Roma Lido, Improta ci mette la faccia: "Entro l'estate garantiremo servizio di qualità"

Assunzione di 20 capitreno entro maggio, potenziamento del materiale rotabile e riqualificazione di stazioni e sottostazioni. Fermo restando un problema di governance, Onorato: "La Regione passi proprietà al Comune"

Selezione e formazione di nuovi capitreno, adeguamento del materiale rotabile che garantisca un livello del servizio in linea con la domanda e riqualificazione di stazioni e sottostazioni. La sfida nel settore trasporti della giunta Marino si chiama Roma Lido, il libro nero del trasporto pubblico romano. Ribattezzata dagli utenti, non a caso, la Feccia del Male, la linea ferroviaria di collegamento al mare, si sa, fa imbestialire regolarmente i pendolari. 

IN COMMISSIONE - Ritardi, guasti e sporcizia accompagnano da tempo i viaggi dei romani verso Ostia. E, nonostante proteste e richieste, negli anni si è smosso poco. Cancellare un passato di immobilismo e pianificare interventi che trasformino la linea in una metropolitana a tutti gli effetti. Questo l'obiettivo dell'assessorato alla Mobilità, che ieri in occasione della Commissione speciale per la Tutela dei Consumatori presieduta da Alessandro Onorato (Lista Marchini) ha illustrato traguardi da porsi e mezzi per raggiungerli. Presenti al tavolo comitati di quartiere, associazioni di pendolari e consiglieri di maggioranza e opposizione. 

VERSO FREQUENZA DI 7 MINUTI - Lo status quo è chiarissimo. "La linea ferroviaria presenta attualmente un livello non adeguato del servizio, in termini di frequenza, rispetto alle potenzialità della domanda - spiega l'assessore Guido Improta - e un'irregolarità dell'esercizio, determinata da soppressioni di corse e guasti in linea che ne riducono l'affidabilità". Altrettanto chiaro sembrerebbe l'obiettivo, almeno quello prossimo: "Vogliamo arrivare ad autunno 2014 con una frequenza di passaggio dei treni al di sotto dei 10 minuti, circa 7 nelle ore di punta".

LE RAGIONI DEL DECLINO - Il tutto considerando un dato fondamentale fornito dai tecnici: nel 2007 la Roma Lido funzionava meglio. E, tanto per dirne una, arrivava puntuale nel 98% dei casi. A cosa ascrivere il declino del servizio? Tre i fattori: mancanza di un numero sufficiente di capitreno, di una potenza elettrica adeguata e di materiale rotabile di qualità. Cominciamo dal personale. 

Dal 2007 è aumentato, ma solo sul fronte amministrativo. Tante assunzioni negli uffici e poche a servizio del core business aziendale: funzionalità e produttività del servizio. In altre parole, mancano i tecnici sui treni. E se mancano i tecnici gli orari del servizio vengono necessariamente rimodulati, con soppressione delle corse non sempre adeguamente anticipata all'utenza. Ma Improta rassicura. 

ASSUNZIONE DI 20 CAPITRENO - "E' in corso il processo di selezione interna e formazione per 20 capitreno, che saranno disponibili entro il prossimo mese di maggio". Si prova quindi a rinforzare il reparto personale, ma non tutti sono soddisfatti. C'è chi dai comitati presenti al tavolo, ritenendo la misura insufficiente, suggerisce di destinare parte degli amministrativi al servizio viaggiatori. "Sono operazioni che richiedono del tempo - frena Improta - la settimana prossima incontreremo i sindacati per capire se ci sarà possibilità di condividere misure in tal senso. Sembrano passaggi banali, ma presuppongono una serie di percorsi normati dalle leggi, servono intese a livello sindacali". 

IL MATERIALE ROTABILE - Novità anche sul fronte del parco macchine. Il responsabile della Mobilità ha illustrato a proposito una serie di interventi tecnologici. "E' in corso di completamento il programma sui convogli MA200, che sarà completato entro il prossimo autunno", che andrà di pari passo con la "realizzazione delle nuove Sottostazioni Elettriche (SSE) Torrino e Colombo". Il fine è potenziare l'alimentazione elettrica della ferrovia "attraverso l'aumento delle SSE di Torrino e Colombo da 4 MW a 7 MW e la realizzazione di una nuova SSE mobile a Vitinia da 3 MW. Con tale intervento l'incremento di potenza sulla ferrovia ammonta complessivamente a 9 MW e consentirà a regime l'aumento della frequenza del servizio fino a 5', compatibilmente con la disponibilità di materiale rotabile". 

ACILIA SUD E TOR DI VALLE - Poi ci sono gli interventi di riqualificazione infrastrutturali. Primo fra tutti la stazione di Acilia Sud. "Stiamo lavorando al progetto della nuova stazione, in corrispondenza dell'attuale centro abitato in località Dragona, all'altezza del Deposito Atac di Acilia - spiega Improta - allo scopo di adeguare il livello del servizio pubblico nella sua efficienza e capacità di trasporto in aree caratterizzate da elevata densità residenziale e da considerevoli flussi di traffico a carattere pendolare verso il centro di Roma". 

"Al momento - afferma l'assessore - sono state consegnate le aree di Acilia Sud per le opere di accantieramento e si è in attesa degli esiti delle risultanze delle indagini sulle terre alle quali seguiranno le indagini preliminari di Bonifica ed Archeologiche. Il 28 gennaio - ha evidenziato - è stato consegnato ad ATAC il progetto esecutivo redatto dall'Appaltatore di cui è in corso la verifica ai sensi del D.P.R. 207/2010". Sono previsti due anni per il completamento dell'opera.

In cantiere anche il fabbricato viaggiatori a Tor di Valle e gli interventi di ammodernamento delle stazioni di Porta San Paolo, Casal Bernocchi, Lido Centro, Stella Polare, Castel Fusano e Cristoforo Colombo. 

LA GOVERNANCE - Basta tutto questo? "Sicuramente no" ammette lo stesso Improta. Le operazioni elencate, dall'assunzione di capitreno al potenziamento dei convogli, sulle quali l'amministrazione promette di agire entro autunno ma già con i primi interventi entro l'estate, servono per tamponare un quadro al limite dell'emergenza. Ma, continua l'assessore, "c'è bisogno di fare un ragionamento da traguardare necessariamente in un medio lungo periodo, parliamo di tre, cinque anni". Ragionamento che chiama in causa responsabilità gestionali e politiche. 

"A fine marzo discuteremo del contratto di servizio con Atac, e prima di farlo ci siederemo nuovamente a questo tavolo per un confronto diretto con i cittadini e con le realtà associative del territorio". Contratto di servizio di fondamentale importanza "per quantificare tutti i costi legati a quelle voci che poi si traducono in un esercizio regolare della linea e in una qualità del servizio apprezzabile". Già, più facile a dirsi che a farsi. Da un lato la gestione di Atac, azienda indebitata fino al collo "che ad aprile sarà praticamente fallita", dall'altro la Regione Lazio che eroga fondi col contagocce. 

Sì perché la Roma Lido non è di competenza comunale, nonostante l'intera tratta si snodi su territorio romano. E infatti, per il presidente di Commissione Alessandro Onorato, la chiave di volta per garantire un servizio di qualità potrebbe essere proprio il passaggio di proprietà. "Per quale motivo deve continaure a essere di proprietà regionale se è interna al Comune di Roma? Facciamoci passare la proprietà della linea, così che non ci siano più alibi". 

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Insomma, il problema è di risorse umane, convogli, stazioni e riqualificazioni. Ma c'è anche la questione governance, impossibile da ignorare. Perché nella legge sul decentramento approvata in giunta regionale pochi giorni fa non si è accennato al Tpl? Improta ci sperava e a denti stretti lo fa presente: "La parola trasporti non è stata neanche menzionata".  

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