'altra continuerà a lavorare per far avanzare i progetti. È poi paradossale che giustificano questa misura per la pandemia di Covid-19 e non per le inadempienze del Comune. Una farsa". 

E mentre le opposizioni vanno all’attacco dell’amministrazione grillina per la gestione della vicenda Roma Metropolitane, il Campidoglio rassicura: "Non ci sarà alcun blocco del servizio metro di Roma, così come sarà garantito il completamento delle opere e delle infrastrutture. Le fasi progettuali commissionate da Roma Capitale a Roma Metropolitane andranno avanti e gli incarichi affidati proseguiranno come previsto". 

Roma Metropolitane, il Comune: "Nessun blocco a metro o opere"

“A seguito delle ultime sentenze, che abbiamo onorato pagando i debiti fuori bilancio, è stato necessario revisionare gli atti presentati dal liquidatore di Roma Metropolitane. Un'attività molto delicata e complessa che stiamo chiudendo. È un tema che va affrontato con serietà. In questo momento alimentare futili allarmismi non aiuta nessuno, anzi, provoca confusione e incertezza. Abbiamo un'eredità pesante da gestire, frutto di amministrazioni scellerate. In questi anni - hanno rispedito le accuse ai mittenti gli assessori all Città in Movimento, Pietro Calabrese, e al Bilancio, Gianni Lemmetti - abbiamo fatto quanto necessario per attuare un piano di risanamento strutturato. Molte società di Roma Capitale si ritrovano con i bilanci in rosso e se stiamo onorando ancora oggi debiti è perchè, negli anni, sono state spolpate. Noi stiamo portando avanti un lavoro complesso e adempiremo a tutti gli obblighi necessari nell'interesse dei cittadini”. 

I sindacati sul piede di guerra: "Se Roma Metropolitane fallisce ne fa le spese l'intera città"

Oggi in programma l’incontro tra i sindacati e il management di Roma Metropolitane. “La nostra preoccupazione per la sostenibilità economica dell'azienda, che già alla fine di marzo potrebbe essere compromessa, aumenta. E' arrivato il momento di comprendere quali siano i disegni per il futuro di Roma Metropolitane, e se questi disegni esistono: finora non abbiamo fatto altro che cercare soluzioni tampone, necessarie per i lavoratori, ma non risolutive. Pretendiamo di vedere una luce, di capire se ci sia o meno una strategia per questa azienda, che rischia la deriva: altrimenti - avvisano i sindacalisti Fit Cisl Luigi Benedetti, Danilo Lorenzi e Vincenzo Ceravolo - a farne le spese saranno troppi lavoratori, e l'intera città di Roma. Nonostante ogni tentativo di rassicurazione, infatti, un'azienda sull'orlo del fallimento e con i lavoratori in Fis non può che offrire servizi insufficienti al sistema trasportistico della Capitale".
 

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