Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Roma lercia, 1600 tonnellate di rifiuti restano a terra. Ora Raggi deve indicare la discarica

Lo stop a due impianti che ricevono gli scarti della Capitale hanno gettato la città nell’ennesima emergenza: entro il 1 agosto la scelta della discarica o sarà commissariamento

Roma soffoca tra i rifiuti. Da Centocelle a Talenti, da Pigneto a Labaro passando per Cassia e Collatino le strade della Capitale sono ancora una volta invase dall’immondizia. L’ingranaggio si è rotto, il fragile sistema su cui si reggeva la gestione dei rifiuti della città è collassato, proprio quando sembrava che una soluzione (almeno temporanea) fosse stata trovata.

Roma lercia, i rifiuti restano a terra

Lo stop per interventi di manutenzione straordinaria al Tmb di Ecologia Viterbo e quello della società Cermec in Toscana hanno mandato in tilt la filiera. Roma è senza sbocchi, Ama non sa dove conferire. Così i rifiuti restano a terra, accumulati intorno ai cassonetti. Montagne di sacchetti della spazzatura destinate a crescere: fino a domenica si stimano circa 1600 tonnellate di immondizia che non potranno essere raccolte. Rifiuti nuovi sopra quelli vecchi, impossibili da recuperare. Roma lercia, sempre più lercia, la prospettiva di fine giugno. 

Non è bastato, dunque, l'assenso della Regione Lazio alla E. Giovi, proprietaria dei due Tmb di Malagrotta, di scaricare per due settimane i propri scarti del trattamento nella discarica di Viterbo, in attesa di attivare gli accordi con altri sei impianti di smaltimento italiani per ripulire la Capitale. Roma non è autosufficiente e per “sopravvivere” ai propri rifiuti, per completare il ciclo, deve rivolgersi altrove. Una dipendenza da terzi che rende l’intero sistema precario, troppo per scongiurare crisi cicliche.

Un tema a cui stanno cercando di trovare soluzione il ministero dell'Ambiente, la Regione Lazio, la Città Metropolitana e lo stesso Campidoglio, insieme al prefetto di Roma, Matteo Piantedosi. Il tempo stringe e Roma è costretta ad inseguire l’emergenza. Da una parte la ricerca di aree idonee in cui realizzare il nuovo TMB (impianto di trattamento meccanico biologico ndr.) e la discarica di Roma, dall’altra la ricerca di invasi già autorizzati in cui conferire gli scarti nell’immediato. E’ così che si potrebbe tornare al passato. 

La spregiudicata narrazione di Virginia Raggi sull'emergenza rifiuti

Crisi dei rifiuti: potrebbe riaprire la discarica di Roccasecca

Tra le ipotesi quella della riapertura della discarica di Roccasecca, in provincia di Frosinone: autorizzata per 430mila metri cubi, la proprietà (Mad srl di Valter Lozza) tuttavia a marzo scorso ha comunicato di non essere nelle condizioni economiche per procedere con i lavori che in due mesi permetterebbe all'impianto di riaprire e fare rifiatare Roma e non solo. Requisizione in uso o esproprio. Queste le alternative. Da sciogliere anche il nodo della competenza tra prefetto di Frosinone e Regione Lazio. Intanto la cittadina della ciociaria ha festeggiato il raggiungimento del traguardo del 64% di raccolta differenziata, con un aumento di dieci punti percentuale rispetto allo scorso anno. Roma è ferma al 46%, con uno striminzito +3% in un lustro.

La discarica di Albano Laziale: ipotesi ampliamento dell'invaso

C'è in ballo, così riporta l’Agenzia DIRE, anche la discarica di Albano Laziale, che ha 250mila metri cubi autorizzati, che addirittura potrebbero diventare 400mila se venisse accordato un ampliamento verso l'alto. I problemi di questo impianto, al netto di un ricorso pendente al Tar sullo scorporo dei due rami d'azienda (TMB e discarica di servizio) avvenuto 2 anni fa col placet della Regione, sono due: in prima battuta la necessità di una deroga all'autorizzazione, in quanto la discarica potrebbe ricevere solo i rifiuti trattati dal Tmb collegato, che però è rimasto distrutto (e mai ricostruito) 5 anni fa da un incendio; in seconda la presenza di inquinanti rilevata nei pozzi spia posizionati dentro l'impianto di smaltimento. 

Oggi il nuovo tavolo tecnico con il Ministero dell’Ambiente che ha già invitato la Regione Lazio a rimettere in moto gli impianti autorizzati e chiudere celermente le conferenze dei servizi aperte per nuove autorizzazioni e ampliamenti.

Rifiuti, Roma verso il commissariamento: la politica decide di non scegliere

La Città Metropolitana di Roma ha inviato a tutti i 121 la cartografia delle aree idonee e non idonee per discariche e Tmb, aggiornata al Piano Territoriale Paesistico Regionale  (Ptpr) recentemente approvato dal Consiglio regionale. Ora gli enti locali hanno tempo fino al 29 giugno per presentare osservazioni. Chi non lo farà e dovesse vedere autorizzato sul proprio territorio una discarica o un impianto di trattamento dei rifiuti potrà sollevare l'incompatibilità nella eventuale conferenza dei servizi autorizzatoria.
Le aree senza vincoli disponibili all'interno dei confini della Capitale sembrano poche, in particolare si scorgono delle aree bianche al confine col comune di Riano, ma se la Giunta Raggi non dovesse procedere all'individuazione del sito per la discarica, l'1 agosto sarà commissariata dalla Regione Lazio. In mezzo anche la campagna elettorale: così, ancora una volta, la politica sui rifiuti di Roma potrà scegliere di non decidere.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Roma lercia, 1600 tonnellate di rifiuti restano a terra. Ora Raggi deve indicare la discarica

RomaToday è in caricamento