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Roma Metropolitane conti in rosso e un passo dal baratro: così il Comune prova ad evitare il crac

La Giunta Capitolina ha riconosciuto 7 milioni di debiti e approvato i bilanci 2016-2017-2018. L'assessore Lemmetti: "Chiesto piano di risanamento per salvare partecipata e riportare ordine"

La Giunta Capitolina ha espresso parere favorevole ai progetti di bilancio della società Roma Metropolitane relativi alle annualità 2016, 2017 e 2018. Il Campidoglio prova così a salvare la partecipata dal crac. 

Roma Metropolitane, conti in rosso: 7 milioni di debiti riconosciuti dal Comune

I conti della società che si occupa della progettazione e realizzazione delle linee metropolitane della città sono in rosso: ammonta a 7 milioni il debito riconosciuto dal Comune che,  chiesto un parere alla Corte dei Conti per capire quale titolo giuridico utilizzare per corrispondere le somme utili, si è impegnato a mettere i soldi per sanare la situazione. 

Nel mentre il liquidatore dovrà presentare nell’assemblea dei soci il progetto di bilancio 2019 corredato da un’analisi della situazione patrimoniale al 31 dicembre 2020: un piano di risanamento e ristrutturazione che servirà a valutare le opportunità di ripristino dell’equilibrio economico-finanziario della società nel breve, medio e lungo periodo.

Roma Metropolitane: il Comune approva i bilanci 2016-2017-2018

“L’approvazione dei bilanci passati di Roma Metropolitane e la richiesta di un piano di risanamento va nella direzione di dare alla Capitale società partecipate coi conti in ordine e sane che possano svolgere le loro funzioni senza produrre debiti sulle spalle dei cittadini. Questo è il nostro obiettivo e continuiamo a perseguirlo anche a fronte delle difficoltà che ci portiamo dietro dai tempi in cui queste aziende venivano spolpate a danno dei romani. Una mentalità - ha commentato l’assessore al Bilancio e al Controllo strategico delle società partecipate Gianni Lemmetti - che deve cambiare perché l’amministrazione ce la sta mettendo tutta a riportare in bonis Roma Metropolitane. L’approvazione dei bilanci passati va in questa direzione”. 

“Roma Metropolitane è una società di importanza strategica per il completamento delle opere di mobilità, che - ha ribadito il vicesindaco con delega alla Città in Movimento, Pietro Calabrese - non è mai stato messo in discussione. Con l’approvazione dei vecchi Bilanci e la richiesta di un piano di risanamento serio ed efficace mettiamo finalmente ordine. Poniamo fine ai danni di chi ci ha preceduto e proseguiamo il percorso avviato per mettere in sicurezza l’azienda. Questa è la migliore risposta a chi, in questi mesi, ha cercato solo di acuire le polemiche, cercando di ingannare romani e lavoratori”.

 

I lavoratori di Roma Metropolitane in cassa integrazione

Ma sono 150 i dipendenti di Roma Metropolitane che dal 1 febbraio saranno in cassa integrazione. "La situazione aziendale non è semplice perchè non è semplice il tema. Essendo in liquidazione, Roma Metropolitane non può assumere nuovi incarichi e quindi dobbiamo durare abbastanza per consentire lo svolgimento del piano di rilancio. Per garantire quanto più duratura possibile la continuità aziendale, visto che l'azienda ha vissuto come tutte un rallentamento per il Covid ma senza ammortizzatori, si è reso necessario fare ricorso alla cassa integrazione, non potendo più fare fronte con la finanza agli impegni. Una cosa che mi dispiace ma che è necessaria per garantire piu' tempo per poter intercettare il processo di risanamento dell'azienda" - ha spiegato il liquidatore di Roma Metropolitane, Andrea Mazzotto, nel corso della commissione Capitolina Mobilità. 

La protesta dei sindacati in Campidoglio

Sul piede di guerra i sindacati che lunedì 1 febbraio protesteranno, ancora una volta, in Campidoglio “per difendere gli investimenti che Roma Capitale deve trasformare in cantieri e in opere pubbliche, per salvaguardare i lavoratori di Roma Metropolitane, per dare continuità ai progetti che devono concretizzare, per impedire che vengano messi in Fis e per dare una prospettiva alla mobilità dei romani". 
 

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