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Roma Lido, Calenda all’attacco: “Regione e Comune fermi. Va trasformata in Linea E”

Il leader di Azione sulla Roma Lido: "Il Governo da 5 anni ha destinato alla linea 180 milioni ma il suo destino resta incerto"

Ci sono 180 milioni per il potenziamento della Roma Lido. Per utilizzarli serve però un accordo tra Regione e Comune. Un passo, in questa direzione, è stato appena compiuto. Ma in attesa degli auspicati progressi, la linea continua a perdere passeggeri.

La notizia dell’accordo di collaborazione firmato dalla giunta Raggi, attende ora di essere completata dall’analoga ratifica della Regione Lazio. Il dialogo tra i due enti, però, appare lento, scostante. E, secondo Carlo Calenda, non serve a chiarire i dubbi sul futuro di questo servizio ferroviario.

Regione e Comune fermi

"Sono passati cinque anni da quando lo Stato ha assegnato i 180 milioni di euro per trasformare la Roma-Lido in metropolitana. Ma Regione e Comune sono ancora fermi a intese, accordi e discussioni su come usare questi fondi” ha premesso il leader di Azione. I progressi, nel tempo, sono stati così lenti che “non si capisce neanche più se verranno davvero utilizzati per dotare Roma di una quarta metropolitana, come annunciato nel 2016”.

Roma Lido fondamentale per lo Stadio

L’accordo firmato dalla Giunta capitolina, serve a sbloccare una serie di progetti legati al miglioramento del servizio. Un cambiamento di passo necessario anche nell’ottica di realizzare lo stadio della Roma. Senza il contributo fondamentale della Roma Lido, l’arrivo dei tifosi e degli impiegati del futuro business park di Tor di Valle, rischieranno di gravare come un macigno sulla viabilità del quadrante.

La trasformazione in metro E

La Roma Lido,  ha dichiarato Calenda  “deve diventare la linea E della metropolitana e deve avere una gestione integrata con le altre linee della metropolitana di Roma. Su questo, Azione - ha sottolineato il candidato Sindaco - presenterà nei prossimi giorni una mozione in Consiglio regionale. Non e' accettabile che dopo cinque anni non sia ancora stato messo in servizio un solo treno nuovo o avviato alcun cantiere”.

La perdita di passeggeri

Nel frattempo il servizio, come recentemente ricordato anche dal dossier Pendolaria 2021 di Legambiente, “ha perso il 45% dei passeggeri, tra disagi, corse perse e treni vecchi e inadeguati". Un dato che pesa anche sulla fiducia degli utenti nel trasporto ferroviario. Nel Lazio, in controtendenza rispetto alle altre regioni italiane, i passeggeri che ne fanno ricorso, negli ultimi anni sono infatti diminuiti.
 

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