Venerdì, 25 Giugno 2021
Politica

Rifiuti, stracolmi gli impianti di Ama. Zingaretti: "Ho parlato con D'Alfonso. Sono ottimista"

Cresce il pressing sul Governatore dell'Abruzzo. L'ottimismo di Zingaretti. La situazione negli impianti è al limite

Al Tmb di Rocca Cencia l'escavatore ieri sera non riusciva più ad entrare. Nell'impianto di via Salaria 981, come mostra un video della Cgil, i rifiuti traboccano, con le fosse piene e i mezzi in difficoltà nel muovere la spazzatura all'interno. Tarati e autorizzati per ospitare 750  tonnellate di rifiuti da trattare, arrivano - secondo fonti dei lavoratori - ad ospitare anche fino a 4000 tonnellate. L'altra faccia dell'emergenza spazzatura, vera causa di Roma lercia, è quella degli impianti.  Una situazione al limite che non facilita lo svuotamento dei camion e che rende difficoltoso il ripristino dei normali giri di raccolta 

Perché gli impianti sono pieni? 

A Roma, in occasione delle festività natalizie, viene smaltito un maggior quantitativo di rifiuti. Quest'anno, secondo fonti del Campidoglio, 1000 tonnellate in più dello scorso anno. Aumenta l'immondizia, ma gli sbocchi della stessa diminuiscono. Non c'è infatti il supporto dell'Austria che da inizio dicembre non riceve più la spazzatura romana. Ama deve collocare quindi 70mila tonnellate all'anno e per farlo ha chiesto aiuto alle regioni. Gli accordi però tardano e gli impianti per questo sono pieni. 

La situazione in strada 

Cosa comporta tutto questo? Impianti pieni e camion che svuotano con più difficoltà i cassonetti che, colmi, costringono i cittadini a buttare i sacchetti all'esterno. Quando il compattatore passa, ritira la spazzatura, ma quel che c'è all'esterno ha bisogno di un ulteriore passaggio con mezzi che al momento come numero sono insufficienti anche per la gara indetta da Ama, ma andata deserta. Da qui le foto di cassonetti vuoti e di spazzatura, tanta, all'esterno. Da qui anche le lamentele dei cittadini. 

La situazione al limite

Impianti pieni e camion più lenti. La situazione è al limite e se i Tmb non riusciranno ad accogliere più rifiuti, la raccolta in strada si bloccherà. Per questo occorre fare presto. E per questo il pressing sull'Abruzzo ha visto scendere in campo anche Nicola Zingaretti: "Stamattina in occasione dell'incontro con i presidenti sul terremoto ho parlato con il presidente dell'Abruzzo Luciano D'Alfonso. Mi sembra che ci sia un atteggiamento molto responsabile e quindi sono ottimista che tra alcuni giorni si possa risolvere la questione". L'Abruzzo è la soluzione auspicata da Roma Capitale, con l'invio di 270 tonnellate al giorno. Qui i rifiuti saranno trattati e poi gli scarti inviati in Emilia Romagna. 

Oltre l'emergenza

Resta aperto lo scontro politico e il dibattito sulle colpe. Ieri il M5s Roma aveva controreplicato all'assessore regionale Mauro Buschini sottolineando il fatto che "la Regione sia inadempiente non lo dice soltanto il M5S. Nel marzo 2016 il Tar ha accertato l’inadempimento da parte della Regione Lazio degli obblighi previsti dalla normativa europea sull’autosufficienza regionale dello smaltimento dei rifiuti. I giudici, infatti, hanno rimarcato che spetta alle Regioni provvedere all’individuazione di una “rete integrata e adeguata di impianti in ambiti regionali” di impianti del ciclo dei rifiuti, comprese quindi le discariche destinate allo smaltimento dei rifiuti speciali originati dal trattamento dei rifiuti solidi urbani". 

Ad inchiodare la Raggi alle sue responsabilità è un documento della città Metropolitana che a luglio 2017 sollecitava Roma Capitale e la Raggi ad indicare dove avesse intenzione di realizzare gli impianti di smaltimento dei rifiuti. Un documento in cui si fa un'analisi della situazione e che impegnava la sindaca ad una serie di azioni. 


IL    CONSIGLIO    METROPOLITANO    IMPEGNA    LA    SINDACA    DELLA    CITTÀ  METROPOLITANA  A:
A) chiarire nelle sedi opportune che  la  nota  in premessa  è una semplice trasposizione di aree vincolate così come conosciute agli atti degli uffici della Città Metropolitana e quindi non aggiornata;
B) riformulare un piano di individuazione di aree idonee ad accogliere  eventuali  impianti di gestione dei rifiuti,   stralciando quindi  la nota   inviata   e   ripartendo   da   un'ottica   rispettosa   delle   indicazioni comunitarie;
C)  procedere con  una  modalità  veramente  partecipata  dal  basso, che  veda  il  coinvolgimento  delle comunità locali e dei  Sindaci dei Comuni dell a Città Metropolitana di Roma Capitale (anche attraverso il ricorso alla Conferenza dei Sindaci);
D)  dare  seguito  alle  intenzioni  manifestate  riguardo  gli  inceneritori  di  Colleferro,  al  fine  di  modificare  radicalmente una parte del ciclo di gestione dei rifiuti dell’Area Metropolitana di Roma Capitale e della Regione Lazio, convertendoli a fabbrica di materiali tramite un intervento da parte di ACEA S.p.A. ;
E) incentivare la pratica della raccolta cd. “ porta a porta “  in tutti i Comuni della Città Metropolitana, per diminuire drastica mente il conferimento in discarica dell’indifferenziato; 
F)  promuovere  campagne  di informazione  per  la  riduzione  dei  rifiuti  prodotti  facendo  si  che  la  Città  Metropolitana di Roma Capitale sia al passo con le migliori realtà italiane ed europee;
G) impegnarsi in  un confronto fattivo con la Regione Lazio affinché si arrivi alla definizione del nuovo Piano di gestione dei rifiuti regionale.  


Servono gli impianti quindi e devono essere nel territorio di Roma e provincia: così stabilisce la legge. Quelli più immediatamente utilizzabili sono il tritovagliatore di Rocca Cencia, in affitto a Porcarelli e che serve già diversi comuni del Lazio,e il Tmb di Guidonia. Entrambi indicati da Cerroni nella sua lettera supplica a Mattarella rappresentano un'alternativa anche ad un costo minore. Lo sottolinea anche lo stesso Porcarelli che intervenendo in un commento sotto un post dei lavoratori Lila (laboratorio idee lavoratori Ama), spiega: "Se avessero usato l’impianto di tritovagliatura di Rocca Cencia regolarmente autorizzato e con tariffa regionale approvata ci saremmo risparmiati tanta pubblicità negativa sulla Nostra Città e notevoli risparmi di tempo e soldi per tutti! Fortini ha dettato le regole e i cinque stelle,innovativi, le hanno fatte seguire ai dirigenti Ama senza mai dubitarne. E le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti". Difficilmente però il Movimento Cinque Stelle cambierà idea. I due impianto sono fortemente osteggiati sul territorio e i grillini hanno costruito il proprio consenso in seno alle lotte a queste strutture. Difficile immaginare un cambio di rotta anche se la vicenda del tritovagliatore di Ostia ha insegnato che tutto è possibile.

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