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Piazza del Campidoglio, immagine d'archivio

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Una Roma Città-Stato con il sindaco eletto dal Consiglio comunale: ecco la riforma proposta dai grillini "ribelli"

La bozza di riforma verrà presentata alla Camera dei deputati dai cinque consiglieri M5s 

Una Roma Città-Stato, con il sindaco eletto dal Consiglio comunale e un doppio di livello di governo Comune/municipi. Sono i tre punti cardine della bozza di riforma per Roma Capitale sottoscritta da Alessandra Agnello, Donatella Iorio, Enrico Stefàno, Angelo Sturni, Marco Terranova, i consiglieri grillini "ribelli", nel M5s romano ma da tempo in aperto contrasto con la linea Raggi, specie per quanto riguarda la candidatura della sindaca alle comunali.

Così, mentre in Aula capitolina si discute di un tavolo strategico di confronto per il rilancio di Roma, e Raggi pressa il governo per ottenere più risorse e soprattutto più poteri per la Capitale, i "dissidenti" mettono nero su bianco una loro proposta che verrà depositata a stretto giro alla Camera dei Deputati, possibilità prevista dall'articolo 50 della Costituzione. Ma vediamo i dettagli della proposta. 

I contenuti della proposta

Primo punto: per una Roma Città-Stato. Trasformare la città in un ente territoriale con potestà legislativa e regolamentare per determinate materie e funzioni, con forme e condizioni particolari di autonomia, anche finanziaria, secondo uno statuto speciale adottato con legge costituzionale, disciplinando forme di raccordo con la Regione Lazio e lo Stato.

Secondo punto: un sindaco da eleggere tramite i voti dell'Assemblea capitolina, con modifica della forma di governo della città, da presidenziale a parlamentare. Si punta a "riservare alla pari di altre capitali europee l'elezione del sindaco all'organo assembleare democraticamente eletto dal popolo, tenendo conto che già oggi moltissime delle principali deliberazioni e decisioni che riguardano la città sono di competenza dell’Assemblea Capitolina, organo di governo di indirizzo e controllo di Roma". 

Terzo punto: un doppio livello di governance Roma/municipi unitamente al decentramento della città. "Costituisce un punto essenziale di questa riforma promuovere il più ampio decentramento amministrativo, finanziario e contabile dei municipi, attraverso interventi legislativi" spiegano i consiglieri. "L'obiettivo è realizzare due livelli di governance differenti per mission, funzione e territorio, con una città amministrata secondo un modello istituzionale decentrato". 

La proposta verrà presentata alla Camera dei deputati. Mentre una mozione a riguardo, nello specifico sulla trasformazione di Roma in una città-Stato è stata depositata in Aula, ancora da calendarizzare. "Nelle prossime settimane proseguiremo a far conoscere con maggior dettaglio tutti i punti della riforma qui illustrati e chiederemo alla Commissione parlamentare competente della Camera dei Deputati di poter essere auditi per l’illustrazione della nostra proposta di riforma dell'ordinamento di Roma Capitale". 


 

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