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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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A Roma ci sono oltre 100 case popolari pronte, ma ancora vuote

Tra Roma sud e sud-ovest 116 alloggi restano sfitti e a rischio occupazione. La cooperativa che li ha costruiti: "Aspettiamo gli ultimi finanziamenti, ma già abbiamo speso in riparazioni e vigilanza"

Case popolari pronte, con porte e infissi nuovi, pavimenti posati, caldaie e fogne allacciate. Molte sono anche collaudate, quindi abitabili. Ma restano vuote. A Roma ce ne sono 116 divise tra due quartieri periferici nel quadrante sud e in quello ovest, finanziate una parte dal ministero dei trasporti e una parte dalla Regione Lazio. La burocrazia ferma tutto e le mette a rischio occupazione, mentre vengono sfrattate 11 persone al giorno per morosità.

Le case vuote non assegnate nonostante gli 11 sfratti al giorno

L'emergenza abitativa a Roma morde forte le caviglie di chi ha un reddito basso o inesistente, famiglie numerose che tirano a campare con il reddito di cittadinanza (finché ci sarà), disoccupati che non riescono a ricollocarsi nel mercato del lavoro, anziani con la pensione minima. Secondo Caritas ci sono 11 sfratti al giorno causati dalla morosità e andando a scorrere la graduatoria Erp oltre 3.000 nuclei in attesa di un alloggio anche da 10 anni, che è il tempo medio impiegato finora dal Comune per assegnarne uno. Eppure di case vuote ce ne sarebbero tante, non solo costruite da privati e rimaste invendute o sfitte (in totale 110.000, sempre secondo Caritas) ma anche destinate a chi è più in difficoltà. Per esempio quelle costruite dal consorzio cooperative abitazione AIC, finite nel 2020. 

Chi ha costruito e dove si trovano i 116 alloggi pronti ma sfitti

Nel complesso si tratta di 116 appartamenti di vari tagli, distribuiti in due palazzine. Una in un quartiere di Roma sud, IX municipio, poco oltre il Raccordo Anulare e una in un piano di zona nel quadrante sud-ovest, sempre appena fuori il Gra. Nel primo caso il finanziamento per costruire l'immobile (84 appartamenti) è arrivato dal ministero delle infrastrutture (3,9 milioni di euro) mentre nel secondo dalla Regione Lazio: 1,5 milioni di euro su un totale di 5 milioni investiti, per fare 32 appartamenti. "Il collaudo è durato circa un anno e lo abbiamo concluso a ottobre 2022 - spiega il presidente dell'AIC, Fabrizio Scorzoni - e nel periodo intercorso tra la fine del cantiere alla fine del collaudo abbiamo dovuto pagare un servizio di vigilanza, in alcuni periodi anche fisso con guardia armata, che ci è costato finora 100.000 euro. Purtroppo non abbiamo potuto evitare delle irruzioni a scopo di furto". Dalla palazzina nel IX municipio i ladri si sono portati via una trentina di caldaie nuove di zecca, un intero bagno per disabili e tutte le canaline di scolo delle grondaie: "Oltre 100.000 euro di danni - continua Scorzoni - che abbiamo ripristinato altrimenti non avrebbero proceduto al collaudo. Le caldaie le abbiamo ricomprate, alcune sono state installate per testare l'impianto, altre sono in magazzino e la ditta fornitrice si è impegnata ad attivarle a richiesta". 

I motivi della mancata consegna a chi ne ha diritto

Ma perché ci sono questi appartamenti fatti e finiti ma non assegnati? "In un caso è perché Ater non prende in carico gli alloggi collaudati - denuncia la cooperativa - nonostante da inizio 2023 sappiano che sono fruibili. Per questo blocco noi non riusciamo a incassare l'ultima tranche da 500.000 euro dal ministero, soldi che abbiamo in buona parte già speso tra vigilanza, riparazioni e nuove caldaie. In un altro caso, invece, la Regione aspetta che dimostriamo l'avvenuto bando da parte della prefettura che dovrà assegnare gli alloggi alle famiglie di appartenenti alle forze dell'ordine". 

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I bandi della prefettura che dovrebbero andare deserti

Bandi che probabilmente andranno deserti, perché la legge che li ispira (la 203 del 1991, nello specifico l'articolo 18) prevede la costruzione di alloggi in edilizia sovvenzionata per garantire la presenza di dipendenti delle forze dell'ordine in maniera capillare su Roma, al fine di fronteggiare la criminalità organizzata e le cellule terroristiche. Ad oggi una modalità passata in cavalleria. Per questo, una volta certificato che quasi più nessuno fa domanda per questa tipologia di alloggi, la Regione potrebbe disporne tramite Ater per assegnarli ai nuclei meno abbienti, affittando a canoni calmierati di massimo 5/600 euro al mese in base alle dimensioni dell'appartamento. 

Il consorzio costruttore: "Non parteciperemo ad altri bandi simili"

"Noi come consorzio esistiamo dal 1964 - conclude Scorzoni - e per i nostri soci abbiamo costruito oltre 6.500 alloggi su tutta Roma. Se domattina dovesse uscire un nuovo bando per realizzare altri appartamenti in edilizia sovvenzionata, non penso proprio che parteciperemmo. Troppe lungaggini, ci stiamo rimettendo. Quando ci arriveranno i soldi che ci spettano, li avremo in buona parte già spesi. E noi le opere di urbanizzazione primaria le abbiamo pressoché completate: fogne, strade, parcheggi, anche un parco quasi completato". 

Corrotti (FdI): "Provo disagio per le migliaia di famiglie senza casa"

La presidente della commissione politiche abitative della Regione Lazio, Laura Corrotti (FdI), la scorsa settimana ha svolto un sopralluogo in entrambi i quartieri: "Ci sono alloggi di edilizia residenziale sociale terminati ma vuoti - denuncia - finanziati dalla Regione Lazio e inutilizzati perché in attesa dei bandi di assegnazione. Provo disagio, perché ci sono migliaia di famiglie in attesa. Sono sempre più convinta che bisogna attivare un lavoro serio nei prossimi anni in consiglio regionale, con il sostegno della giunta. È il momento di dare risposte ai territori con un piano operativo che sia finalizzato a dare alloggi alle famiglie che sono in attesa e trattate con troppa superficialità negli anni passati”. 

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